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Pseudo Barnaba > Epistola di Barnaba
Saluto
Figli e figlie, nel nome del Signore che ci ha amati, vi saluto nella
pace. Grandi e ricchi sono i decreti di Dio su di voi. Al di sopra di
ogni cosa mi rallegro immensamente per le vostre anime beate e gloriose.
Avete ricevuto la grazia del dono spirituale che si è così
radicata in voi. Perciò ancor di più mi rallegro nella
speranza di essere salvato perché vedo veramente che lo spirito
della sorgente abbondante si è diffuso su di voi. Mi ha veramente
colpito la vostra visita da me desiderata. Sono convinto e persuaso
intimamente di ciò perché ho parlato molto con voi. Il
Signore ha camminato con me nella via della giustizia e mi sento spinto
anchio a questo, ad amarvi, cioè, più della mia
stessa anima. Una grande fede e amore abitano in voi nella speranza
della vita. Considerando, dunque, che se mi preoccupo di parteciparvi
ciò che ho ricevuto avrò ricompensa per il ministero prestato,
mi sono premurato di mandarvi una breve lettera perché voi oltre
la fede possiate avere una precisa conoscenza. Tre sono i precetti del
Signore: speranza di vita, inizio e fine della nostra fede; giustizia,
inizio e fine del giudizio; carità, testimonianza di gioia e
di letizia delle opere compiute nella giustizia. Il Signore mediante
i profeti ha fatto conoscere le cose passate e le presenti facendoci
assaporare le future. Noi, vedendo che si realizzano una ad una le cose,
come egli aveva detto, dobbiamo progredire nel suo timore nella forma
più generosa e più elevata. Non come un maestro, ma come
uno di voi, vi spiegherò poche cose per le quali potrete rallegrarvi
nelle attuali circostanze.
I
sacrifici giudaici
Mentre i giorni sono duri e chi esercita il potere è attivo,
noi dobbiamo per il nostro vantaggio cercare i decreti del Signore.
Il timore e la pazienza sono i difensori della nostra fede, la magnanimità
e la continenza sono i nostri alleati. Rimanendo santamente presso il
Signore tali cose, si rallegrano la sapienza, lintelligenza, la
scienza e la conoscenza. Mediante tutti i profeti il Signore ci ha dimostrato
che non ha bisogno né di sacrifici, né di olocausti, né
di offerte. Egli disse: "A che la quantità dei vostri sacrifici?
Ne ho abbastanza di olocausti e non voglio grasso di agnelli né
sangue di tori e di capri e non venite davanti ai miei occhi. Chi ha
chiesto ciò dalle vostre mani? Non accostatevi a calpestare il
mio atrio. Se mi portate la semola, è inutile. Lincenso
è per me un orrore e non sopporto le vostre novene e i vostre
sabati".
Dunque, ha rifiutato queste cose, perché la nuova legge di nostro
Signore Gesù Cristo, che è senza il giogo della necessità,
non avesse un sacrificio fatto per luomo. Dice ancora loro il
Signore: Non io prescrissi ai vostri padri quando uscirono dalla
terra dEgitto di portarmi olocausti e sacrifici. Questo, invece,
comandai loro: Nessuno di voi nel suo cuore serbi rancore contro il
prossimo ed ami il falso giuramento". Dobbiamo comprendere, se
non siamo sciocchi, il disegno della bontà del Padre nostro perché
ci parla. Vuole che noi cerchiamo il modo di avvicinarci a lui, senza
cadere egualmente nell'errore di quelli. A noi, dunque, dice così:
"Il sacrificio al Signore è un cuore contrito, profumo di
soave odore per il Signore è il cuore che glorifica chi lha
creato". Dunque, fratelli, dobbiamo avere cura della nostra salvezza,
perché il maligno, introducendo in noi l'errore, non ci scagli
lontano dalla nostra vita.
Il
digiuno
Di nuovo sullargomento dice loro: "Perché digiunate
per me, - dice il Signore - se oggi si ode nel litigio la vostra voce?
non è questo il digiuno che voglio, dice il Signore, né
che luomo umili la sua anima. Neanche se piegaste il vostro collo
come un cerchio e vi vestiste di sacco e vi distendeste sopra la cenere,
non è questo che chiamerete digiuno gradito". A noi dice:
"Ecco il digiuno che ho scelto, dice il Signore: sciogli ogni nodo
di iniquità, sciogli i lacci di contratti forzati, rimetti in
libertà gli oppressi e straccia ogni patto ingiusto. Spezza il
tuo pane agli affamati e se vedi lignudo, coprilo; accogli nella
tua casa i senza tetto e se vedi un povero non guardarlo dallalto,
e non allontanarti dai parenti del tuo sangue. Allora la tua luce spunterà
come laurora, le tue vesti subito risplenderanno, camminerà
la giustizia davanti a te e ti circonderà la gloria di Dio".
Allora griderai e Dio ti ascolterà e mentre tu parli ti dirà:
"Eccomi, se tu allontani ogni cospirazione, le mani alzate (per
la testimonianza), la parola di mormorazione, dai col cuore il pane
allaffamato e hai misericordia di unanima affranta".
Prevedendo questo, o fratelli, (Egli che è) misericordioso ci
ha manifestato tutte le cose in anticipo, perché il popolo che
egli preparò credesse nel suo diletto con sincerità e
noi non ci infrangessimo come proseliti contro la loro legge.
