ICONE E RELIGIONE > Henri Leclercq d’Orlancourt, La persecuzione iconoclastica (726-842), 1902-1924

 

Nato in Belgio da genitori francesi, lo storico e archeologo Henri Leclercq (1869-1945) diventò nel 1895 monaco benedettino e nel 1898 sacerdote della diocesi di Parigi e, dal 1924, anche di Londra. Appassionato di storia antica della Chiesa, scrisse numerosi libri, alcuni pubblicati postumi, tra cui gran parte delle voci del Dictionnaire d’archéologie chrétienne et de liturgie (Dizionario di archeologia cristiana e di liturgia; 1903-1948), il Manuel d’archéologie chrétienne (Manuale d’archeologia cristiana; 1907), Les martyrs. Recueil des pièces authentiques sur les martyrs depuis les origines du christianisme jusqu’au XXe siècle (I martiri. Raccolta di documenti autentici sui lartiri dalle origini del cristianesimo al XX secolo; 1903-24), da cui è tratto il capitolo qui riportato, La vie chrétienne primitive (Vita cristiana primitiva; 1928). Anche se la critica ha talvolta indicato la sua opera lacunosa e non sempre oggettiva, essa è comunque ritenuta molto importante per la gran quantità di materiali contenuti.
Nello scritto proposto racconta il periodo dell’iconoclastia avvalendosi soprattutto delle parole di san Teodoro lo Studita (758-826) che fu, oltre al riformatore del movimento monastico orientale, uno dei protagonisti della lotta per il ripristino della venerazione delle icone, subendo per tre volte le torture e l’esilio.

Leclercq d’Orlancourt (535kB)

 

 

 

 

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