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STORIA > MILANO 1906: LA PRIMA ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE ITALIANA


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Il confronto tra le piante del 1884 e del 1912 di Milano mostra la progressiva saturazione delle aree entro i bastioni e le principali trasformazioni edilizie (v. parte storica)

Il totale della popolazione risultò dal censimento 1901: entro le mura si contavano 245.568 abitanti e fuori delle mura, all’interno dei confini amministrativi dell’epoca 245.892, per un totale di 491.460 unità. Considerando i confini attuali, la popolazione ammontava a 539.596 residenti.
Nel 1904 era avvenuta l’aggregazione di una frazione del comune di Greco e, l’anno successivo, furono contate oltre i limiti del Piano Beruto più di 250 fra case di abitazione, stabilimenti industriali, chiese e conventi. I confini erano all’incirca segnati dai capilinea tranviari: a sud via Tibaldi, a ovest via Buonarroti, a nord-ovest via Poliziano, a nord via Farini-Ugo Bassi, a nord-est il rondò di Loreto, a est corso Indipendenza, a sud-est corso Lodi-via Isonzo.

Nel 1903 fu bandito il concorso per un’esposizione internazionale, prevista per il 1905 al parco Sempione, vinto dai progetti presentati dagli architetti Sebastiano Giuseppe Locati e Orsino Bongi e dagli ingegneri associati Carlo Bianchi, Francesco Magnani e Mario Rondoni. Tra gli organizzatori furono l’architetto Luigi Broggi (1851-1926), uno dei maggiori professionisti dell’epoca, che aveva già attivamente partecipato alle precedenti esposizioni milanesi, e l’ingegnere Evaristo Stefini (1868-1935), a noi noto per aver proposto, nel 1909, il Quartiere Industriale Nord Milano, una “città lineare”, con edifici residenziali e industriali, sviluppata lungo un asse largo 60 metri sugli attuali viali Zara e Testi. Presidente dell’esposizione fu il senatore Cesare Mangili (1850-1917), consigliere della Banca Commerciale Italiana.

fare clic per ingrandireL’occasione per la manifestazione fu offerta dall’imminente apertura del traforo del Sempione, che avrebbe abbreviato i percorsi da Milano verso i grandi centri del nord Europa, ma il prorogarsi dei lavori fece slittare i festeggiamenti.
La galleria del Sempione, poco meno di 20 km, fu aperta all’esercizio il Primo giugno 1906, poco più di un mese dopo l’inaugurazione dell’Esposizione. La sua realizzazione (un evento celebrato anche dalla pubblicità) richiese una parte iniziale molto lunga per la definizione del tracciato, soprattutto a causa delle resistenze del governo svizzero che impiegò vent’anni e studiò ventisei progetti alternativi prima di superare ogni ostacolo tecnico e organizzativo e acconsentire al traforo, compiuto poi in otto anni.




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