Gli
ultimi tempi
Bisogna che consideriamo con attenzione gli avvenimenti presenti e cerchiamo
ciò che può salvarci. Fuggiamo decisamente ogni opera
di iniquità per non esserne travolti. Odiamo lerrore del
presente per essere amati nel futuro. Non diamo alla nostra anima la
libertà di correre con i peccatori e gli scellerati, per non
diventare simili a loro. E vicino il grande scandalo di cui sta
scritto secondo Enoch: "Per questo il Signore ha abbreviato i tempi
e i giorni affinché il suo prediletto si affrettasse a giungere
alleredità". Così dice anche il profeta: "Dieci
regni domineranno sulla terra e dopo di essi sorgerà un piccolo
re che umilierà tre dei re in una volta". Del pari sullargomento
dice Daniele: "Vidi la quarta bestia, feroce e forte, più
terribile di tutte le bestie del mare e come da essa spuntare dieci
corna e da queste un piccolo corno rampollo che con un solo colpo abbatté
tre corna grandi". Dovete comprendere. Inoltre vi chiedo questo
come se fossi uno di voi, amandovi particolarmente tutti più
della mia anima, (vi chiedo) di badare a voi stessi e di non somigliare
a certi che accumulano le colpe dicendo che l'alleanza nostra è
nostra. E nostra; ma essi (i giudei) perdettero completamente
lalleanza ricevuta da Mosè. Dice infatti la Scrittura:
"E Mosè stette sul monte digiunando per quaranta giorni
e quaranta notti e ricevette l'alleanza dal Signore, cioè le
tavole di pietra scritte col dito della mano del Signore". Ma quando
essi ritornarono agli idoli, la perdettero. Il Signore dice così:
"Mosè, Mosè, scendi presto, poiché il tuo
popolo che hai condotto fuori dalla terra d'Egitto ha prevaricato".
Mosè comprese e gettò via dalle sue mani le due tavole;
la loro alleanza si spezzò affinché quella dell'amato
Gesù fosse incisa nel nostro cuore, con la speranza della fede
in lui. Volendo dirvi molte cose, non come maestro, ma come si conviene
a chi ama, e di non tralasciare nulla di ciò che possediamo,
mi affrettai e scrivere come fossi un rifiuto. Stiamo attenti in questi
ultimi giorni. Nulla ci gioverà tutto il tempo della vita e della
nostra fede se ora, nel momento duro e nell'imminenza degli scandali,
non resistiamo come si addice ai figli di Dio. Perché il diavolo
non penetri di nascosto, fuggiamo ogni vanità e detestiamo definitivamente
le opere della via cattiva. Non isolatevi ripiegandovi in voi stessi
come se già foste giustificati; invece, riunitevi per ricercare
l'interesse comune. Infatti dice la Scrittura: "Guai a coloro che
si credono intelligenti e saggi ai loro occhi". Diveniamo spirituali,
diveniamo un tempio compiuto per Dio. Per quanto è in noi curiamo
il timore di Dio e lottiamo per osservare i suoi comandamenti, per gioire
nei suoi giudizi. Il Signore giudicherà il mondo senza preferenze.
Ciascuno riceverà nella misura che avrà operato. Se è
stato buono, la giustizia camminerà davanti a lui; se fu cattivo,
davanti a lui ci sarà il compenso della sua malvagità.
Non facciamo che, restando tranquilli come chiamati, ci addormentiamo
sui nostri peccati e il principe del male impadronendosi di noi ci allontani
dal regno del Signore. Considerate anche questo, fratelli miei: quando
vedete che, dopo tanti segni e miracoli avvenuti in Israele, (i giudei)
sono stati così abbandonati, stiamo attenti che giammai come
è scritto siamo trovati "molti chiamati ma pochi eletti".
La
Nuova Alleanza
Per questo il Signore sopportò di consegnare la sua carne alla
distruzione perché fossimo santificati con la remissione dei
peccati, vale a dire con la effusione del suo sangue. Sia per Israele
sia per noi la Scrittura dice di Lui così: "Fu colpito per
le nostre iniquità e fu straziato per i nostri peccati e dalla
sua lividura fummo guariti; come pecora fu condotto al macello e come
agnello muto davanti al tosatore". Bisogna ringraziare il Signore
che ci ha fatto conoscere il passato, ci ha resi edotti del presente
e siamo capaci di intuire il futuro. Dice la Scrittura: "Non ingiustamente
si tendono le reti agli uccelli". Ciò significa che giustamente
perirà l'uomo che, avendo conosciuto la via della giustizia,
prende invece la via delle tenebre. Ancora questo, fratelli miei: se
il Signore volle patire per la nostra anima, perché, egli che
è il Signore di tutto il mondo - al quale Dio dopo la creazione
del mondo disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza"
- perché tollerò di patire per mano dell'uomo? Imparate.
I profeti che da lui hanno ricevuto la grazia profeteranno per lui.
