ARTE E ARCHITETTURA > Luca Beltrami, Vita di Aristotile da Bologna [in Russia], 1912 (1)

 

Luca Beltrami (1854-1933), architetto e critico molto attivo a Milano – dove ricostruì, per esempio, il Castello Sforzesco (2) – compendiò documenti inediti e saggi editi sul bolognese Aristotele Fioravanti «orefice, meccanico, ingegnere, fonditore, architetto, zecchiere» che precedette di pochi decenni gli ingegni di «Michelangelo e Raffaello […], Bramante e Leonardo».
Le opere di Fioravanti in tutt'Italia sono note e documentate
(3), mentre le notizie su quelle in Russia sono molto frammentarie pur ripetendosi nelle cronache russe del XV e del XVI secolo. Il merito di Beltrami fu quello di riunirle in un unico libro, il primo sull’architetto e ingegnere bolognese.
In Russia, Ridolfo Aristotele Fioravanti (più raramente Fieravanti) realizzò l’opera allora più importante del Granducato di Moscovia: la cattedrale della Dormizione della Madre di Dio
(4), situata entro il recinto del Cremlino di Mosca.
La storia della cattedrale risale a quando il metropolita della città di Vladimir, Pëtr, decise di spostare a Mosca il seggio episcopale (assumendo poi il titolo di metropolita di Mosca e di tutta la Rus’) e convinse il Gran principe, Ivan I Kalita, a edificarvi una cattedrale degna del nuovo ruolo e, per la prima volta a Mosca, in pietra bianca. La prima pietra fu posta il 4 agosto 1326, sul sito di una chiesa in legno, e la chiesa fu terminata l’anno successivo imitando le forme della cattedrale di San Giorgio di Jur’ev-Pol’skij
(5). Non sono chiari i motivi per cui alla fine del XV secolo la cattedrale moscovita fosse in rovina (6), ma nel 1472 il metropolita Filipp ne affidò la ricostruzione agli architetti Ivan Kryvcov e Ivan Myskin (Kryvtsov e Myshkin (7)): la nuova chiesa doveva essere a cinque navate, cinque cupole e un’abside, ossia simile ma più ampia della cattedrale della Dormizione di Vladimir.
Il terremoto del 20 maggio 1474, o più verosimilmente la cattiva qualità dei materiali, fece crollare quanto edificato
(8). Su consiglio della moglie Sofia Paleologa e tramite l’ambasciatore russo Semën Tolbuzin, Ivan III decise di chiedere al duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza, di inviargli un architetto italiano esperto: i maestri italiani, infatti, erano all’epoca molto popolari e apprezzati in tutta l’Europa occidentale. Fioravanti, forse incontrato a Venezia, accettò l’incarico ben volentieri (9) e partì per Mosca con il figlio Andrea e un aiutante di nome Pietro.
Lì giunto nel marzo-aprile 1475, decise la completa demolizione dei resti della chiesa che fu eseguita in una settimana, quindi affidò al figlio il compito al smuovere le macerie e compì un viaggio nella Russia centro-settentrionale. Sulla costruzione della cattedrale della Dormizione – solennemente inaugurata nell’agosto 1479 dal metropolita Gerontij e che avrebbe dovuto seguire la tradizione architettonica russa – ci sono stati tramandati molti dettagli tecnici già nelle cronache moscovite che sono poi stati riscontrati nei restauri successivi. Infatti, la cattedrale – in cui per secoli furono incoronati gli zar e sepolti i metropoliti – subì incendi e devastazioni che uniti al trascorrere del tempo causarono, a cominciare dal XVII secolo, la demolizione e la ricostruzione di varie parti.
Rispetto all’usuale metodo russo e in considerazione delle grandi dimensioni per l’epoca della chiesa, va sottolineato che compositivamente la cattedrale moscovita si differenzia soprattutto nell’interno, che risulta molto più ampio e luminoso dei precedenti russi, in quanto la tecnica costruttiva inventata da Fioravanti aveva permesso di assottigliare i sostegni verticali, dando così visibilità a ogni parte dello spazio chiuso.
La descrizione dell’attività di Fioravanti in Russia eseguita da Beltrami è pressoché limitata alla costruzione della cattedrale della Dormizione e riportata nel capitolo qui allegato (al quale sono state aggiunte molte note di chiarimento e aggiornamento), perché altri documenti certi su Fioravanti non esistono. Si suppongono alcuni interventi come fonditore e si tramanda che egli chiese più volte di ritornare a Bologna ma che Ivan III glielo impedì, null’altro: anche luogo e data della sua morte sono sconosciuti, avvenuta forse nel 1486.

 

 

Note:
1. L. Betrami, Vita di Aristotile da Bologna, Milano 1912. L’opera fu dedicata al Comitato per Bologna Storico-Artistica.
2. Una breve biografia, edita su “Costruire” n. 173, ottobre 1997, si può leggere e scaricare cliccando qui.
3. Cfr. biografia e bibliografia sull’Enciclopedia Treccani, valide tuttavia solo per il periodo italiano di Fioravanti e non per quello russo.
4. Nota in Occidente come cattedrale dell’Assunzione. La differenza tra Dormizione e Assunzione sta nella diversa interpretazione che ne danno gli ortodossi e i cattolici. La dormizione è il passaggio (transitus) dallo stato terreno a quello spirituale della Vergine, la cui anima, priva del peccato originale, sale direttamente e autonomamente al cielo nel momento del trapasso. L’assunzione implica l’ascesa al cielo anche del corpo.
5. A croce greca con quattro pilastri e tre absidi. La cattedrale di san Giorgio di Jur’ev-Pol’skij crollò nel 1464 e fu parzialmente modificata.
6. Un’ipotesi vuole che i successori di Ivan I non elargissero più le somme necessarie al suo mantenimento, ma si sa che nell’estate 1470 un incendio colpì la cattedrale.
7. Spesso essi vengono indicati come «architetti di Pskov», invece erano moscoviti. L’equivoco nasce dal fatto che dopo il crollo della cattedrale furono interpellati i maestri costruttori di Pskov (allora ritenuti i migliori) che, giudicando Kryvtsov e Myshkin «non sapienti in tale attività», non vollero mettere mano alla chiesa.
8. Il sisma è ricordato in tutte le antiche cronache russe in quanto evento eccezionale, ma Luca Beltrami non lo prese in considerazione e – come in seguito gli scavi hanno confermato – spiegò il crollo con l’inadeguatezza dei materiali.
9. Fioravanti era stato appena assolto dalla falsa accusa di aver messo in circolazione monete contraffatte, accusa che gli aveva causato la perdita di molti privilegi.

 

 

 

 

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