ICONE E RELIGIONE > Hans-Dieter Döpmann, I “Vecchi Credenti” russi, 1991 (1)

 

Slavista e teologo, già prorettore e docente di Storia della Chiesa e di Storia della Chiesa Ortodossa alla Facoltà di Teologia della Humboldt Universität di Berlino, Döpmann (1929) ha pubblicato numerosi libri e saggi sulla Chiesa ortodossa nel mondo, presso case editrici di Würzburg, Vienna, Monaco, Helsinki, Basilea, Erlangen e Lipsia. Lo scritto qui riproposto costituisce un’appendice di approfondimento sulle vicende dei Vecchi Credenti russi, presente nell’unico suo testo tradotto in lingua italiana, tuttora importante per possedere un quadro complessivo della Chiesa ortodossa, con le affermazioni e le differenze che caratterizzano le comunità sparse nel mondo. Le vicende dei Vecchi Credenti sono analizzate evidenziando le cause che hanno portato alla loro costituzione nel XVII secolo, i loro riti e i molteplici problemi che hanno dovuto affrontare fino al loro “reinserimento” in seno alla Chiesa ufficiale.

 

La scissione (raskol) verificatasi all’interno dell’ortodossia russa nel XVII secolo non si è mai ricomposta. I Vecchi Credenti restano un fenomeno specifico della storia religiosa russa, pur essendo diffusi non solo nell’Unione Sovietica, ma anche in tutte le altre nazioni dell’Europa orientale ed oltre Oceano. Sebbene le cause del conflitto riguardassero problemi strettamente legati al mondo religioso russo, alla nascita del raskol furono in qualche modo partecipi anche i patriarchi di altre Chiese ortodosse, tanto più che ci si richiamava alle tradizioni russe e greche dei Padri. Nel raskol si rispecchiano quindi le vicende di tutta l’ortodossia.

 

 

 

Nota:
1. In H.D. Döpmann, Le Chiese ortodosse. Nascita, storia e diffusione delle Chiese ortodosse nel mondo, Ecig, Genova 2003 (Berlin 1991), pp. 77-93. Il libro è stato pubblicato dalla stessa casa editrice nel 1994 con il titolo Il Cristo d’Oriente.

 

 

 

 

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