Egli doveva incarnarsi e soffrire per abolire la morte e per provare
la risurrezione dei morti. Per compiere la promessa fatta ai padri,
prepararsi un popolo nuovo e dimostrare, stando sulla terra, che egli
stesso operando la risurrezione giudicherà. Poi, insegnando e
compiendo grandi miracoli e portenti, predicò a Israele che amò
immensamente. Quando scelse i suoi apostoli per propagandare il vangelo,
li scelse tra quelli che erano più gravati di ogni peccato per
dimostrare che "non era venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".
Allora manifestò di essere il Figlio di Dio. Se non fosse venuto
nella carne, come gli uomini si sarebbero salvati nel vederlo, se non
sono capaci nemmeno di guardare il sole, destinato a scomparire, opera
delle Sue mani, e fissare gli occhi nei suoi raggi? Dunque, per questo
il Figlio di Dio si incarnò, per il colmo dei peccati di coloro
che avevano perseguitato e ucciso i Suoi profeti. Perciò ha patito.
Dio dice che la piaga della carne di lui è colpa loro. "Quando
colpiranno il proprio pastore allora periranno le pecore del gregge".
Egli stesso volle patire così; bisognava che patisse su di un
legno. Dice il profeta di lui: "Risparmia l'anima mia dalla spada"
e: "Trafiggi con chiodi le mie carni, perché le turbe dei
malvagi si sono a me ribellate". E ancora: "Ecco, ho offerto
le mie spalle ai flagelli e le mie guance agli schiaffi: ho reso il
mio volto come dura pietra".
Vittoria
di Cristo
Del tempo in cui venne a compiere la sua missione, (la Scrittura) che
cosa dice? "Chi è che mi giudica? Si presenti davanti a
me. Chi vuole giustificarsi davanti a me? Si avvicini al servo del Signore.
Guai a voi perché tutti invecchierete come un vestito e il tarlo
vi corroderà". E di nuovo il profeta parla, poiché
(Gesù) come dura pietra fu posto per schiacciare: "Ecco,
io introdurrò nei fondamenti di Sion una pietra preziosa, scelta,
angolare e di gran pregio". Poi che dice? "E chi crede in
essa vivrà in eterno". Sulla pietra è la nostra speranza?
No; ma dice che il Signore ha reso forte la sua carne. Dice, infatti:
e "mi pose come dura pietra". Dice ancora il profeta: "La
pietra che i costruttori hanno scartata è divenuta testata dangolo".
E ancora aggiunge: "Questo è il giorno grande e meraviglioso
fatto dal Signore ha". Io, rifiuto della vostra carità,
vi scrivo con molta semplicità perché possiate comprendere.
Cosa dice ancora il profeta? "Un gruppo di malvagi mi ha circondato,
e mi ha avviluppato come le api il favo" e: "Gettarono la
sorte sul mio vestito". Egli doveva manifestarsi e soffrire nella
carne, ma la passione fu rivelata in anticipo. Dice il profeta di Israele:
"Guai alla loro anima, perché presero un iniquo consiglio
contro sé stessi dicendo: Leghiamo il giusto perché ci
è molesto". Che dice loro un altro profeta, Mosè?
"Ecco quello che dice il Signore Dio: Entrate nella terra buona
che il Signore ha promesso con giuramento ad Abramo, Isacco e Giacobbe
e prendetene possesso come vostra eredità: una terra da cui sgorga
latte e miele". Che cosa dice la Sapienza? Apprendete: "Sperate
in Gesù che sta per manifestarsi a voi nella carne". L'uomo
è terra che soffre; Adamo fu plasmato dalla terra. Che significa
"nella terra buona, terra sgorgante latte e miele"? (Si indica)
Nostro Signore benedetto, o fratelli, che ha posto in noi la sapienza
e lintelligenza dei suoi segreti. Il profeta parla del Signore:
chi comprenderà la parabola del Signore se non chi è saggio,
intelligente ed ama il Signore? Dopo averci rinnovati col perdono dei
peccati, ci ha plasmati con un'altra forma, come se avessimo l'anima
dei fanciulli, e ci ha di nuovo creati. Di noi parla la Scrittura quando
riferisce al Figlio: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza,
ed essi (gli uomini) dominino sulle fiere della terra, sugli uccelli
del cielo, e sui pesci del mare". Il Signore, vedendo la nostra
bella forma, disse: "Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra".
Questo per il Figlio. Ti mostrerò, poi, come parla a noi. Negli
ultimi tempi fece una seconda creazione. Dice il Signore: "Ecco,
io faccio le ultime cose come le prime". In questo senso parlò
il profeta: "Entrate in una terra sgorgante latte e miele e siatene
padroni". Dunque, noi fummo creati una seconda volta, e lo dice
(la Scrittura) in un altro profeta: "Ecco, dice il Signore, io
toglierò a costoro - cioè a quelli che lo Spirito del
Signore ha previsti, - il cuore di pietra e darò loro un cuore
di carne". Egli stesso doveva manifestarsi nella carne e abitare
in noi. Fratelli miei, l'abitazione del nostro cuore è per il
Signore un tempio santo. Dice di nuovo il Signore: "Dove apparirò
dinanzi al Signore mio Dio e dove sarò glorificato?". E
dice: "Lo confesserò a te nell'assemblea dei miei fratelli
e canterò te in mezzo all'assemblea dei santi". Noi siamo
coloro che introdusse nella terra buona. Perché, dunque, latte
e miele? Perché il bambino cresce nella vita prima col miele,
poi con il latte. Così anche noi, vivificati nella fede della
promessa e nella parola, crescendo vivremo dominando la terra. Prima
ha detto: "Crescano, si moltiplichino e dominino sui pesci".
