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STORIA
> Luciano
Patetta, La problematica delle proporzioni in Architettura
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Per larchitettura, limportanza della proporzione consiste
nel fatto che la proporzione è una pura questione di rapporto,
cioè è indipendente dai valori assoluti delle parti: quello
che vale non è la dimensione reale, ma la dimensione relativa
di una parte in rapporto allaltra. Questa assenza di valore assoluto
delle grandezze permette leggi compositive, che demandano appunto i
problemi di scala ad altra parte delle teorie estetiche.
Rimando a testi specializzati di matematica (1) leventuale approfondimento
di questi aspetti, che ho indicato: mi bastava ricordare come la presenza
nella matematica di termini come armonia e analogia,
che sono aspetti particolari della proporzione matematica e la loro
estensione in termini come simmetria ecc., pone la proporzione
come centro, come fondamentale riferimento logico, per la trattazione
di questi termini.
Pertanto possiamo sostenere che la proporzione è la vera matrice
dei problemi compositivi, per due ordini di ragioni: primo,
quello ora visto, cioè che essa è unautentica categoria
tecnica, basata perciò su leggi e metodi, tali da renderla direttamente
e praticamente applicabile, e di sicura trasmissione didattica. (Questo
aspetto è riscontrabile anche nella prospettiva).
Secondo, quello che ora vedremo, cioè che gli altri
termini ne sono in parte sinonimi, che si pongono come particolari accezioni
di carattere tecnico-estetico, nei vari momenti storici, allinterno
della problematica fondativa dellarchitettura.
Analogia.
In architettura si definiscono analoghe parti di un edificio (o edifici
fra loro) che siano proporzionali ad una comune misura. Nel caso più
comune, definiamo analoghi due edifici o due parti di un edificio che
abbiano una diretta corrispondenza formale, di cui caso particolare
è luguaglianza.
Lanalogia è una categoria estetica, che è andata
perduta: per ritrovarla dobbiamo riferirci allarte greca. Nella
cultura artistica greca, analogia era proprio il termine che indicava
la proporzione. La conoscenza in proposito non ci viene da fonti dirette,
bensì attraverso la mediazione dellopera teo-rica di Vitruvio.
(De architectura, Libri decem.).
Così noi leggiamo in Vitruvio: La costruzione dei templi
si basa sulla simmetria, (che come vedremo in seguito ha valore generale
di commensurabilità), la quale nasce dalla proporzione,
la quale in greco si dice analogia (2) Per i greci
pertanto, lanalogia aveva un valore molto meno limitato che per
noi, anzi, coincidendo con la proporzione, nella sua accezione più
alta, lanalogia diventa lorganizzazione delle forme per
una finalità estetica, cioè per raggiungere la bellezza.
In
realtà non è possibile conoscere in modo esauriente cosa
i greci intendessero esattamente per analogia. Probabilmente essa non
era la proporzione, ma lidea di proporzionalità.
Il Moe che ha studiato a lungo il problema compositivo greco, è
esplicito in proposito: ... quello che i greci chiamavano analogia,
comprende lintero insieme dei rapporti indispensabili, per formare
unarmonia totale (3).
Lanalogia sarebbe allora un principio ordinatore, che si serve
delle proporzioni; in essa le proporzioni trovano una organizzazione
totale ed organica, estendendosi al complesso delledificio,
in particolare del tempio. Successivamente vedremo in forma analitica
come lanalogia organizzasse nellarte greca tutti gli elementi
che determinano un insieme architettonico, proprio assumendo come riferimento
il corpo umano. Questa armonia totale, che si costruisce
sul principio dellanalogia (ma poi vedremo che essa si costruisce
ugualmente su quello di simmetria), è un limite difficilmente
verificabile in termini oggettivi, per esempio nellanalisi di
un tempio greco. Essa infatti tiene conto, contemporaneamente, di molte
esigenze, e sfugge ad una analisi, fatta assumendo successivamente,
(e necessariamente per parti), volta a volta i numeri, le proporzioni,
i moduli ecc., per dimostrazioni di bellezza. Essa varrebbe allora come
una aspirazione alla perfezione, che si può raggiungere solo
con la complessa applicazione di molte norme compositive. Lanalogia
sarebbe così nellarte greca quello che è larmonia
nel Rinascimento. Questa è la forma in cui è possibile
intenderla, sempre stando allunica fonte pervenutaci, cioè
a Vitruvio.
