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ICONE > Padri apostolici > Papia


Una raccolta di racconti di tradizione orale sulla vita e l’insegnamento di Cristo è rappresentata dalle Esposizioni dei detti del Signore (o Esegesi dei discorsi del Signore), che, nel 130 circa, scrisse Pàpia, vescovo della città di Ierapoli (o Gerapoli) in Frigia, nell’Asia Minore occidentale.

Le Esposizioni sono contenute in cinque libri, in cui Papia approfondisce alcuni testi del Nuovo Testamento: i Vangeli di Matteo e Marco, la Lettera di Giovanni e la Prima Lettera di Pietro). Tuttavia, dell'opera sono giunti a noi scarsi frammenti, che non approfondiscono la sua posizione teologica.
Infatti, questi frammenti - di Ireneo, Ippolito, Eusebio, Apollinare di Laodicea, Filippo Sidete e altri - sono riportati o nella loro forma originale o in forma riassuntiva.

Della vita di san Papia si sa molto poco: forse nacque a Ierapoli intorno all'anno 70, perché Ireneo, nella sua opera Adversus Haereses, lo ricorda come discepolo di Giovanni (il Presbitero, non l'Apostolo, come è stato appurato nel XVI secolo) e compagno di Policarpo di Smirne e Ignazio di Antiochia.

Eusebio di Cesarea, gli attribuisce idee millenaristiche, forse, secondo moderni critici, confondendolo con un omonimo autore ebreo; il "Millenarismo" era una dottrina escatologica, presente nel cristianesimo primitivo e poi variamente ripresa, riguardante un supposto regno messianico di Cristo sulla Terra, della durata di mille anni, destinato ad attuarsi tra una prima resurrezione dei morti, riservata ai beati e una seconda resurrezione, seguente al Giudizio Universale; ebbe come fondamento un’interpretazione letterale di un passo dell’Apocalisse (20, 1-3).

Morì sicuramente dopo il 135, probabilmente intorno al 150.

 

 

Clemente I Romano - Ignazio di Antiochia - Pseudo Barnaba - Erma - Policarpo di Smirne - Papia - Autore anonimo della Didaché

 

 

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