Chi ora è capace di dominare sulle fiere o sui pesci o sugli
uccelli? Dobbiamo avvertire che il dominare è avere il potere,
perché uno ordinando padroneggia. Se ciò non avviene ora,
ci fu detto quando (avverrà): quando saremo perfetti per essere
gli eredi del testamento del Signore.
Prefigurazione
del Signore
Considerate, figli della gioia, che il Signore buono ci manifestò
in anticipo ogni cosa perché conoscessimo chi dobbiamo sempre
ringraziare. Se il Figlio di Dio che è Signore e che dovrà
giudicare i vivi e i morti, patì perché la sua piaga ci
vivificasse, crediamo che il Figlio di Dio non poteva patire che per
noi. Ma posto sulla croce gli fu dato a bere aceto e fiele. Ascoltate
come su questo si sono espressi i sacerdoti del tempio. Era scritto
il comandamento: "Chi non avrà digiunato nel giorno del
digiuno sarà condannato a morte". Il Signore aveva così
ordinato perché anche lui per i nostri peccati avrebbe offerto
in sacrificio il suo corpo in modo che si compisse la figura manifestatasi
in Isacco offerto sopra l'altare. Che dice nel profeta? "Mangino
la carne del capro offerto durante il digiuno per i peccati di tutti".
Notatelo bene: "E i soli sacerdoti mangino le viscere non lavate
con aceto". Perché? "Perché darete a bere fiele
e aceto a me che sto per offrire il mio corpo per i peccati del mio
popolo nuovo. Voi soltanto ne mangerete, mentre il popolo digiunerà
e si flagellerà nel sacco e nella cenere, per mostrare che per
la loro colpa bisogna soffrire. Attenzione a quanto fu ordinato: "Prendete
due capri belli e uguali, offriteli, e il sacerdote prenda uno di quelli
come olocausto per i peccati". E dell'altro che faranno? Maledetto,
dice, sarà uno. Attenzione a come viene rivelata la figura di
Gesù. "E tutti sputate su quello, trafiggetelo e ponete
intorno al suo capo la lana rossa, e così sia cacciato nel deserto".
Così è avvenuto. Chi porta il capro lo conduce nel deserto,
gli toglie la lana rossa e la pone sopra un cespuglio chiamato rovo,
di cui usiamo mangiare i frutti quando li troviamo in campagna; solo
i frutti del rovo sono così dolci. Che significa questo? Attenzione:
"L'uno (dei due capri) sarà portato sull'altare, l'altro
sarà maledetto"; e perché quello maledetto viene
coronato? Perché un giorno lo vedranno con la veste rossa intorno
al corpo e diranno: non è colui che abbiamo crocifisso, oltraggiato
e sputacchiato? Veramente era lui che allora diceva di essere Figlio
di Dio. Come mai è simile all'altro? Per questo (è scritto)
capri simili, belli, uguali, perché quando i malvagi lo vedranno
venire, siano colpiti dalla somiglianza del capro. Ecco la figura di
Gesù che doveva patire. E perché hanno messo la lana in
mezzo alle spine? E la figura di Gesù per la Chiesa. Chiunque
voglia prendere la lana rossa bisogna che patisca molto per la paura
delle spine e dolorante potrà prenderla. "Così, -
dice - quelli che desiderano vedermi e raggiungere il mio regno devono
seguirmi nelle tribolazioni e nelle sofferenze".
Il
sacrificio della giovenca
Quale figura pensate che si rappresenti, quando ad Israele fu ordinato
che gli uomini imputabili di colpe gravissime offrissero una giovenca,
la sgozzassero e la bruciassero? Inoltre, che i fanciulli ne raccogliessro
le ceneri, le ponessro in vasi e legassero intorno al legno la lana
rossa (di nuovo l'immagine della croce e la lana rossa) e l'issopo,
e che con esso i fanciulli aspergessero uno ad uno tutto il popolo perché
sia purificato dai suoi peccati? Considerate la semplicità con
cui vi parla. La giovenca è Gesù; i peccatori che la offrono
sono coloro che lo condussero al sacrificio. Basta con questi uomini,
basta con la gloria dei peccatori! I fanciulli che aspergono sono quelli
che ci hanno annunziato la remissione dei peccati e la purificazione
del cuore. Ad essi fu conferita la facoltà di predicare il vangelo,
e sono dodici a testimonianza delle tribù, poiché dodici
erano le tribù di Israele. Perché sono tre i fanciulli
che aspergono? Per testimonianza ad Abramo, Isacco e Giacobbe, grandi
presso Dio. Perché la lana sul legno? Perché il regno
di Gesù è sul legno e chi spera in lui vivrà in
eterno. Perché insieme la lana e l'issopo? Perché durante
il suo regno vi saranno giorni tristi e torbidi, durante i quali noi
saremo salvati. Chi soffre nella carne viene curato dalla corteccia
dell'issopo. Questi fatti appaiono chiari a noi, invece sono oscuri
per quelli che non hanno ascoltato la voce del Signore.
