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| ARCHITETTURA NATURALE > Maria Pia Belski, Bio-limiti. I confini dellabitare bioecologico
Nuova edificazione Definire che cosa sia meno dannoso alluomo e allambiente è molto difficile, perché, non disponendo di analisi specifiche e redatte con criteri confrontabili, non si sa ancora, in Italia, se sia preferibile impiegare un materiale più o meno tossico ma prodotto con poca energia oppure usare prodotti di origine vegetale più vulnerabili, meno duraturi e più costosi, in termini di lavorabilità, manutenzione, spazio occupato e trasporti. Va meglio in Francia, dove, agli inizi degli anni novanta, il Ministero della Casa ha stilato una procedura, chiamata Haute Qualité Environnementale (Hqe, alta qualità ambientale), che prende in considerazione ogni fase del ciclo di vita delledificio dalla costruzione alla demolizione, in quanto ognuna può causare danni per la progettazione di edifici sociali (residenze, scuole). La lista degli obiettivi ambientali dellHqe ha inizialmente compreso quattordici voci, diventate ben presto sessantasette, tutte egualmente importanti, tutte da relazionare nel progetto: flessibilità, neutralità, comfort igrometrico, inerzia termica, illuminazione naturale, illuminazione artificiale, illuminazione e superfici di visualizzazione, coordinamento illuminazione naturale e artificiale, abbagliamento, colorazione, comfort visivo, rumorosità esterna, rumorosità interna, vegetazione esterna, vegetazione interna, paesaggio ed ecologia del sito, fauna e flora, sito e clima, energia solare passiva, dispersione termica, isolamento trasparente, protezione solare, ventilazione, riscaldamento, regolazione e gestione tecnica centralizzata, acqua calda sanitaria, restauro, ascensori, energie rinnovabili, consumi elettrici, consumi energetici, risparmio dacqua, recupero delle acque piovane, impermeabilizzazione, rifiuti, acque nere, manutenzione, materiali attrezzature e criteri ambientali, ciclo di vita dei materiali, dichiarazione dei materiali e prodotti da costruzione, dichiarazione delle attrezzature, contenuto energetico dei materiali, prodotti tossici, rischi di catastrofi naturali, pitture colle e trattamento del legno, materiali e attrezzature riciclabili, possibilità di recupero, smantellamento, qualità dellacqua, qualità dellaria, formaldeide, campi elettromagnetici, radon, radioattività, fascia dozono, piogge acide, effetto serra, durata di vita delle coperture, ecogestione, igiene e sanità, cantiere verde. La tipologia del progetto, la sensibilità delle amministrazioni pubbliche o dei professionisti e la partecipazione dei cittadini determinano il grado di approfondimento di ogni voce e leventuale aggiunta di altri obiettivi, fornendo ai critici più di una perplessità nella valutazione complessiva. (37) Nelle architetture ecosostenibili, quindi, si devono impiegare tecniche costruttive e materiali non depauperizzanti, studiare soluzioni energetiche compatibili con lambiente interno ed esterno, produrre rifiuti riutilizzabili, consumare in modo razionale lacqua e riciclarla, controllare la funzionalità dello spazio. Specificando queste affermazioni, sono state elencate numerose prescrizioni, più o meno dettagliate in funzione del progetto cui si riferiscono. In sintesi, si raccomanda di: a) valutare il fabbisogno di spazio e superfici e limpatto ambientale della nuova costruzione, per non alterare il paesaggio e per essere meno dispendiosi in termini economici ed energetici. Tale compito spetta, innanzitutto, allamministrazione pubblica, che dispone di sufficienti strumenti urbanistici, contrattuali e di controllo per indirizzare la proprietà privata verso interventi, nuovi o di recupero, in sintonia con il clima e le esigenze locali e urbane. b) preferire volumetrie compatte e isolate termicamente, seguire i principi della bioclimatica, rapportandosi al clima locale e al percorso del sole, per risparmiare energia non rigenerabile (petrolio, gas naturale, carbone, elettricità) negli