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ICONE > San Giustino e i primi Padri apologisti greci > Sant'Apollinare di Ierapoli


Sulla vita e l’opera di Apollinare informa brevemente Eusebio di Cesarea nella sua opera Historia Ecclesiastica (IV, 27).

Apollinare (Claudio Apollinare) fu vescovo di Ierapoli (o Gerapoli, oggi Pamukkale), in Frigia, nella seconda metà del II secolo, al tempo di Marco Aurelio (161-180).
Scrisse un’Apologia indirizzata all’imperatore, le opere Contro i greci in cinque libri e Contro i giudei in due libri, i volumi Sulla verità e Sulla pietà, alcuni trattati Contro i montanisti e l'opera Sulla Pasqua. Questi scritti - di cui sappiamo attraverso i resoconti di Eusebio, dell’autore del Chronicon Paschale e di Fozio (vissuti tra il IV e il IX secolo) ebbero una gran risonanza al tempo: si sa, per esempio, che il vescovo di Antiochia, Serapione, diffondeva tra i suoi fedeli le opere di Apollinare come la più forte requisitoria contro gli errori dei suoi tempi, in particolare contro il nascente montanismo (1). Nessuna delle opere ci è pervenuta.

Un testo non ufficiale indica come data della sua morte il 7 febbraio.
Pur essendo stato tramandato che Apollinare fu proclamato santo, mancano le prove della venerazione prestatagli. Inoltre, non risulta iscritto nei Sinassari greci, né nel Martirologio Gerominiano, né in altri martirologi antichi, ma solo in uno martirologio cattolico settecentesco che, senza apparente ragione, indica la sua festa all’8 gennaio.

 

Nota:
1. A partire dal 155, una setta si diffuse rapidamente dall’Oriente all’Africa, fino alle rive del Danubio, e nel 172, in seguito a delle visione estatiche del seguace Montano (da cui prese il nome), raggiunse il suo apogeo. Il montanismo dava molta importanza al profetismo, professava una vita di rinunce ed era contro il matrimonio. Inoltre, all’autorità gerarchica sostituiva la docilità dello Spirito Santo, alla volgarità della vita quotidiana l’appello incessante alla perfezione, al matrimonio e a tutti i beni terreni l’attesa esaltata della fine del mondo.

 

 

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