La
circoncisione dell'udito
A proposito degli orecchi dice come ha circonciso il nostro cuore. Parla
il Signore nel profeta: "Mi hanno ubbidito con il loro orecchio",
e dice ancora: "Con l'udito ascolteranno i lontani e conosceranno
le mie opere"; e "circoncidete i vostri orecchi", aggiunge
il Signore. E ancora: "Ascolta, Israele, queste cose dice il Signore
Dio tuo". "Chi è colui che vuol vivere in eterno? Ascolti
con attenzione la voce del mio figlio". E ancora: "Ascolta,
o cielo, e tu, o terra, porgi l'orecchio, poiché il Signore disse
questo a testimonianza per voi". E ancora: "Udite la parola
del Signore, voi principi di questo popolo". E ancora: "Ascoltate
o figli la voce di colui che grida nel deserto". Dunque, ha circonciso
i nostri orecchi, perché, ascoltando la parola, noi crediamo.
Invece, viene abolita la circoncisione in cui essi hanno posto fiducia.
(Il Signore) aveva parlato di una circoncisione da non fare nella carne.
Ma essi trasgredirono, perché l'ingannò un angelo cattivo.
Riferisce loro: "Questo dice il Signore Dio nostro" (qui trovo
il precetto): "Non seminate tra le spine, ma circoncidetevi per
il Signore vostro". Che cosa poi aggiunge? "Circoncidete la
durezza del vostro cuore". E ancora: "Ecco, dice il Signore,
tutti i popoli gentili sono circoncisi nel prepuzio, questo popolo è
incirconciso nel cuore". Ma tu dirai: "Il popolo si circoncide
per un sigillo". Però si circoncidono ogni siro e ogni arabo
e tutti i sacerdoti degli idoli. Dunque, appartengono all'alleanza.
Anche gli egizi sono circoncisi. Apprendete, figli dell'amore, più
particolareggiatamente queste cose. Abramo, praticando per primo la
circoncisione, prevedeva nello spirito Gesù, conoscendo i simboli
delle tre lettere. (La Scrittura) infatti, dice: "Abramo circoncise
trecentodiciotto uomini della sua casa". Quale era il significato
a lui rivelato? Lo comprendete perché dice prima diciotto e,
fatta una separazione, aggiunge trecento. Diciotto si indica con iota
= dieci ed eta = otto. Hai Gesù. Poiché la croce è
raffigurata nel tau che doveva comportare la grazia, aggiunge anche
trecento. Indica Gesù nelle due prime lettere e la croce nellaltra.
Chi ha posto in noi il dono della sua dottrina lo sa. Nessuno ha imparato
da me parola più sincera, ma so che voi ne siete degni.
Le
carni proibite
Mosè nel dire: !Non mangiate né maiale, né aquila,
né sparviero, né corvo, né pesci che non abbiano
squame" aveva in mente tre precetti. Infine dice loro nel Deuteronomio:
"Comunicherò al mio popolo le mie decisioni". Dunque,
non è precetto divino il non mangiare, e Mosè parlava
nello spirito. Quanto alla carne di maiale è da intendere: non
unirti agli uomini che sono tali da rassomigliare ai porci. Quando gozzovigliano
si dimenticano del Signore, quando, invece, hanno bisogno si ricordano
di lui. Proprio come il maiale che quando mangia non conosce il padrone,
quando poi ha fame grugnisce, e smette se riceve 'il mangiare'. "Non
mangerai l'aquila, né lo sparviero, né il nibbio, né
il corvo" significa: non unirti, né essere simile a uomini
tali che non sanno procurarsi il cibo con la fatica e il sudore, ma
rubano iniquamente la roba d'altri e stanno spiando mentre sembrano
camminare con aria innocente e osservano chi spogliare per cupidigia.
Sono come questi uccelli, i soli che non si procurano il nutrimento,
ma oziosi, appollaiati, cercano di divorare la carne altrui, pestiferi
per la loro malvagità. Inoltre: "Non mangerai né
murena, né polipo, né seppia". Significa: non sarai
simile, né ti unirai agli uomini che sino alla fine sono empi
e vengono giudicati per la morte, come questi pesci, i soli che nuotano
nelle profondità e non emergono come gli altri, ma vivono nei
fondali giù nellabisso. Ma anche: "Non mangerai la
lepre". Come mai? Vuol dire di non farti corruttore, né
simile ad essi, perché la lepre ogni anno cambia sesso. Quanti
anni vive, tanti fori ha. "Non mangiare la iena": significa
non diventare adultero né seduttore né simile ad essi.
Perché? Questo animale cambia natura e diventa ora maschio ora
femmina. Ha detestato a ragione anche la faina. E significa che non
devi essere di quelli che sappiamo commettere impurità con la
bocca, né unirti alle donne perverse che commettono tali impurità.
Questo animale, invero, concepisce con la bocca. Mosè, avendo
ricevuto tre precetti sui cibi, parlò in senso spirituale. Quelli,
invece, li ricevettero secondo la passione della carne, nel senso materiale
di alimento. David comprese il senso dei tre comandamenti e dice similmente:
"Beato l'uomo che non ha camminato nel consiglio degli empi",
come i pesci che camminano nell'oscurità degli abissi, e non
si ferma nella via dei peccatori, come coloro che mostrano di temere
il Signore e poi peccano come il maiale, e non si è seduto sulla
cattedra delle pestilenze, come i volatili appollaiati per la rapina.
