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> Aleksandr
Sorokin: acquerelli
Architetto e pittore moscovita, Aleksandr Sorokin dipinge scene di vita
e paesaggi, prevalentemente russi, attingendo alla memoria, al sogno,
alle emozioni più intime...
PRESENTAZIONE
IN ESCLUSIVA PER L'ITALIA
Gli
acquerelli
La vita - Aleksandr Aleksandrovich Sorokin nasce nel 1929 a
Mosca, dove si laurea in Architettura nel 1951, sotto la guida degli
storici Sidorov, Brunov e Alpatov. A quel tempo, i più importanti
centri di cultura sono lUniversità, la Biblioteca Lenin,
il Conservatorio e il Teatro Bolshoi, che Sorokin frequenta assiduamente,
interessandosi sia alle espressioni artistiche che ai grandi temi filosofici
insegnati a Mosca dal tedesco Karl Jaspers.
Come architetto, Sorokin partecipa alla progettazione di una cinquantina
di costruzioni, tra cui due edifici dellospedale di Gradsk, la
stazione Arbatskaja della metropolitana di Mosca e la casa degli scrittori
a Maleevka.
Tra il 1956 e il 1977 presta servizio militare nellArmata Sovietica
e, durante questo periodo, svolge ricerche approfondite nei campi della
politica, delleconomia e, ovviamente, dellarchitettura militare
sia in Patria che in Europa, dove la carriera lo porta frequentemente.
I lunghi soggiorni allestero sono fondamentali nella carriera
artistica di Sorokin: non solo visita tutti i musei e i teatri lirici
dEuropa, conosce personalità politiche ed economiche e
progetta siti militari e civili, ma si accosta con passione alla pittura
ad acquerello e incomincia ad esporre in diverse città dellUrss
e dellOccidente, ricevendo significativi apprezzamenti. Congedatosi
con il grado di colonnello, dal 1977 al 1986 insegna architettura ed
economia allIstituto Industriale di Norilks, consegue il dottorato
in Scienze allUniversità di Mosca, partecipa allattività
culturale dellassociazione Znanije e tiene conferenze
di storia dellarte.
Alcuni suoi studi sono usciti sulle riviste Architettura dellUnione
Sovietica e Zapoliarnaja Pravda e in tre libri sulle
forme e le tecniche architettoniche dellEstremo Nord. Nel 2002
ha pubblicato unapprofondita analisi della cultura artistica occidentale
e orientale: architettura, pittura, cinema, teatro, musica...
Dopo aver svolto per anni la propria attività a pochi chilometri
da Mosca, dove si era trasferito in seguito a una grave malattia, Sorokin
è scomparso nel dicembre 2002.
La
critica - A tutta prima, gli acquerelli di Sorokin mostrano
pennellate rapide e incisive, colori ora spenti ora accesi, soggetti
quotidiani: cavalli bradi e cupole doro, ballerini nel vento e
panni al vento, foglie dautunno e mari in burrasca, flessuose
betulle e possenti edifici... Ma basta soffermarsi un attimo e la scena
pare muoversi, e ti avvolge - e sconvolge - in un turbinio di sentimenti.
Mal di Russia lo chiama chi è stato in quello sconfinato Paese
e ne ricorda le atmosfere rarefatte, gli scorci sorprendenti, la profondità
degli spazi, il silenzio dei boschi, i colori perduti (o mai conosciuti),
il contrasto tra laicità e spiritualità e, soprattutto,
la neve, che copre ogni pensiero prima ancora dei tetti.
Negli acquerelli di Sorokin cè lanima della Russia
e lanima delluomo di cultura, che non copia paesaggi o situazioni,
ma li filtra attraverso la memoria e il sogno, lo studio e la fantasia.
Ogni quadro rappresenta uno stato danimo in un tempo definito,
ma Sorokin lo manipola, lo esalta o lo trasforma, lasciando spesso al
nostro umore linterpretazione e, in molti disegni, persino lambientazione.
Così, senza perdere poesia, la taigà può stare
tra le Alpi, il canale di San Pietroburgo in un paese della Bassa, le
cattedrali di Mosca a sfondo di un film. Ma la sua ricchezza interiore
e la sapienza tecnica si fanno più grandi guardando i supporti
e la gamma cromatica limitata che mostrano la povertà di mezzi
che non riesce a frenare i veri artisti.
Gli
acquerelli
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