ICONE E RELIGIONE > August von Haxthausen

 

August von Haxthausen, fervente cattolico, nacque in Westfalia nel 1792 e studiò giurisprudenza, interessandosi contemporaneamente di poesia antica tedesca e di folclore. Fu chiamato a Berlino dal principe ereditario Federico Guglielmo di Prussia (diventato re nel 1840) per svolgere una lunga indagine sulle condizioni economiche e sociali del mondo rurale prussiano. Le sue idee favorevoli alla salvaguardia delle strutture comunitarie tradizionali del mondo rurale incontrarono l’opposizione degli ambienti amministrativi, nazionalisti e liberali che lo costrinsero a lasciare l’incarico. Su invito e con il finanziamento dello zar, nel 1843-1844 percorse la Russia per svolgervi uno studio analogo, che pubblicò una volta tornato in patria (Studien über die inneren Zustände, das Volks leben und insbesondere die ländlichen Einrichtungen Russlands, 1847-1852; Die ländl iche Verfassung Russlands, 1866). Cercò in tutti i modi di influenzare, a favore delle strutture comunitarie, la politica agraria zarista, propugnando l’emancipazione dei servi e la distribuzione di un’adeguata quantità di terra alle comunità contadine. Inoltre, tra il 1845 e il 1850 si adoperò per l’unità delle chiese e per la conclusione del concordato tra Santa Sede e Russia. Morì nel 1866.
Le sue opere sulla Russia riscossero molto successo in Europa occidentale, in quanto rappresentavano i primi studi sistematici su “tutta” la Russia e il suo popolo, non solo sulla corte pietroburghese, e negli anni successivi furono presi come punto di riferimento. Riguardo alla religione russa, egli rivelò un aspetto allora pressoché sconosciuto: le sette.

 

 

 

 

 

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