Avete il significato pieno sul nutrimento. Mosè dice pure: "Nutritevi
di ogni animale che ha il piede diviso e che rumina". Perché
lo dice?: (è l'animale) che quando prende il cibo conosce chi
lo nutre e quando riposa sembra che gioisca in lui. Disse bene guardando
al precetto. Cosa dice dunque? Siate uniti a quelli che temono il Signore,
a quelli che meditano nel cuore il senso esatto della parola che hanno
appreso, che parlano dei comandamenti del Signore e li osservano, che
sanno che la meditazione è di letizia e che ruminano la parola
del Signore. Quale il senso del piede diviso? Che il giusto cammina
in questo mondo e aspetta la beata eternità. Considerate come
ebbe a legiferare saggiamente Mosè. Ma come è possibile
per loro cogliere e penetrare tutto ciò? Noi, avendo capito esattamente
i precetti, li esprimiamo come ha inteso il Signore. Per questo ha circonciso
i nostri orecchi e i nostri cuori, perchè comprendessimo queste
cose.
Lacqua
Indaghiamo se il Signore ebbe intenzione di parlare in anticipo dell'acqua
(battesimale) e della croce. In quanto all'acqua è scritto che
Israele non avrebbe ricevuto il battesimo che porta alla remissione
dei peccati, ma ne avrebbe costituito uno per sé. Dice, infatti,
il profeta: "Stupisci, o cielo, e ancora di più tremi la
terra, perché questo popolo commise due delitti: abbandonò
me fonte di vita e si scavò una cisterna di morte". "Non
è pietra arida il sacro monte di Sion. Voi sarete come gli uccellini
che volano privati del nido". Ancora dice il profeta: "Io
camminerò davanti a te, spianerò i monti, spezzerò
le porte di bronzo, romperò le sbarre di ferro e ti darò
tesori segreti, nascosti, invisibili, perché riconoscano che
io sono il Signore Dio. Abiterai in un'alta caverna di roccia forte
e la sua acqua è certa. Vedrete il re nella gloria e la vostra
anima mediterà il timore del Signore". Ancora in un altro
profeta dice: "Chi agisce così sarà come un albero
piantato lungo i corsi d'acqua e che darà frutto a suo tempo
e le sue fogli non cadranno mai.
Riusciranno tutte le sue opere. Non così, non così gli
empi, ma come pula che il vento disperde dalla faccia della terra. Per
questo gli empi non si alzeranno nel giudizio, né i peccatori
nell'assemblea dei giusti, perché il Signore conosce la via dei
giusti e la via degli empi andrà in rovina". Notate che
ha designato nel contempo lacqua e la croce. Egli vuol significare
questo: beati coloro che, avendo sperato nella croce, scesero nell'acqua,
e indica la mercede con "a suo tempo". Allora, promette, darò.
Per il presente dice che le foglie non cadranno, a significare che ogni
parola che uscirà dalla loro bocca nella fede e nell'amore, sarà
per la conversione e la speranza di molti. E di nuovo un altro profeta
dice: "E la terra di Giacobbe era celebrata sopra ogni terra",
per dimostrare che Dio glorifica il vaso del suo spirito. Poi, che dice?
"E vi era un fiume che scorreva da oriente e dal quale si alzavano
alberi fiorenti; chiunque mangerà dei loro frutti vivrà
in eterno". Questo significa che noi discendiamo nell'acqua pieni
di peccati e di lordura e ne risaliamo portando il frutto nel cuore,
avendo nello spirito il timore e la speranza in Gesù. "E
chi mangerà di essi vivrà in eterno" vuol dire: chiunque
ascolterà queste parole e crederà, vivrà in eterno.
La
croce
Ugualmente riparla della croce in un altro profeta: "E quando tali
cose si compiranno?". Dice il Signore: "Quando il legno sarà
steso a terra e poi risollevato, e quando dal legno il sangue stillerà".
Ecco ancora che si parla della croce e di chi doveva essere crocifisso.
(Il Signore) parla un'altra volta a Mosè, quando Israele combatteva
contro i nemici, per ammonirli, mentre erano in guerra, che per i loro
peccati erano stati consegnati alla morte. Lo Spirito parla al cuore
di Mosè di rappresentare la figura della croce e di chi avrebbe
dovuto patire (su di essa), per significare che se non crederanno in
Lui saranno in guerra eterna. Mosè in mezzo al combattimento
ammucchiò armi su armi, e postosi più in alto di tutti
distese le braccia, e così Israele vinceva nuovamente. Quando
le abbassava, di nuovo venivano uccisi. Perché? Perché
sapessero che non si potevano salvare, se non sperando in Lui. Ancora,
dice in un altro profeta: "Per tutto il giorno ho steso le mie
braccia verso un popolo disubbidiente e che si oppone al mio retto cammino".
