ARTE E ARCHITETTURA > Fernando Clerici, Appunti sul “Letatlin”, 2010

 

Forse non avrebbe mai potuto volare, sicuramente non a lungo, eppure il Letatlin, la «bicicletta dell’aria» progettata nel 1932 da Vladimir Tatlin, una delle figure di spicco dell’avanguardia russo-sovietica, desta ancora interesse. L’idea di imitare il volo degli uccelli per innalzarsi da terra ha avviato i primi esperimenti, senza persona, millecinquecento anni fa. Leonardo da Vinci (XV secolo) studiò il modo di far manovrare a un uomo, disteso su una tavola di legno, due grandi ali a membrana usando pedali e leve. Dalla fine del XIX secolo si moltiplicarono studi e tentativi perché il desiderio di conquistare lo spazio con la sola energia dell'uomo cresceva via via che le conquiste della tecnica progredivano. Tatlin progettò il suo ornitottero cavalcando le ultime onde dello spirito rivoluzionario, buttandosi anima e corpo nello studio dell’aerodinamica e nella sperimentazione di materiali, facendo e disfacendo disegni e prototipi, poi il sogno svanì, quasi velocemente come era comparso.
Lo studio qui proposto analizza le vicende del Letatlin, dalla progettazione alla gioiosa presentazione pubblica, fino al suo mesto “funerale” e alle posizioni, positive o negative, dei critici sia dell’epoca che moderni. Concludono il saggio quattro appendici storiche di grande interesse e difficile reperibilità:
- V. Tatlin, L’arte verso la Tecnologia, scritto per il catalogo della mostra personale del 1932, dove presentò la sua opera.
- K. Zelinskij, Il Letatlin, critica negativa pubblicata il giorno dopo l’esposizione del Letatlin.
- A. Abramova, Il Letatlin, rilettura del 1967 in cui si sente proiettato il mito funzionalistica e macchinistica tipico della sua epoca.
- (in russo) I. Rachtanov, Spiral’ chudoznika (Spiral khudozhnika), un affettuoso ricordo del 1953 dell’amico Tatlin e dell’esposizione del Letatlin.

 

 

 

 

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