ARCHITETTURA NATURALE > Maria Pia Belski, Bio-limiti: i confini dell’abitare bioecologico, 2005

 

Il libro che qui si allega è un estratto delle ricerche d’Ateneo L’arte di (ri)progettare l’esistente guardando all’ecosostenibilità e Modi e limiti dell’ecosostenibilità, svolte dall’Autrice all’interno del Dipartimento di Progettazione dell’architettura del Politecnico di Milano nel 2001-2004.

Dall’ntroduzione:
L’attesa dei grandi interventi a livello internazionale mirati al risparmio di risorse e a uno sviluppo compatibile con la natura sarà ancora lunga se, per riequilibrare il pianeta, gli addetti continueranno a dibattere tra difesa ecologica e ricerca tecnologica. Preservare ciò che abbiamo, salvaguardando quello che la natura offre per vivere, o mirare alla riproduzione artificiale di tutto quanto serve? È una domanda che non avrà mai una sola risposta, perché l’uno e l’altro coesistono e muovono affari miliardari. Più sensata può sembrare la richiesta di specificare i tempi di realizzazione di una maggiore vivibilità, ma è ancora pura astrazione.
Reali sono, invece, i problemi della città odierna con lo smog, il traffico, il rumore, i pericoli, i servizi inefficienti; anche il tempo perduto a far la spesa o in banca è inquinante. Stanchi, torniamo a casa e abbiamo gli stessi problemi amplificati: respiriamo lo smog della strada e lo troviamo sui mobili, sentiamo il rumore del traffico e il televisore del vicino... Poco ci consola sapere che dall’altra parte del mondo si sta peggio. Poco ci rasserena constatare che stiamo pagando il prezzo del progresso e del benessere, perché, nell’intimo, il benessere si valuta in modo diverso. È proprio su questo doppio binario di lettura che si scontrano tecnicisti ed ecologisti. I primi pongono al centro l’umanità, i secondi l’uomo.
È indubbio che benessere collettivo e individuale siano correlati ed è giusto che la ricerca sperimenti ciò che può risolvere anche un solo problema, ma senza quella negativa competizione che circola tra le fazioni. Una afferma che l’elettronica ha permesso un miglioramento sostanziale e tangibile nell’allungamento della vita, nelle comunicazioni, negli scambi economici e culturali e che le nuove tecnologie risolveranno ogni questione; l’altra denuncia il massiccio spreco di energia e di risorse naturali, che causerà danni irreversibili alla salute degli esseri viventi, e si batte per la conservazione delle identità locali.
Poiché quella che impropriamente è chiamata bioarchitettura è sempre più sentita dalla gente come un mezzo utile per aumentare il proprio benessere fisico e psicologico nell’unico luogo dove ognuno è veramente se stesso, l’abitazione, si è ristudiato il tema dell’ecosostenibilità dalla nascita alle interpretazioni date da architetti affermati, e da diverse angolazioni, per separare ciò che è scientifico da ciò che è dogmatico o è semplice diceria.
L’approccio si è mosso continuamente dalla deduzione all’induzione, investendo nell’indagine storia, teorie, programmi e progetti, ma, proprio perché tanto è già stato scritto sull’argomento, si è optato di pubblicare non l’intera ricerca, quanto quelle parti che possono chiarire un principio o suggerire una riflessione. Così, per esempio, non ci si è soffermati sull’analisi di cause ed effetti del degrado ambientale a livello mondiale (inquinamento, surriscaldamento, desertificazione, deforestazione ecc.) di cui siamo costantemente informati, ma sull’interpretazione dei termini che indicano il processo di risanamento dell’abitare, sui quali c’è ancora molta confusione per la loro presunta sinonimia. Si è preferito porsi qualche interrogativo in più e proporre letture poco consuete o il meno frammentate possibile, piuttosto che involversi (e cadere) in principi dottrinali che non lasciano spazio al ragionamento individuale.

Il libro prosegue sui temi: Costruire sostenibile, Ragioni e definizioni, Contesto temporale, Contesto spaziale, Quantità tecnologica, Arte ed ecosostenibilità, Stato di fatto, Complessità italiana, Nuova edificazione, Recupero del patrimonio esistente, Quotidianità e sostenibilità, Ruolo del progettista, Ruolo del cittadino, Ruolo dell’inquilino, Regole psicocompatibili, Conclusione.

Belski – Biolimiti (9,3MB)

 

 

 

 

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