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ICONE > Padri apostolici > Autore anonimo della Didaché


Il documento più interessante sull’organizzazione delle comunità ecclesiali è la Dottrina degli Apostoli (o Insegnamento del Signore alle genti per mezzo dei dodici apostoli), generalmente indicata con il titolo greco Didaché.

L'opera è stata definita come "il documento più importante dell'era post-apostolica e la fonte più antica di legislazione ecclesiastica in nostro possesso"; in altre parole, viene indicata come il primo catechismo cristiano. Infatti, risale alla seconda metà del I secolo – è, cioè, quasi contemporanea agli scritti neotestamentari – e affronta problemi morali, liturgici, disciplinari ed escatologici, dando esortazioni e precetti, così utili nella formazione delle prime comunità cristiane.
La Didaché era tenuta in grande onore dalle prime generazioni cristiane ed è citata da Erma (circa 150 d. C.) nel Pastore, da Clemente Alessandrino (145-216), da Origene (185-255), Eusebio e Atanasio. Nel IV secolo Atanasio di Alessandria ne consigliò la lettura come particolarmente utile per l'istruzione dei catecumeni e verso la fine dello stesso secolo l'opera fu incorporata nelle cosiddette Costituzioni Apostoliche.

 Probabilmente fu scritta in Siria o in Palestina, in quanto si cita: "Come questo frammento di pane era prima sparso qua e là su per i monti e, raccolto, divenne una cosa sola..." e tra i paesi del vicino Oriente di antica cristianità solo la Palestina e la Siria vedono nascere il frumento sugli altipiani. Quasi con certezza, l'anonimo autore doveva essere un cristiano convertitosi dal giudaismo, perché computa i giorni della settimana al modo ebraico e, nello scrivere in greco, usa molti ebraismi.

La Didaché è divisa in sedici capitoli, di cui i primi nove hanno carattere liturgico (Battesimo, Eucaristia e Penitenza), altri sei si addentrano nella disciplina ecclesiale e l'ultimo è dedicato alla seconda venuta di Cristo. Infatti, l'escatologia riveste grande importanza nella Didaché che segnala l'apparizione dei falsi profeti e dell'anticristo come situazioni precedenti la Parusia.

Il manoscritto originale si è perso, ma intorno al 1875 il metropolita greco di Nicomedia, Filoteo Bryennios ne rinvenne una copia in un codice greco di Costantinopoli del 1056-1057 appartenente al Patriarcato di Gerusalemme. In seguito, ne furono trovati ampi frammenti in papiri del IV secolo, nonché una versione in geogiano fatta nel 430 sul testo greco da un vescovo di nome Geremia.

 

 

Clemente I Romano - Ignazio di Antiochia - Pseudo Barnaba - Erma - Policarpo di Smirne - Papia - Autore anonimo della Didaché

 

 

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