Il problema si complica allorché noi esaminiamo i termini di
Simmetria e di Euritmia, perché essi,
come vedremo, in parte si sovrappongono e paiono complementari, ma non
in forma chiara, luno dellaltro. Non è nemmeno possibile
una precisa organizzazione di precedenze fra i termini stessi.
Ciò è dovuto, come è noto, alla scarsa conoscenza
della lingua greca da parte di Vitruvio, nonché alla sua operazione
di sintesi di molteplici fonti teoriche greche, di autori diversi. Sicuramente
alcuni di questi termini erano sinonimi, e Vitruvio non li ha chiaramente
definiti, né tantomeno resi indipendenti fra loro (4).
Possiamo inoltre pensare che Vitruvio abbia raccolto delle indicazioni,
in cui questi termini assumevano un particolare significato, nel riferimento
allattività artistica in genere (per es. alla pittura e
alla scultura), ma che perdevano in chiarezza applicati allarchitettura.
Vediamo
i termini di Simmetria e di Euritmia.
Vitruvio definisce simmetria un accordo uniforme fra
le membra della stessa opera, e una corrispondenza di ciascuno delle
medesime separatamente a tutta lopera intera (5) e aggiunge:
Siccome nel corpo umano vi è simmetria fra il braccio,
il piede, il palmo, il dito e le altre parti; così lo stesso
è anche in ogni opera perfetta. La simmetria è quindi
la commensurabilità delle parti, cioè la corrispondenza
delle parti in quantità. Ogni parte, che dalla
ordinatio ha una giusta dimensione in grandezza, secondo
luso, riceve dalla simmetria una dovuta proporzione relativa sia
agli altri membri, sia al corpo intero. Ci appare subito una corrispondenza
parziale fra questa definizione di simmetria e la precedente di analogia.
Anche la simmetria è una finalità, raggiunta attraverso
lorganizzazione delle proporzioni. La simmetria raggiunta in tutto
ledificio, è sempre stata riconosciuta come il principio
estetico fondamentale dellarchitettura classica.
Possiamo per esempio ricordare come il Barbaro concordi con questa interpretazione
e ponga la simmetria proprio fra le categorie estetico-teoretiche: La
simmetria è la bellezza dellordine come è leuritmia
la bellezza della disposizione. Non è bastanza ordinare le misure,
una dopo laltra, ma necessario è che quelle misure abbiano
convenienza tra sé, cioè in qualche proporzione
(6).
Note:
1. G. Vailati, Sulla teoria delle proporzioni, Bologna 1922;
T. Dantzig, Il numero: linguaggio della scienza, Firenze 1965.
2.
M. Vitruvio Pollione, Dellarchitettura: libri dieci;
tradotti e commentati dal marchese Berardo Galiani napolitano, Venezia
1832, cap. II.
3.
C.J. Moe, I numeri di Vitruvio, a cura di A. Nadiani, Milano
1945.
4.
Cfr. S. Ferri, Vitruvio. Architettura [Vitruvi De architectura
quae pertinent ad disciplinas archaeologicas selegit, recensuit, vertit,
adnotationibus instruxit Silvius Ferri], Roma 1960, pag. 20.
5.
M. Vitruvio Pollione, op. cit., Libro I Cap. II.
6.
D. Barbaro, I dieci libri dellarchitettura di M. Vitruvio,
Venezia 1584, pag. 34.
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