Ancora una volta mentre Israele soccombeva, Mosè rappresenta
la figura di Gesù, perché Egli doveva patire e proprio
quello che credevano morto sulla croce avrebbe dato la vita. Il Signore
fece che ogni sorta di serpenti li mordesse e morivano (invero la prevaricazione
di Eva avvenne per mezzo del serpente), per convincerli che a causa
della loro prevaricazione erano stati consegnati alla tortura della
morte. Del resto lo stesso Mosè aveva ordinato: "Nessun
oggetto fuso o scolpito sarà vostro dio", ma egli ne compose
uno per mostrare la figura di Gesù. Mosè fece un serpente
di bronzo, lo innalzò solennemente e chiamò con un bando
il popolo. Quando convennero allo stesso luogo pregarono Mosè
che facesse una preghiera per la loro guarigione. Disse loro Mosè:
"Quando uno di voi viene morsicato, venga vicino al serpente che
è sopra il legno e speri credendo che, pur essendo morto, può
dare la vita e subito sarà salvato". E così fecero.
Hai di nuovo anche in ciò la gloria di Gesù, poiché
ogni cosa è per lui e in lui. Che cosa dice ancora Mosè
di Gesù figlio di Nave, che era profeta, dopo che egli gli ebbe
imposto il nome, solo perché tutto il popolo ascoltasse che il
Padre rivela ogni cosa intorno al Figlio suo Gesù? Dice Mosè
intorno a Gesù figlio di Nave, appena gli diede questo nome e
lo mandò quale esploratore della regione: "Prendi un libro
nelle tue mani, e scrivi ciò che il Signore dice, e cioè
che il Figlio di Dio negli ultimi giorni taglierà dalle radici
tutta la casa di Amalech". Ecco, di nuovo Gesù, non figlio
dell'uomo, ma Figlio di Dio, apparso in figura nella carne. Poiché
avrebbero detto che Cristo è figlio di David, lo stesso David
temendo e prevedendo l'errore dei peccatori, profetizza: "Disse
il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra finché io ponga
i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi". Ancora Isaia dice
così: "Disse il Signore al Cristo mio Signore, del quale
io presi la destra: lo ascoltino le genti, ed io distruggerò
il potere dei re". Vedi come David lo chiama Signore e non lo chiama
figlio.
I
due popoli
Vediamo se eredita questo popolo o il primo e se l'alleanza è
per noi o per loro. Ascoltate dunque che cosa dice la Scrittura del
popolo: "Isacco pregava per la moglie Rebecca perché era
sterile. Essa concepì". E poi: "Rebecca uscì
per interrogare il Signore, e il Signore le disse: Due nazioni sono
nel tuo ventre e due popoli nel tuo cuore, e un popolo vincerà
l'altro e il maggiore servirà il minore". Bisogna comprendere
chi è Isacco e chi è Rebecca e per chi ha mostrato che
questo popolo è più grande dell'altro. E in un'altra profezia
Giacobbe parla più chiaramente a Giuseppe suo figlio: "Ecco,
il Signore non mi privò della tua presenza: conduci a me i tuoi
figli perché li benedirò". E condusse Efraim e Manasse,
volendo che fosse benedetto Manasse che era più vecchio; Giuseppe
l'aveva condotto alla destra del padre Giacobbe che vide nello spirito
la figura del popolo futuro. E cosa dice? "E Giacobbe incrociò
le mani e pose la destra sulla testa di Efraim, il secondo e più
giovane, e lo benedisse. E Giuseppe parlò a Giacobbe: "Porta
la tua destra sul capo di Manasse che è il figlio primogenito".
E Giacobbe rispose a Giuseppe: "Lo so, figlio, lo so, ma il maggiore
servirà il minore e questo sarà benedetto". Vedete
per chi fu stabilito che questo è il primo e l'erede dell'alleanza.
Se ciò fu ancora ricordato, da Abramo ne abbiamo una conoscenza
perfetta. Che cosa dice ad Abramo, che per avere da solo creduto gli
fu computato a giustizia? "Ecco, posi te, Abramo, quale padre dei
popoli che pur non circoncisi credono in Dio".
L'alleanza
Certamente. Ma indagando, vediamo se l'alleanza che (Dio) giurò
ai padri, la diede effettivamente al popolo. La diede, sì, ma
essi per i loro peccati non furono degni di riceverla. Dice il profeta:
"E Mosè per quaranta giorni e quaranta notti digiunando
rimase sul monte Sinai per ricevere il testamento del Signore per il
popolo. E Mosè ricevette dal Signore le due tavole scritte nello
spirito dal dito della mano del Signore". Ricevutele Mosè
le portava al popolo per consegnarle. Il Signore disse a Mosè:
"Mosè, Mosè, scendi subito perché il tuo popolo,
che portasti dall'Egitto, ha prevaricato. E Mosè comprese che
avevano di nuovo fabbricato gli idoli di metallo fuso e gettò
a terra con le mani le tavole, e così si spezzarono le tavole
dell'alleanza del Signore". Mosè la ricevette, ma essi non
ne furono degni. Sappiate come noi la ricevemmo. Mosè da servitore
l'aveva ricevuta, il Signore stesso, invece, la diede a noi, al popolo
erede, avendo sofferto per noi. Egli apparve al mondo, perché
essi colmassero la misura dei peccati e noi ricevessimo l'alleanza mediante
Gesù Signore che è l'erede. Egli si preparò a questo,
a manifestarsi per liberare dalle tenebre i nostri cuori consunti e
consegnati alla morte dall'iniquità della colpa e stabilire con
la parola l'alleanza con noi. Sta scritto infatti che il Padre gli impose
di liberarci dalle tenebre e di prepararsi un popolo santo. Dice, dunque,
il profeta: "Io sono il Signore Dio tuo, ti ho chiamato nella giustizia
e prenderò la tua mano e la fortificherò; ti posi come
alleanza per il popolo, come luce delle nazioni, per aprire gli occhi
dei ciechi e per liberare i prigionieri dalle catene e dal carcere quelli
che sono nelle tenebre". Conosciamo, dunque, da dove fummo liberati.
