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ICONE > Padri apostolici > Ignazio di Antiochia


Sant’Ignazio, terzo vescovo di Antiochia, iN Siria, dopo Pietro ed Evodio, fu autore di epistole indirizzate a varie comunità cristiane, in cui emerge il tema della centralità del vescovo nell’organizzazione della vita comunitaria.

Poco si sa della vita di Ignazio, se non che il suo episcopato ebbe inizio nel 70 e la storia del suo martirio: da Antiochia - la terza città del mondo antico, dopo Roma e Alessandria d’Egitto - fu deportato a Roma, sotto l’impero di Traiano, seguendo un itinerario abbastanza inconsueto. Imbarcato e tenuto continuamente sotto ferrea custodia, percorse per mare il tratto che dalla Siria lo portò in Panfilia; poi, per via di terra, attraversò la Caria e la Lidia (tutte province dell'Asia minore) e così giunse a Smirne e, da lì, per via mare, alla Troade.
Arrivato a Roma, fu fatto dilaniare dalle fiere nel 107.

Durante il viaggio, riuscì a comporre sette lettere: da Smirne scrisse alle comunità dell’Asia Minore (Efeso, Magnesia e Tralle) e poi ai Romani per impedir loro di intercedere in suo favore presso Traiano; da Troade scrisse alle comunità di Filadelfia e di Smirne e, infine, a san Policarpo.

Caratterizzate da uno stile originale, le lettere sono accorate raccomandazioni di mantenere l’unità della Chiesa e mettono in evidenza il forte e appassionato amore del santo per Cristo fino alla gioiosa offerta del martirio ("Lasciatemi essere il nutrimento delle belve, dalle quali mi sarà dato di godere Dio. Io sono frumento di Dio. Bisogna che sia macinato dai denti delle belve, affinché sia trovato puro pane di Cristo…”), ma soprattutto sono preziose per comprendere la vita e le convinzioni delle prime comunità cristiane. Sembra che i neologismi “Chiesa cattolica” (da katholicos, generale, universale) e “cristianesimo” siano stati da lui creati.

 
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Dionisio da Furnà, nella sua Ermeneutica della pittura, chiama Ignazio “l’Ispirato da Dio” e lo indica come un vecchio dalla lunga barba che invoca “O Signore onnipotente, tu solo Santo, che accetti…”. Oltre a menzionare il suo martirio nel circo delle fiere, lo celebra il 20 dicembre (la Chiesa cattolica lo festeggia invece il 17 ottobre).
In particolare, ne
ll'iconografia che vede Ignazio tra due leoni e vestito degli accessori del suo rango vescovile - phelonion e omophorion - è prefigurato il pane eucaristico consumato dalle bocche dei fedeli per dar loro vita, come egli stesso ha scritto.

 

 

Clemente I Romano - Ignazio di Antiochia - Pseudo Barnaba - Erma - Policarpo di Smirne - Papia - Autore anonimo della Didaché

 

 

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