ICONE E RELIGIONE > Renzo Lavatori, Gli angeli. La teologia ortodossa, 1991 (1)

 

Docente presso la Pontificia Università Urbaniana e il Centro di teologia per laici del Vicariato di Roma, don Renzo Lavatori (1938) è autore del primo studio completo contemporaneo sugli Angeli nella loro realtà teologica, di cui si riporta il brano dedicato all’ortodossia.
Al testo sono state autonomamente aggiunte alcune immagini.

 

La riflessione ortodossa sugli angeli sviluppatasi nell’epoca moderna attinge soprattutto alla liturgia orientale, più ricca di richiami agli angeli rispetto alla liturgia latina. La sostanza delle affermazioni tuttavia rimane molto simile all’angelologia occidentale. Nel XIV secolo la festa della Dormizione della Theotokos fu integrata dall’idea dell’esaltazione di Maria al di sopra delle gerarchie angeliche. Da qui la tendenza dei teologi ortodossi a studiare il rapporto tra la Vergine santa e gli angeli, aspetto che non ha riscontro nel pensiero cattolico. La teologia ortodossa subordina gli angeli non solo a Cristo, unico principio della grazia, ma anche a Maria quale mediatrice di grazia per gli angeli. Gregorio Palamas (m. 1339) afferma che «nessuno arriva a Dio se non per mezzo di lei e per il mediatore nato da lei; nessuna forza da Dio arriva dagli angeli e agli uomini se non per lei» (2). Gli angeli ricevono la grazia e la gloria per la Theotokos. Anche altri teologi bizantini dell’epoca (come Teofanio di Nicea, Isidoro Glabas di Tessalonica) ritengono che il Verbo distribuisce la grazia per mezzo di Maria. Così Nicola Cabasilas (1322-1391) dice che gli angeli possono ottenere da Maria un aumento della grazia (3); secondo Giuseppe Breyennios tutte le creature, inclusi gli angeli, sono in attesa della grazia fino a quando apparirà la Theotokos. È chiaro che queste prospettive teologiche modificano molto la dottrina fondamentale dell’angelologia patristica.
Nel medesimo periodo gli scrittori ortodossi subiscono l’influsso della scolastica latina, attraverso la traduzione delle opere di Tommaso d’Aquino, come si nota in modo particolare nelle numerose professioni di fede del tempo, nelle quali si pone in evidenza la natura spirituale degli angeli e si afferma il peccato volontario dei demoni. In seguito, nei secolo XVI e XVII, gli ortodossi vogliono ribadire la loro fede ai luterani anche per quanto riguarda la dottrina angelica. Significativa è la professione di fede di Pietro Moghila, metropolita di Kiev nel 1633-46, che fu approvata dal Sinodo permanente nel 1643. in essa si ripropone la visione tradizionale sulla creazione degli angeli, sulla loro spiritualità, sul servizio reso a Dio, sul loro aiuto agli uomini, sulla loro protezione delle provincie, dei regni, delle città, dei monasteri, delle chiese e delle singole persone; di riprende anche la concezione gerarchica di Dionigi (4).
Dopo il XVII secolo la Confessione ortodossa, presentata dal teologo russo Macario, contiene tre questioni riguardanti l’angelologia, che possono essere riassunte in queste affermazioni: «Gli angeli sono spiriti incorporei dotati d’intelligenza, di volontà e di forza […]. Sono stati prima del mondo visibile e dell’uomo […]. Essi si dividono in nove cori […]. Anche gli angeli cattivi sono stati creati buoni da Dio, ma sono diventati cattivi per la propria volontà» (5). Tuttavia non tutti i teologi ortodossi hanno condiviso questa dottrina, in particolare per quanto riguarda la spiritualità degli angeli (6). Comunque l’angelologia di quest’epoca si presenta, nel suo insieme, più contenuta e più vicina alla tradizione patristica rispetto a quella del XIV secolo.

Sinassi degli angeli, Russia (Novgorod), XV-XVI secolo (Museo storico e architettonico, Novgorod)
Sinassi dell’arcangelo Michele, Russia (Rostov), 1876, firma D.S. (Museo di storia, di architettura e delle arti di Rostov e Jaroslavl’)

 

Note:
1. R. Lavatori, La teologia ortodossa, in Gli angeli. Storia e pensiero, Genova 1991, pp. 168-169.
2. M. Jugie, Theologia Orientalium, II, Paris 1933, 551,1.
3. Cabasilas riprende la dottrina tradizionale, secondo cui dal momento del battesimo ogni cristiano è affidato a un angelo custode, aggiungendo che attraverso «i santi misteri» (le celebrazioni liturgiche) gli angeli discendono sulla terra (La vita in Cristo, I, 3,504d; tr. it. a cura di U. Neri, Torino 1981, 80).
4. E.J. Kimmel, Monumenta Fidei Ecclesiae Orientalia, I, Jena 1850, 45-324.
5. Macario, Théologie dogmatique orthodoxe, I, Paris, 1859, 458.
6. Cfr. L. Petit, Angélologie dans les Eglises orthodoxes (grecque e russe), DTC, I, 1248-1253).

 

 

 

 

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