ICONE E RELIGIONE > Charles Diehl, Gli imperatori isaurici e la querelle delle immagini (717-867), 1919 (1)

 

I – L’impero sotto i primi due imperatori isaurici (717-775) (2)
Il nuovo imperatore, Leone III (717-740), era un uomo notevole: eccellente generale, aveva tentato, non senza successo, di difendere l’Asia dai musulmani; abile diplomatico, buon organizzatore, possedeva tutte le qualità di uno statista. Suo figlio Costantino V (740-775), che ben presto lo associò al potere per consolidare la dinastia, fu ugualmente un eminente sovrano, nonostante le ingiurie e le calunnie con le quali i suoi nemici lo sopraffacevano, nonostante i soprannomi di Copronimo (dal nome del letame (3)) e di Caballinos (servo di stalla) con cui si compiacevano di insultarlo. Era intelligente, energetico, grande guerriero e grande organizzatore; e se, più ancora di suo padre, fu autorevole, violento, duro e appassionato, resta il fatto che i primi due Isaurici furono imperatori molto importanti, la cui memoria gloriosa rimase a lungo cara all’esercito e al popolo di Bisanzio, e anche i loro avversari non poterono rifiutarsi di rendere loro giustizia. I padri del concilio di Nicea, pur rimproverando severamente la politica religiosa di Leone III e di Costantino V, ne elogiarono il valore, le vittorie riportate, le sagge misure prese per il bene dei sudditi, le costituzioni promulgate, le istituzioni civili, ciò che meritò loro il riconoscimento del popolo. E, infatti, i due primi Isaurici furono gli artigiani gloriosi della riorganizzazione dell’impero.

La politica estera – Appena alcuni mesi dopo l’ascesa di Leone III, gli Arabi apparvero dinanzi a Costantinopoli e la attaccarono per terra e per mare; persino l’inverno particolarmente rigoroso non interruppe le operazioni. Ma le flotte musulmane furono sconfitte in diversi scontri; l’esercito di terra, esaurito dalla carestia, subì una grave sconfitta. Dopo un anno di sforzi inutili (agosto 717-agosto 718), gli Arabi levarono l’assedio. Fu per Leone III un inizio glorioso del regno, per l’Islam un gran disastro, e fu un evento di ben altra portata che la vittoria ottenuta quindici anni più tardi (732) da Carlo Martello nelle pianure di Poitiers (4). Lo slancio arabo era definitivamente infranto, e i pii bizantini potevano giustamente inorgoglirsi di vedere Dio e proteggere sempre fedelmente la città e l’impero cristiano.
Eppure, malgrado il disastro, gli Arabi rimanevano temibili. Dopo alcuni anni di requie, essi ricominciarono l’offensiva e di nuovo, quasi ogni anno, l’Asia Minore soffrì per le loro invasioni. Ma la sconfitta che i due imperatori inflissero loro a Akroinos (739) fu una dura lezione. Costantino V ne approfittò per riprendere l’offensiva in Siria (745), riconquistare Cipro (746), portare le sue armi sull’Eufrate e in Armenia (751). Tanto le lotte interne che disturbavano l’impero arabo, che l’arrivo degli Abbasidi (750), che trasportarono la capitale dei califfi dalla vicina Damasco alla lontana Baghdad, aiutarono al successo dei Bizantini. Durante il regno di Costantino V, la guerra fu felice per i Greci; e, dopo di lui, suo figlio Leone IV poté, nel 778, con un esercito di 100.000 uomini, invadere, e, nel 779, respingere gloriosamente i musulmani in Asia Minore. Il pericolo arabo, così terribile nel VII secolo, aveva cessato di essere una minaccia per l’impero.
Costantino V si sforzò anche di scongiurare il pericolo bulgaro. Nel 755, prese l’offensiva e, durante nove campagne successive, inflisse ai barbari, a Marcellai (759) e ad Anchialos (762), così sanguinanti sconfitte che essi, nel 764, spaventati, non provarono neppure più a resistere e accettarono la pace. La guerra riprese nel 772, proseguita fino alla fine del regno, non fu meno trionfante; e se Costantino V non riuscì a distruggere lo Stato bulgaro, almeno ristabilì nella penisola balcanica il prestigio delle armi bizantine. Inoltre, represse le sommosse degli Slavi di Tracia e di Macedonia (753), e, sull’esempio di Gustiniano II, stabilì in Asia Minore, nel thema di Opsikion (5), una parte delle loro tribù (762).

La riforma interna – Mentre imponevano ai nemici della monarchia il rispetto dell’impero, i primi due imperatori isaurici si applicarono per ricostituirne l’interno. Fu una grandissima opera di riorganizzazione amministrativa, economica e sociale. Per garantire la difesa delle frontiere, Leone III e suo figlio cominciarono a generalizzare il regime dei themi, dividendo i grandi governi del VII secolo in aree più numerose, meno ampie e più facili da difendere; inoltre ebbero il vantaggio politico di ridurre la potenza che dava agli strateghi il possesso di troppo ampi territori e di diminuire il pericolo di rivolte che ne poteva risultare. Contemporaneamente, il Codice militare restaurava la disciplina nell’esercito, un’amministrazione finanziaria attenta, spesso dura, fruttava risorse al tesoro. Il Codice rurale cercava di restringere lo sviluppo inquietante dei grandi domini, di stabilire la scomparsa della piccola proprietà libera, di assicurare ai contadini una condizione migliore. Il Codice nautico incoraggiava lo sviluppo della marina mercantile. Ma soprattutto la grande riforma legislativa, con la pubblicazione del Codice civile, detto Ecloga (739), migliorava l’amministrazione della giustizia e introduceva nella legge, con più chiarezza, uno spirito tutto nuovo e più cristiano di umanità e uguaglianza. Dopo mezzo secolo di governo, i primi due Isaurici avevano reso l’impero ricco e prospero, nonostante la peste che lo devastò nel 747 e nonostante l’agitazione che provocò la disputa delle immagini.

 

 

Note:
1. Ch. Diehl, Les empereurs isauriens et la querelle des images (717-867), in Histoire de l’empire byzantin, Paris 1919, cap. IV. Traduzione dal francese e note (N.d.T.): © associazione culturale Larici, 2012. Charles Diehl (1859-1944) fu uno storico francese, specialista della civiltà bizantina nei suoi vari aspetti, su cui scrisse una dozzina di libri. (N.d.T.)
2. Ufficialmente la dinastia isaurica (o isauriana), cioè “dalla Isauria” (storica regione, oggi in Anatolia), da dove proveniva il suo fondatore Leone III, incoronato nel 717 imperatore dei Bizantini. La dinastia proseguì con Costantino V Copronimo, Leone IV il Cazaro, Costantino VI e Irene, vedova di Leone IV, che fu deposta ed esiliata da Niceforo I il Logoteta. (N.d.T.)
3. Pare che Costantino ebbe questo soprannome perché aveva defecato durante il battesimo. L’episodio non sarebbe certo passato alla storia se i monaci non avessero sistematicamente usato quell’appellativo per denigrare l’imperatore. (N.d.T.)
4. La battaglia di Poitiers non ebbe un particolare significato storico ma simbolico: l’Occidente cristiano (cioè i Franchi) aveva vinto contro gli Arabi musulmani. (N.d.T.)
5. Il thema (circoscrizione) di Opsikion si estendeva in Asia Minore e comprendeva molte città bizantine importanti: Adrianopoli, Arcadianopoli, Costantinopoli, Brussa (antica Prusa), Nicea e Dorylaeon. (N.d.T.)

 

 

 

 

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