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ICONE > San Giustino e i primi Padri apologisti greci > San Quadrato


Eusebio di Cesarea (III secolo) tramanda le uniche notizie che si conoscono del più antico apologista cristiano citandolo nella sua Historia Ecclesiastica: «Dopo Traiano, che regnò vent’anni meno sei mesi - scrive Eusebio nel primo dei quattro passi riferiti a Quadrato - ricevette l’impero Elio Adriano. A questo monarca Quadrato indirizzò e consegnò un discorso, che egli aveva composto in difesa della nostra religione, perché gente malevola aveva cercato di recare molestia ai nostri. Questo libro si trova ancora presso molti dei fratelli e l’abbiamo anche noi. Vi si possono trovare prove luminose dell’ingegno dell’autore e della sua retta fede apostolica. Egli stesso lascia intravedere la sua antichità da ciò che egli racconta con le sue parole: “Le opere del nostro Salvatore erano di continuo riscontrabili perché vere. Coloro infatti che Egli guarì, e coloro che risuscitò da morte, non furono visti soltanto quando furono guariti e risuscitati, ma erano continuamente presenti, non soltanto mentre il Salvatore viveva quaggiù, ma anche dopo la sua dipartita, per un tempo notevole, tanto che alcuni di loro giunsero fino ai tempi nostri”. Tale era Quadrato. Anche Aristide, un fedele della nostra religione, ci lasciò, come Quadrato, un’apologia della fede indirizzata ad Adriano. Il suo scritto è conservato fino al presente presso molte persone» (IV, 3, 1-3).

In un’altra opera, Chronicon, Eusebio aggiunge che anche il proconsole d’Asia, Serenio Graniano, aveva inviato una lettera ad Adriano per dire quanto gli sembrasse ingiusto condannare a morte degli innocenti (cioè i cristiani) senza avere alcuna prova delle calunnie che si movevano loro contro.

Quadrato (o, alla greca, Codrato o Kodratos) visse, quindi, sotto l’imperatore Adriano (117-138) e fu a questi che indirizzò l’Apologia del cristianesimo, di cui gli unici frammenti conosciuti sono quelli trascritti da Eusebio, in cui difende i cristiani riferendo i prodigi di Cristo, del quale, all’epoca, c’erano testimoni viventi. Proprio per la sua conoscenza diretta dei miracolati, Quadrato è considerato un discepolo degli Apostoli da Eusebio che ne esalta anche le capacità profetiche: «Tra i personaggi che brillano in quest’epoca [Policarpo, Papia e Ignazio] c’era anche Quadrato che si distingueva, come si dice, per il carisma profetico, alla pari delle figlie di Filippo. Molti altri ancora godevano gran fama ed erano i primi successori degli Apostoli».

L’Apologia fu scritta tra il 123-125 e il 129, anni in cui sia Adriano che Quadrato compirono, separatamente, viaggi in Asia Minore.

Quadrato fu proclamato santo, ma non si conosce la data della sua festa né, in verità, se questa sia mai esistita. Infatti, i bizantini venerano tre san Quadrato (o Codrato): al 21 settembre è il vescovo di Magnesia, in Lidia, morto martire nel III secolo («il santo vecchio, inginocchiato, con le mani sollevate al cielo e sopra di lui il carnefice che tiene la spada», la cui memoria si trova nel Sinassario della Chiesa di Costantinopoli e nel Menologio di Basilio II), al 10 marzo è un Quadrato che, assieme ai giovani Cipriano, Anecto e Crescente, morì di spada e al 26 maggio è un Quadrato che fu forse vescovo di Atene verso la fine del II secolo e che anche nelle opere di san Girolamo è confuso con il Nostro.

 

 

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