ARTE E ARCHITETTURA > Jean-Pierre Vouga, L’architettura e il realismo socialista, 1971

 

Figlio e nipote di architetti del Cantone svizzero di Vaud, Jean-Pierre Vouga (1907-2006) ebbe un ruolo importante, a livello locale e internazionale, nella promozione dell’architettura e dell’urbanistica moderne. Dal 1948 al 1972 fu molto attivo all’interno dell’Unione internazionale degli architetti (UIA) – cosa che gli permise di viaggiare in tutto il mondo “matita in mano” – e negli stessi anni fondò a Zurigo il Centro svizzero di razionalizzazione dell’edificio (CRB) per promuovere internazionalmente un coordinamento modulare per accelerare il processo di industrializzazione edilizia sui principi del funzionalismo razionalista. Con l’incarico di “architetto dello Stato di Vaud” (1960-1972) e di delegato aggiunto del Consiglio federale all’assetto del territorio (1972-1976; con Martin Rotach e Marius Baschung) si adoperò per pianificare e riorganizzare il territorio svizzero, promuovendo piani urbanistici di ampio respiro e la tutela paesaggistica. Intensa fu anche la sua attività di pubblicista, come fondatore di riviste, saggista sui più importanti periodici internazionali di architettura e storico del suo Cantone. All’interno di questi scritti si colloca il saggio qui riproposto, uscito all’inizio degli anni Settanta quando in Occidente si doveva prendere atto della nuova architettura sovietica, ma si stentava a riconoscerne un ruolo nel panorama mondiale.
L’articolo, illustrato, è tratto dalla rivista “L’Architecture d’aujoud’hui” dell’ottobre-novembre 1971, dedicato alle dottrine architettoniche in auge dalla fine del XIX all’inizio del XX secolo, con particolare riguardo al razionalismo.

 

 

 

 

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