ARTE E ARCHITETTURA > Viktor Lazarev, L’architettura di Kiev, Cernigov, Polock e Smolensk nei secoli X, XI e XII, 1970

 

Viktor Nikitic Lazarev (1897-1976) è lo storico sovietico più conosciuto per gli studi sull’arte bizantina, medioevale russa e armena (suo padre era un architetto armeno). Laureatosi a Mosca in Architettura, Storia dell’arte e Filologia, Lazarev diventò professore dell’Università di Mosca (dal 1924 alla morte) e conservatore del Museo Puskin a Mosca (1924-36). Nel tempo ricoperse numerosi altri incarichi: professore all’Istituto di pittura Surikov a Mosca (1937-1949), dirigente del settore pittura e scultura dell’Accademia di belle arti a Mosca (1943-60), membro corrispondente dell’Accademia delle scienze dell’Urss, presidente onorario dell’Associazione internazionale dei bizantinologi, membro delle Accademie delle scienze britannica, austriaca e serba, dell’Istituto di scienze, lettere ed arti di Venezia, dell’Accademia dei Lincei, delle Accademie di belle arti di Firenze e di Sicilia…
I suoi studi, infatti, approfondirono non solo Bisanzio e la Rus’, ma anche il Rinascimento italiano, cui dedicò saggi e monografie, e i maestri occidentali.
Sull’arte bizantina pubblicò due volumi (tra cui
Storia della pittura bizantina, tradotta in italiano nel 1967 ma risalente a vent’anni prima) e una raccolta di saggi, mentre sull’arte dell’antica Rus’ scrisse alcuni libri concernenti principalmente la pittura e la scultura di Kiev, Novgorod e Vladimir-Suz’dal, oltre a una monografia su Andrej Rublëv e a numerosi saggi. In italiano sono disponibili soltanto L’arte russa delle icone (1996) e L’arte dell’antica Russia (2000), mentre esaurito da svariati decenni è Andrej Rublëv nella traduzione di Ettore Lo Gatto.
Il saggio qui proposto, per la prima volta in italiano, riguarda l’architettura dal X al XII secolo, cioè del periodo che intercorre tra la conversione al cristianesimo della Rus’ e l’invasione dei Tatari-Mongoli. È un periodo importante perché solo allora si cominciò a costruire in pietra (ossia in materiale duraturo), dapprima assumendo i modelli bizantini ma ben presto elaborandoli e trasformandoli in edifici dal linguaggio prettamente russo. Infatti l’analisi di Lazarev, scritta nel 1970, è concentrata a sceverare gli elementi originali russi ed è tesa a rivalutare quell’arte antica da poco oggetto in Unione Sovietica di studi e di restauri (a quelli della cattedrale di Kiev collaborò anche Lazarev) nella ciclica rincorsa di una propria, inconfondibile identità.

 

 

 

 

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