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STORIA > Michel Ragon, La città ideale per un uomo inesistente (1)


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Questa secolarizzazione si amplia nel XVIII secolo con il progetto della «città industriale» concepita da C.N. Ledoux. Colbert è stato il primo ad immaginare un secolo prima le città industriali. Infatti nei pressi di Cherbourg, era stata costruita una città per gli operai di una cristalleria che, con case basse, allineate in linea retta, rimarrà fino al XX secolo il prototipo della città operaia. Però Ledoux vedrà molto oltre. Quello che egli propone in realtà per questa fabbrica di sale, la più importante del suo tempo, è una città verde che annuncia a sua volta il Falansterio di Fourier e la città giardino di Howard. Roussoniano convinto, vuole riconciliare l’idea della città con l’idea della natura. Però la sua maggiore originalità consiste nel fatto che è il primo architetto della storia che si preoccupa dell’«uomo comune».

Meraviglia però il fatto che nessuno si è preoccupato dell’«abitante comune». Con Platone e Thomas More nasce l’idea di un focolare comune nelle costruzioni in cui alloggiare gli operai per preparare i pasti. Ma che forma dare alle case dei lavoratori? Per i muratori una piramide, per i bottai una residenza circolare. Ogni categoria sociale, ogni professione ricercherà la residenza che gli corrisponda. Tutto il contrario della uniformità di Platone e More, però chi ricerca ha altre frenesie: una naturale tendenza all’imitazione. Ed ha un’altra forma di segregazione, dovuta all’accentuazione delle differenze.

La città di Ledoux non è stata costruita intorno al palazzo del principe né della Chiesa, ma intorno alla fabbrica «figlia e madre dell’industria» che condurrà alla felicità attraverso il lavoro e la virtù. Questa città ha avuto una funzione moralizzatrice tanto quanto «il precettore di Emilio», opera della quale Ledoux era un fervente lettore. Nuovi edifici compaiono: un «tempio della memoria»; una «casa per le riunioni consacrate al culto dei valori morali», una «casa dell’educazione e della ricreazione», un «tempio per la conciliazione», un tempio consacrato all’amore ed un altro che è un postribolo funzionalista costruito a forma di fallo.

Ledoux giustifica questo bordello perche «la delimitazione del vizio porterà i deviati verso il bene». Per la casa della conciliazione chiamata «pacificatrice» scrive il seguente principio: «Prima di innalzaria alla felicità, rendiamoci degni di goderia». Però malgrado i deliri di un simbolismo ingenuo, niente è più ragionevole delle città ideali di Ledoux. Di forma ellittica, il suo cimitero, costruito intorno ad una sfera, è il vecchio mito architettonico della cosmogonia. Nella realtà Ledoux partendo dall’idea della città è andato scivolando verso la edificazione di un nuovo centro del mondo, come la città costruita per le antiche religioni. Centro del mondo della cultura, le saline di d’Arch-et-Senas sono il primo santuario edificato ad una dea che presto porterà sul suo altare: la dea Ragione.

Attraverso l’Utopia di Thomas More si intravede il fascino precedente della città Inca, che sembrava, per la sua forza, aver realizzato la utopia platonica. Ma un altro modello ebbe influenza nelle utopie della città: il monastero medievale. Effettivamente i monasteri sono delle piccole città in cui la uniformità e la uguaglianza sono perfette: celle identiche, abiti uniformi, lavoro e beni in comune, vita regolata. In un certo senso si può affermare che la ideologia urbana socialista del XIX secolo è una secolarizzazione del monastero. Nella Icaria di Cabet non esistono officine individuali, ma unicamente grandi officine collettive; non esistono piccoli negozi ma grandi magazzini. L’adulterio, la civetteria, il celibato sono sospetti e proibiti a Icaria. La forma della città icariana è a scacchiera. Tutte le strade sono identiche, tutte le case uguali. La circolazione pedonale è differenziata da quella dei veicoli. Vi sono per i veicoli delle strade sotterranee. Le case sono ricoperte da terrazze «per lo svago». Tutta la città è realizzata da costruzioni industrializzate e gli appartamenti sono ammobiliati con materiali applicati o incastrati nei muri.

 

 

 

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