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ARTE E ARCHITETTURA > Maria Gibellino Krasceninnicowa, L’architettura russa a Kiev ed a Tcernigov nei suoi rapporti con l’arte bizantina (1)
L’Arte Russa, e particolarmente la relativa Architettura, assunse, sino dai suoi primi albori, carattere prevalentemente religioso in coincidenza con l’introduzione ufficiale in Russia del cristianesimo, verificatosi nella seconda metà del X secolo e precisamente nel 988, anno in cui il principe Vladimir di Kiev adottò ufficialmente la nuova religione, importata da Bisanzio, paese allora in pieno fulgore di forza e di civiltà. Il cristianesimo segnò il vero risveglio civile-culturale degli Slavi, dando loro un nuovo assetto morale ed introducendo nuove forme artistiche. Assieme ai primi sacerdoti giunsero da Bisanzio architetti, pittori, mosaicisti, che eressero i primi templi dedicati al loro nuovo Dio, a Cristo. Per molti secoli Bisanzio fu centro politico-culturale, artistico di primo piano ed irradiò la famosa Arte Bizantina che si spinse in quasi tutto l’Occidente e si estese conquistatrice nell’Oriente tra i popoli slavi. Essa penetrò dappertutto portata dai monaci pellegrini, nelle loro immagini sacre, dai mercanti, nelle stoffe preziose damascate, tessute a mano, nei gioielli rari, i cui bizzarri disegni s’incontrano nei fini dettagli delle decorazioni delle cattedrali, dei cibori e dei mosaici preziosi. In
Russia, l’arte bizantina trovò il terreno veramente propizio e vi si
estese largamente attraverso la grande strada dei Variaghi,(2) scesi
giù fino al Dniepr. Mentre nel periodo scittico solo la parte meridionale dell’attuale Russia subì l’influenza dell’arte greca, il bizantinismo trovò gli slavi del Dniepr già dotati di mezzi di comunicazione che divennero i mezzi di penetrazione della nuova corrente artistica. Il primo avamposto del bizantinismo verso la Russia fu la città di Korsun, la cui cattedrale sembra sia poi stata riprodotta nella famosa Santa Sofia di Kiev; i primi architetti bizantini che penetrarono in Russia provenivano da Korsun e, naturalmente, si servirono degli elementi del loro paese. Un’altra fonte di penetrazione dell’arte bizantina nella Russia sgorgò dai due paesi caucasiani, l’Armenia e la Georgia, che, subitane l’influenza, la propagarono attraverso il famoso centro di Tmutarakan sul mare Azov e lungo il Volga ed i suoi affluenti, fino a Vladimir ed a Sousdal.
Questa seconda fonte, indiretta, di penetrazione dell’Arte Bizantina, determinò delle variazioni nel suo stile originario che fecero assomigliare le primitive basiliche di Kiev, di Tcernigov, di Novgorod e di Vladimir alla basilica di Ani in Armenia ed a quella di Mokvi in Georgia. L’edilizia religiosa armena, pure essendo molto affine a quella bizantina, costituì un tipo a sé, sviluppando elementi costruttivi e dettagli architettonici che non hanno riscontro in quelli delle basiliche schiettamente bizantine. Ciò dipese anche dal fatto che gli architetti armeni e georgiani, nella costruzione delle loro chiese, usarono come materiale la pietra, eliminando il mattone, così caro invece all’architetto bizantino. Ne conseguì che le loro chiese furono decorate di rilievi scolpiti nella medesima pietra. Inoltre le cupole di allungarono, e, perdendo lo schiacciamento bizantino, assunsero la forma conica. Nelle decorazioni rivissero i disegni delle antiche passamanterie, intrecciando il pittoresco groviglio di anelli e fibule. Ovunque
comparve l’influsso della smagliante arte persiana. L’Armenia nel periodo
dei Bagratidi, nei secoli X e XI, irradiò l’arte nuova e ne profuse
lo splendore sino ai paesi del nord della Russia, a Vladimir ed a Sousdal. L’arte di Kiev ne risentì il benefico influsso, ispirandosi alle variazioni stilistiche abkasiane delle cattedrali georgiane, come quelle di Mokvi. In tal modo il Caucaso concorse alla diffusione dell’arte bizantina in Russia, ove fu accolta favorevolmente anche perché la psiche russa era propensa ad assimilare gli elementi basilari: ellenistici ed orientali. I primi architetti bizantini eressero le vaste fabbriche religiose adoperando, come materiale da costruzione, i mattoni; le sormontarono di cupole a forma sferica e decorarono le mura ad ornato policromo di marmo e di mosaico.
Un’altra variante aveva presentato la così detta “Basilica Nuova” di Basilio I, costruita a Bisanzio alla fine del IX secolo (867-886) e distrutta poi nel 1204; tale breve vita di questa chiesta non impedì peraltro che la sua architettura abbia esercitato una fortissima influenza anche in Russia, attraverso Korsun ed il Caucaso. Essa costituì il prototipo dell’architettura bizantina: presentava nell’interno il pavimento come un mirabile tappeto argentato e dorato, con incrostazioni di pietre variopinte, ed aveva per prima adottato la cupola sferica (quella di S. Sofia è invece piatta); poggiata su tamburi slanciati a forma cilindrica, e poligonale forniti di finestre. Le suindicate tre basiliche servirono quale prototipo alle chiese russe in generale e soprattutto alle primitive basiliche di Kiev e di Tcernigov. Nel secolo XI Kiev divenne un centro importante, non solo della Russia, ma anche per l’Europa intera. I suoi principi s’imparentarono con sovrani potentissimi: Vladimir sposò Anna, una sorella del Basileus Bizantino. Il suo successore Jaroslav il Saggio (1016-1054) sposò i due figli uno con la figlia dell’Imperatore Bizantino Costantino Monomaco e l’altro con la figliola di Harold, ultimo re inglese di razza sassone. Jaroslav fu sovrano fra i più potenti dell’Europa d’allora e la sua città prediletta – Kiev – ricca e felice, divenne celebre anche per gli sfarzi ed il mecenatismo dei suoi boiardi. (3) In tale epoca furono fondate le chiese più importanti di Kiev. la più antica denominata “Decima”, “Dessiatinnaia Tzerkov” fu fondata da Vladimir l’anno 989. La cattedrale di S. Sofia fu fondata da Jaroslav nel 1037 e Isiaslav edificò, nel 1073, il monastero delle catacombe “Petcersky Monastir”, e successivamente la chiesa di S. Michele e quella di S. Cirillo e di S. Alessio. In dette prime chiese furono seguiti i principi fondamentali dell’architettura bizantina, soprattutto la forma a cubo con una cupola a quattro piloni, con il risultato architettonico dell’unione della forma basilicale con quella centrale. Il tetto a cupole subì evoluzioni di sviluppo, passando dalla semplice sovrapposizione di una cupola sferica a ridosso di una base analoga, sino alla formazione della cupola poggiata su quattro piloni, uniti da archi a tutto sesto e comunicanti con la base mediante le vele. Ma anche quest’ultima forma ebbe a subire diverse trasformazioni in Russia. Ad ogni modo, nelle chiese antichissime di Kiev gli architetti si attennero ai prototipi bizantini del VI-VII secolo. La chiesa “Dessiatinnaia”, la più antica di Kiev, ricorda la chiesa del monastero di Dafni presso Atene e la chiesa di S. Nicodemo di Atene.
Note:
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