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| COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA E URBANA > Jurij Mikhailovich Lotman, Larchitettura nel contesto della cultura (1)
«Tutto ciò che osservo, tutto ciò che tocco si trasforma in un segno» campeggiava su una maglietta celebrativa realizzata dai suoi studenti che raffigurava Lotman accanto a Einstein, non tanto per rilevare la somiglianza fisica, quanto per evidenziare la loro straordinaria capacità di guardare oltre lapparenza e per Lotman - comè stato specificato - perchè «esprime poeticamente il concetto di semiosi illimitata, di onnipresenza dei segni allinterno della vita umana». Non i piccoli segni, però, ma quelli grandi, macroscopici che delimitano, avvolgono e forgiano unintera cultura. Lotman scriveva «lopera darte è un testo», cioè è come un testo letterario che può essere inquadrato attraverso una serie di riferimenti intertestuali ed extratestuali. Larchitettura non è estranea a questa definizione, ma ha o può avere riferimenti particolari, che talvolta sfuggono allanalisi dello studioso più attento. Gli esempi che Lotman cita nel testo sono sorprendenti e invitano ancora oggi a ripensare non solo alla storia passata, ma anche al futuro.
Un testo estrapolato dal contesto si presenta come un oggetto esposto in un museo: è depositario di informazioni costanti. È sempre uguale a se stesso, e non è in grado di generare nuovi flussi dinformazione. Il testo nel contesto è un meccanismo in funzione, che ricrea continuamente se stesso cambiando fisionomia e genera nuove informazioni. Tuttavia, la separazione del testo dal contesto è possibile a livello speculativo, in primo luogo perché qualsiasi testo (testo della cultura) più o meno complesso è capace di creare intorno a sé un'aura di contesto e, contemporaneamente, entrare in rapporto con il contesto culturale del ricevente; in secondo luogo, qualsiasi testo complesso può essere considerato come un sistema di sottotesti, per i quali esso rappresenta il contesto, uno spazio entro cui si compie un processo di formazione semiotica di significato. In questottica il sistema testo-contesto può essere visto come un caso particolare di sistema semiotico generatore di significato. Qualsiasi testo complesso, facente parte della cultura, può essere rappresentato come un conflitto tra due tendenze. Da un lato, con laumentare della regolarità, aumenta anche il grado di prevedibilità, si verifica un appianamento strutturale, una crescita dellentropia. Dallaltro, si fa sentire la tendenza opposta, aumentano le disuniformità interne dellorganizzazione semiotica del testo, il suo poliglottismo strutturale, i rapporti dialogici delle sottostrutture che nel testo rientrano, lintensa conflittualità interna al nesso testo-contesto. Questi meccanismi funzionano a favore di un aumento della capacità informativa e hanno carattere antientropico. Quanto detto è particolarmante importante per i testi architettonici, che per loro stessa natura tendono a essere iperstrutturati. Bisogna sottolineare ancora una particolarità. Un aspetto importante del dialogo interno della cultura viene a formarsi storicamente: la tradizione precedente fornisce una norma, avente già un carattere automatico; su questo sfondo si svolge lattività semiotica delle nuove forme strutturali. In questo modo, la produttività del conflitto si conserva, poiché nella coscienza del ricevente le condizioni, passate e presenti, del sistema sussistono contemporaneamente. In letteratura, musica e pittura questo viene garantito dal fatto che le epoche culturali precedenti non scompaiono senza lasciare traccia, ma restano nella memoria della cultura come extratemporali: la comparsa di Mozart non porta alla distruzione fisica delle opere di Bach, i futuristi gettano Pushkin dal vapore della modernità, ma non distruggono i suoi libri. In architettura i vecchi edifici sono continuamente soggetti a radicali distruzioni, o a totali ricostruzioni. Al posto dellinsieme storico - dialogo tra strutture di epoche diverse - abbiamo una condizione da oggetto museale estrapolato dal contesto. Già nel 1831 il giovane romantico Gogol sottolineava quanto fosse fruttuosa leterogeneità stilistica in un insieme architettonico, ossia il poliglottismo del contesto architettonico: [... ]accanto una costruzione gotica innalzatene senza timore una greca. La vera efficacia nasce da un contrasto netto: la bellezza non è mai così vivida e visibile come in un contrasto. E oltre: La città deve essere composta da masse eterogenee, se vogliamo che locchio ne provi piacere (2). Naturalmente il consiglio di Gogol di costruire edifici riproducendo stili di epoche diverse appare come ingenuo, ma lidea di un dialogo tra il contesto storico e il testo moderno è cosa di assoluta attualità.
Note:
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