impianti interni di illuminazione, ventilazione, riscaldamento e raffrescamento. La destinazione (abitazioni, uffici, musei ecc.) ha notevole incidenza sulla forma delledificio e sul suo controllo energetico; inoltre, progettare una volumetria compatta costituisce una scelta formale, verso la quale il committente o il professionista potrebbero non essere disposti, preferendo ricorrere alla tecnologia per limitare i consumi. La raccomandazione, quindi, invita principalmente a prestare attenzione allisolamento termico (si è calcolato che, in Italia, il settanta-ottanta per cento dellenergia utilizzata per il riscaldamento si perde a causa di una inesistente o insufficiente coibentazione degli edifici) e a seguire con più rigore le norme bioclimatiche: in una residenza, per esempio, un adeguato dimensionamento e posizionamento delle aperture, unito allisolamento delle pareti, fa risparmiare sui consumi, perché le finestre a sud escludono il caldo sole estivo e catturano i raggi dinverno, mentre quelle a ovest danno problemi di surriscaldamento e abbagliamento. c) usare, oltre a sistemi ad alto rendimento e a basso consumo, le fonti energetiche rinnovabili per produrre calore ed energia allinterno delledificio: il sole può essere maggiormente sfruttato impiantando pannelli fotovoltaici, il vento con i generatori eolici, il biogas attraverso la combusione dei rifiuti. Linstallazione di questi impianti segna in modo evidente la configurazione del paesaggio e degli edifici, tuttavia se pensata fin dalla fase ideativa del progetto, limpatto visivo finale risulterà integrato e non giustapposto alla costruzione. d) utilizzare materiali ecologicamente sostenibili, cioè materiali che siano ottenuti da materie prime rigenerabili o abbondantemente disponibili, che richiedano un consumo limitato di energia, per il trasporto, la lavorazione e lo smaltimento, e che non emettano solventi, polvere, fibre e altri agenti tossici. Ciò mira a migliorare la salubrità e labitabilità, aumentare il ciclo di vita della costruzione, diminuirne la manutenzione, consentirne il riuso e a meglio sfruttare le risorse locali. Si rammenta che alcuni materiali (ferro, alluminio, rame, materie plastiche), pur essendo ottenuti e purificati in processi di lavorazione che emettono sostanze nocive o impiegano molta energia, sono riciclabili più volte, permettendo un sensibile risparmio nel tempo, mentre altri (materiali estrattivi, vernici, antiparassitari e il cloruro di polivinile o Pvc, ampiamente usato per tubi e serramenti) sono molto inquinanti in fase di smaltimento. e) risparmiare lacqua, limitando i consumi, usando in modo più razionale quella potabile e tenendo in perfetta efficienza gli impianti. È inoltre opportuno, per gli usi sanitari e lirrigazione di orti e giardini, creare sistemi di raccolta dellacqua piovana e depurare, con processi naturali, le acque reflue. Va ricordato che lItalia ha il consumo dacqua pro capite (245 litri/giorno) più alto dEuropa dove in media se ne usa un terzo a causa dello spreco individuale e del sistema idrico fatiscente, che perde ingenti quantità dacqua (fino al quaranta per cento). f) evitare la sigillazione dei terreni negli spazi aperti (parcheggi, terrazzi, percorsi pedonali e ciclabili), riducendo luso di cemento e asfalto, rinverdire le facciate degli edifici e organizzare le aree libere con specie diverse di alberi, siepi, biotopi e specchi dacqua, per migliorare il microclima. Limpermeabilizzazione dei terreni contribuisce a rendere il clima della città maggiormente caldo, umido e piovoso. Gli spazi aperti, piccoli o grandi che siano, sono soprattutto frequentati dagli abitanti dei quartieri limitrofi e, quindi, necessitano di percorsi e luoghi di sosta ombreggiati, spazi gioco per i bambini con accessi protetti, oltre al bisogno di essere separati dalle aree inquinate o inquinanti (parcheggi, traffico) e di essere fornite di attrezzature e servizi per la cultura e lo sport.
Note:
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