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STORIA
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1906: LA PRIMA ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE ITALIANA
Oltre duecento padiglioni con quaranta nazioni e trentacinquemila espositori,
quasi sei milioni di visitatori, un centinaio i congressi nazionali
e internazionali, decine di concorsi a tema industriale, sociale, sanitario
e artistico...
Come si arrivò allesposizione, chi furono i progettisti
e comerano i padiglioni?
Cosa si stava facendo a Milano in quel periodo?
Per
definizione, le esposizioni universali sono insediamenti
territoriali adibiti alla pubblicizzazione delle tecnologie e delle
merci, alla loro affermazione nei rapporti di potere della società
e nella vita quotidiana. Non a caso sono nate dopo la rivoluzione industriale,
quando le invenzioni teniche o le innovazioni tecnologiche hanno inciso
profondamente sul modo di vivere e pensare.
La spettacolarizzazione di contenitori, merci, eventi era (ed è)
fondamentale per muovere le risorse economiche, sviluppare i commerci,
confrontare ricerche ed esperienze, incontrando tecnici e intellettuali
di tutti i Paesi, finanziare localmente grandi opere urbane, nuove o
di riqualificazione, da realizzare entro tempi certi, e così
via. Cera il desiderio di farsi conoscere e di conoscere gli altri,
a tutti i livelli, e «furono la stampa, lillustrazione,
la fotografia, con i loro circuiti nella vita pubblica e privata, a
estendere in forma di simulacri, di finzioni, riproduzioni, narrazioni,
il dispositivo delle esposizioni sino alle periferie, ai margini del
progresso, sulle linee di frontiera dello sviluppo. Là dove le
condizioni materiali del territorio non consentivano ancora lesperienza
delle merci» (A. Abruzzese).
Per funzionare, la macchina aveva bisogno di attirare il
maggior numero possibile di persone, addetti e non. Di conseguenza,
si curarono sempre più la qualità dei contenitori, lallestimento
delle sale, leterogeneità e la spettacolarizzazione degli
eventi collaterali per stimolare linteresse e la curiosità.
Così, sullesperienza delle rassegne nazionali, le esposizioni
internazionali (la prima fu nel 1851 a Londra
nel Crystal Palace) si strutturarono a grande scala, predisponendo
non solo la colossale parte fisica (luoghi, contenitori,
periodi), ma anche la fitta rete di relazioni politiche, economiche,
culturali e artistiche tesa ad attirare il maggior numero possibile
di persone.
In
Italia, le prime esposizioni generali furono a carattere nazionale;
dallUnità alla fine dellOttocento furono cinque:
Firenze (1861), Milano (1881), Torino (1884), Palermo (1891-92) e ancora
Milano (1894) e Torino (1898). La prima esposizione internazionale fu
settoriale (Arte Decorativa Moderna a Torino nel 1902), mentre la prima
omnicomprensiva fu a Milano nel 1906, che per la giovane nazione italiana
fu sicuramente un avvenimento e unoccasione straordinari, ma non
resse il confronto delle precedenti esperienze europee, per esempio
di Londra e Parigi.
Nel
1906, non era la prima volta, quindi, che Milano era sede di unesposizione.
Già
nel 1871 aveva ospitato ai Giardini Pubblici, nel palazzo detto Salone,
la prima Esposizione Industriale Italiana, ma leco era risultata
limitata, decisamente poco incisiva nel panorama generale della città
e della nazione: erano anni di crisi economica che pesavano decisamente
sulla ricerca tecnologica e sugli stessi scambi commerciali. Contemporaneamente,
fu inaugurato il traforo
del Fréjus, che univa per ferrovia lItalia alla costa
della Manica.
Nel
1881 si svolse lEsposizione
Nazionale, la seconda, dopo Firenze, dellItalia postunitaria,
ma la prima paragonabile alle manifestazioni estere. Sullarea
dei giardini di Porta Venezia, era stata manifestata lattività
industriale, idealmente legata allimminente apertura del tunnel
del San Gottardo (1882), il quale avrebbe reso Milano il più
importante nodo ferroviario italiano per i collegamenti con il centro
Europa e, di conseguenza, centro commerciale internazionale. Lesposizione
incontrò un favore sorprendente: quasi 750.000 visitatori testimoniarono
il successo italiano e, in particolare, lombardo che allineava il 55%
degli espositori nel settore meccanico, il 54% in quello cartario, il
48% nel tessile e il 57% nellabbigliamento. Anche larte,
mostrata nel palazzo del Senato, riscosse un gran successo e la casa-museo
Poldi Pezzoli, aperta per la prima volta in concomitanza con lesposizione,
diventò un punto di riferimento internazionale.
Dal 1884, limportante scambio di esperienze si unì alla
diffusione dellelettricità, dando un notevole impulso alleconomia
milanese: si apersero nuove industrie e si ingrandirono le preesistenti,
si fondarono centri finanziari e, tra il 1881 e il 1890, furono costruiti
oltre 1.300 edifici (pari al 20% dellintero patrimonio edilizio
dell81).
Nel
1894 si tennero le Esposizioni
Riunite sullarea prospiciente il Castello (la cui ristrutturazione
era in fase di ultimazione) e nella parte del Parco Sempione verso lArena:
meno vasta della precedente, lesposizione riuniva undici rassegne
speciali con lo scopo di ravvivare le energie in un momento di crisi
del settore industriale italiano, i cui padiglioni si ammiravano dallalto
della torre
con ascensore idraulico, alta 38 m, realizzata dalla ditta milanese
Stigler nelle vicinanze dellArena. Fiore allocchiello della
manifestazione fu limpianto di unofficina elettrica «che
provvederà durante la sera ad una ricchissima illuminazione dei
luoghi di ritrovo e dei giardini, ed alimenterà la galleria del
lavoro annessa allEsposizione operaia, dove si potrà dare
un completo modello in azione della distribuzione della forza elettrica
a servizio delle piccole industrie e del lavoro individuale. La forza
che si avrà disponibile sarà di 480 cavalli dinamici,
e nei giardini saranno in attività 300 fari».
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