ICONE E RELIGIONE > Arnold Hauser

 

Britannico di origine ungherese, Arnold Hauser (1892-1978) si laureò in Filosofia a Budapest e in Storia dell’arte a Berlino e Vienna, prima di trasferirsi in Inghilterra per insegnare all’Università di Leeds. Tenne corsi anche negli Stati Uniti, alla Brandeis University e alla Ohio State University. Autore di fondamentali opere storico-critiche – tra cui Storia sociale dell’arte, Le teorie dell’arte, Il Manierismo. La crisi del Rinascimento e l’origine dell’arte moderna, Sociologia dell’arte –, Hauser analizzò i fenomeni artistici in stretta relazione con il loro contesto storico e sociale. Infatti, secondo lui, un’opera d’arte è sempre condizionata dalla società e allo stesso tempo compie sempre una funzione sociale, qualunque siano la condizione o lo scopo della realizzazione. Per questo motivo, l’analisi di un’opera non può prescindere dallo studio della sua epoca e, di conseguenza, deve abbandonare tutte le interpretazioni nate dai condizionamenti ideologici e sociali successivi.
È dalla Storia sociale dell’arte che sono tratti i tre brani qui proposti. Pubblicato per la prima volta nel 1951 in lingua tedesca (Sozialgeschichte der Kunst und Literatur) e due anni dopo in lingua inglese (The Social History of Art), il libro uscì in Italia nel 1955 e da allora ha avuto numerose edizioni, in quanto, per primo e ancora unico, ha analizzato linguaggi e stili, vicende figurative, ruoli degli artisti, committenti e pubblico, connessioni fra potere, funzione dei pittori e influenze della letteratura e della religione, ruolo della politica, idee e realizzazioni… senza fermarsi su uno o più artisti blasonati, ma soffermandosi sul loro mondo, sulle condizioni in cui, nei vari periodi storici, vivevamo e operavano, sui favori che possedevano e i sui disagi che dovevano superare, sulle responsabilità che avevano e sulle ripercussioni che ebbero le loro opere. È quindi un libro importante per capire le dinamiche dell’arte, per rintracciarne radici e motivazioni e persino per scoprire similitudini a distanza di secoli e altro ancora. Per di più, è scritto in modo coinvolgente, tutt’altro che criptico.
I paragrafi scelti affrontano tre temi molto interessanti per gli iconologi: le cause e le conseguenze dell’iconoclastia (VI, VII e VIII secolo), l’arte del cesaropapismo bizantino, che raccoglieva il potere temporale e spirituale nelle mani di un autocrate, e l’organizzazione del lavoro nei monasteri fino alla fine del Medioevo.

 

 

 

 

 

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