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Cristina
Alloggio, Icone russe: i colori dell'invisibile
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Alla fine del XIV secolo, in seguito alla loro sconfitta e alla liberazione
dal loro terribile dominio, insieme al risorgere del sentimento nazionale
si formò un vasto movimento monastico animato da san Sergio di
Radonez con il conseguente rifiorire dellattività iconografica
che raggiunse allora il suo punto più alto.

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La
forte propensione russa per il misticismo influì sulla staticità
bizantina dei soggetti: nuove tendenze ne modificarono limpostazione
ieratica tradizionale dotandole di un fulgore e di un dinamismo
inediti. |
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Vennero
conservati gli schemi compositivi originali ma i volti si fecero
più aperti e più dolci, le figure smorzarono la distaccata
solennità e i gesti divennero più benevoli; (B) nellinsieme
le opere acquisirono connotati profondamente poetici dai quali erano
assenti la gravità contemplativa e le coloriture smorzate
della tradizione bizantina. |

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In
questo clima comparve una figura straordinaria: quella di Andrej
Rublëv, monaco iconografo e santo della Chiesa russa. Con lui
la mistica arte dellicona raggiunse il suo punto più
alto: il suo capolavoro, la Trinità, influenzò questarte
sia nella Rus che in tutti i paesi dellOriente cristiano. |

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Il
suo linguaggio spirituale esprime uninteriore preghiera in
cui ritroviamo ugualmente fuso lascetismo e un inverosimile
arcobaleno etereo di colori (Trubeckoj). |

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Fu
allora che lintera tavolozza dei monaci iconografi si ravvivò
con lintroduzione di tinte fino ad allora ignorate. Dice Lizarev
Il rapporto delliconografo russo con il colore è
immediato e spontaneo [...] egli ama il cinabro fiammeggiante, loro
brillante, locra dorata, il verde smeraldo, i bianchi puri
come bucaneve, laccecante blu dei lapislazzuli, le tenere
sfumature rosate, il violetto, il lilla e il verde argentato
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Questa
straordinaria varietà coloristica veniva raggiunta usando pigmenti
assolutamente naturali e il tuorlo delluovo come legante, sostanza
che nella tradizione richiama il Principio Cosmico della creazione.
Come per luovo, tutti i materiali utilizzati nelle laboriosissima
realizzazione delle icone erano - e ancor oggi sono - investiti di un
particolare significato simbolico:
- il legno, solitamente tiglio, betulla o larice, riporta alla nascita
terrena di Cristo e al padre putativo, falegname;
- la tela di lino, incollata a caldo sulla superficie della tavola,
fa riferimento alla prima icona miracolosa, il volto di Cristo Acheròpita
impresso dal Salvatore stesso sul lino della Veronica;
- lo strato bianco levigato, che costituisce la base per la pittura,
detto levkas, rappresenta la prima luce creata ed anche il
nulla su cui tutto sarebbe stato scritto;
- lo sfondo in oro rappresenta la luce divina che tutto vivifica.
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