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STORIA
> MILANO:
DA POSTA PER CAVALLI A CITTA' REGIONE
Il libro che qui si presenta ha come punto focale la formazione di Milano
dalle origini a oggi, analizzando non tanto le singole architetture
rappresentative, quanto cause ed effetti dei continui processi di trasformazione
che la città ha subito e coi quali deve oggi fare i conti per
diventare veramente quella città europea cui aspira.
Il
libro Milano da posta per cavalli a città regione, scritto
da Maria Pia Belski e Simona Montruccoli ed edito dalla casa editrice
Marna, non ha come punto focale lanalisi delle architetture rappresentative
della crescita milanese, ma le trasformazioni che la città ha
subito nel tempo, dalle origini a oggi. Queste modificazioni hanno prodotto
non solo semplici ampliamenti, ma articolazioni, sostituzioni, episodi
più o meno determinanti la morfologia urbana. Fino allUnità
dItalia, Milano è rimasta una piccola città di non
più di duecentomila abitanti e le poche, decontestualizzate tracce
originali rimaste unendosi alla prospettiva storica hanno portato a
schematizzare la trattazione evidenziando i fatti salienti, ipotizzati
o costruiti. Poi, nel giro di un secolo, Milano è diventata la
metropoli attuale, su cui gravitano oltre sei milioni di persone, ed
è stato più interessante addentrarvisi, approfondendone
alcune vicende. Si è, perciò, proceduto lungo il percorso
storico-conoscitivo della città, dove al rigore del dato si è
associata la curiosità di come si è formato. Questo studio
è il primo che un professionista raccoglie interessandosi dellarea
di progetto, quando vi si avvicina, gira intorno, scopre le orme del
passato, vede i riferimenti, misura, più con locchio che
con il metro, il sito e soppesa la sua memoria storica (locuzione
mai logora di significato se priva di irrigidimenti accademici) che
risulterà una componente di cui il progettista, accettandola
o rifiutandola, non potrà non tener conto. Lanalisi storico-conoscitiva
rappresenta, quindi, la base per capire, almeno a grandi linee, come
e perché la città si è configurata, quali i nodi
problematici da risolvere. Progettando un piccolo edificio, diventerà
più facile vederne le connessioni con il tessuto e, visitando
da turisti la città, se ne coglieranno le soglie storiche e le
trasformazioni culturali.
Cogliendo
le trasformazioni architettoniche e urbanistiche che la città
ha avuto nel giro di tremila anni, le autrici Maria Pia Belski e Simona
Montruccoli (docenti alla II Facoltà di Architettura del Politecnico
di Milano) si soffermano anche sulle cause (politiche, economiche, religiose,
sociali...) che le hanno determinate. Ciò si verifica in particolar
modo a partire dalla seconda metà dellOttocento, quando
Milano non solo si dota di tutte le infrastrutture necessarie al suo
funzionamento, ma provvede anche alla sua immagine rappresentativa di
città economica e commerciale. In tal modo, mentre il nucleo
storico subisce per quasi un secolo continui riassetti, demolizioni
e ricostruzioni, la fascia esterna ai bastioni si sviluppa per addizioni
disordinate e ingloba, con lampliamento dei confini comunali,
quelle stesse attività industriali che lamministrazione
comunale aveva per lungo tempo espulso dalla città. Gli squilibri
prodottisi si ripercuotono ancora oggi sulla città e vanno, come
tutti sanno, dalla inabitabilità di certe periferie
al congestionamento del centro, dalla inadeguatezza di servizi essenziali
alla mancanza di una prospettiva proiettata verso il ruolo europeo che
Milano cerca da tempo di ritagliarsi ma che stenta ancora a trovare.
Il libro, analizzando i fatti che hanno portato alla conformazione attuale
della città e adottando un linguaggio semplice e agile che non
indulge in ostiche trattazioni tecnico-descrittive, dichiara esplicitamente
le lacune metodologiche e i punti deboli cui bisognerebbe provvedere
in tempi ragionevoli, affinché Milano sappia coniugare la sua
dilatazione fisica e il suo subdolo provincialismo con le giuste ambizioni
europee.
Per
ordinare il libro si vedano le pubblicazioni.
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