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STORIA > Michel Ragon, La città ideale per un uomo inesistente (1)
Meraviglia però il fatto che nessuno si è preoccupato dell«abitante comune». Con Platone e Thomas More nasce lidea di un focolare comune nelle costruzioni in cui alloggiare gli operai per preparare i pasti. Ma che forma dare alle case dei lavoratori? Per i muratori una piramide, per i bottai una residenza circolare. Ogni categoria sociale, ogni professione ricercherà la residenza che gli corrisponda. Tutto il contrario della uniformità di Platone e More, però chi ricerca ha altre frenesie: una naturale tendenza allimitazione. Ed ha unaltra forma di segregazione, dovuta allaccentuazione delle differenze. La città di Ledoux non è stata costruita intorno al palazzo del principe né della Chiesa, ma intorno alla fabbrica «figlia e madre dellindustria» che condurrà alla felicità attraverso il lavoro e la virtù. Questa città ha avuto una funzione moralizzatrice tanto quanto «il precettore di Emilio», opera della quale Ledoux era un fervente lettore. Nuovi edifici compaiono: un «tempio della memoria»; una «casa per le riunioni consacrate al culto dei valori morali», una «casa delleducazione e della ricreazione», un «tempio per la conciliazione», un tempio consacrato allamore ed un altro che è un postribolo funzionalista costruito a forma di fallo. Ledoux giustifica questo bordello perche «la delimitazione del vizio porterà i deviati verso il bene». Per la casa della conciliazione chiamata «pacificatrice» scrive il seguente principio: «Prima di innalzaria alla felicità, rendiamoci degni di goderia». Però malgrado i deliri di un simbolismo ingenuo, niente è più ragionevole delle città ideali di Ledoux. Di forma ellittica, il suo cimitero, costruito intorno ad una sfera, è il vecchio mito architettonico della cosmogonia. Nella realtà Ledoux partendo dallidea della città è andato scivolando verso la edificazione di un nuovo centro del mondo, come la città costruita per le antiche religioni. Centro del mondo della cultura, le saline di dArch-et-Senas sono il primo santuario edificato ad una dea che presto porterà sul suo altare: la dea Ragione. Attraverso
lUtopia di Thomas More si intravede il fascino precedente della
città Inca, che sembrava, per la sua forza, aver realizzato la
utopia platonica. Ma un altro modello ebbe influenza nelle utopie della
città: il monastero medievale. Effettivamente i monasteri sono
delle piccole città in cui la uniformità e la uguaglianza
sono perfette: celle identiche, abiti uniformi, lavoro e beni in comune,
vita regolata. In un certo senso si può affermare che la ideologia
urbana socialista del XIX secolo è una secolarizzazione del monastero.
Nella Icaria di Cabet non esistono officine individuali, ma unicamente
grandi officine collettive; non esistono piccoli negozi ma grandi magazzini.
Ladulterio, la civetteria, il celibato sono sospetti e proibiti
a Icaria. La forma della città icariana è a scacchiera.
Tutte le strade sono identiche, tutte le case uguali. La circolazione
pedonale è differenziata da quella dei veicoli. Vi sono per i
veicoli delle strade sotterranee. Le case sono ricoperte da terrazze
«per lo svago». Tutta la città è realizzata
da costruzioni industrializzate e gli appartamenti sono ammobiliati
con materiali applicati o incastrati nei muri.
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