Ancora il profeta parla: "Ecco, ti ho posto come luce dei popoli
per essere la salvezza sino ai confini della terra. Così dice
il Signore, il Dio che ti ha liberato". Ancora dice il profeta:
"Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi
ha unto per predicare agli umili la grazia e mi ha mandato a risanare
quelli che hanno il cuore contrito, per annunziare ai prigionieri la
libertà e ai ciechi la vista, a proclamare l'anno accetto al
Signore e il giorno della retribuzione, a consolare tutti gli afflitti".
Il
sabato
Inoltre del sabato è scritto nei dieci comandamenti quando (Dio)
parlò a Mosè di persona sul monte Sinai: "Santificate
il sabato del Signore con mani pure e con cuore puro". E in un'altra
parte dice: "Se i miei figli osserveranno il sabato, allora stenderò
la mia misericordia su di loro". Parla del sabato al principio
della creazione: "E Dio fece in sei giorni le opere delle sue mani
e le terminò nel settimo giorno e in quello si riposò
e lo santificò". Osservate, o figli, che cosa significa
"terminò in sei giorni". Questo dice che in seimila
anni il Signore compirà ogni cosa. Un giorno, per lui, infatti,
vale mille anni. Egli stesso, secondo me, lo testimonia dicendo: "Ecco,
un giorno del Signore sarà come mille anni". Dunque, o figli,
in sei giorni, ossia in seimila anni saranno compiute tutte le cose.
"E riposò nel settimo giorno" che significa: quando,
venuto il Figlio suo, distruggerà il tempo dell'iniquo e giudicherà
gli empi e muterà il sole, la luna e le stelle, allora ben riposerà
nel settimo giorno. Poi dice: "Lo santificherai con mani pure e
con cuore puro". Se ci fosse uno che puro di cuore potesse santificare
il giorno che Dio ha santificato ci inganneremmo del tutto. Se non ora,
lo potremo però noi stessi quando riposando gloriosamente lo
santificheremo, giustificati e in possesso della promessa; non ci sarà
più l'ingiustizia, poiché tutte le cose sono state rinnovate
dal Signore. Allora lo potremo santificare, essendo stati noi prima
santificati. Infine, disse loro: "Non gradisco le novene e i sabati".
Vedete come dice: "Non mi sono ora accetti i sabati, ma quello
che ho stabilito, nel quale, ponendo fine a tutte le cose, farò
il principio dell'ottavo giorno che è l'inizio del nuovo mondo.
Per questo passiamo nella gioia l'ottavo giorno in cui Gesù risorse
dai morti e manifestatosi salì ai cieli.
Il
tempio
Ancora per quanto concerne il tempio, vi dirò che quei miseri,
ingannandosi, sperarono in un edificio come se fosse la casa di Dio,
e non nel Dio che li aveva creati. Lo hanno quasi relegato in un tempio
come i pagani. Ma imparate come parla il Signore per averlo abrogato:
"Chi ha misurato il cielo con la spanna o la terra con la mano?
Non io, dice il Signore. Il cielo è il mio trono e la terra lo
sgabello dei miei piedi. Quale casa potreste edificarmi, o in quale
il luogo sarà il mio riposo?". Vedete come era vana la loro
speranza. Inoltre dice: "Ecco quelli che hanno distrutto questo
tempio, essi lo edificheranno". E si avvera. Durante la loro guerra
fu distrutto dai nemici. Ora gli stessi servitori dei nemici lo riedificheranno.
Era stato ancora preannunziato che la città, il tempio e il popolo
di Israele sarebbero stati consegnati (ai nemici). Dice infatti la Scrittura:
"E avverrà che negli ultimi giorni il Signore consegnerà
alla rovina le greggi del pascolo, l'ovile e la loro torre". E
accadde come aveva detto il Signore. Indaghiamo se esiste il tempio
di Dio. Esiste dove egli stesso dice di costruirlo e portarlo a termine.
Infatti sta scritto: "Avverrà che, compiuta la settimana,
il tempio glorioso di Dio sarà edificato nel nome del Signore".
Trovo dunque che il tempio c'è. Ora imparate come sarà
edificato nel nome del Signore. Prima che noi avessimo creduto in Dio,
l'abitacolo del nostro cuore era corruttibile e debole come tempio veramente
edificato dalla mano. Era pieno di idolatria ed era la casa dei demoni
per l'operare quanto era contrario a Dio. "Sarà edificato
nel nome del Signore": riflettete perché il tempio del Signore
sarà gloriosamente edificato. In che modo? Imparate. Ottenuta
la remissione dei peccati e sperando nel suo nome siamo divenuti nuovi,
rigenerati dal principio. Perciò Dio abita veramente nella nostra
dimora, in noi. Come? La sua parola di fede, la chiamata della sua promessa,
la sapienza delle sue leggi, i precetti della dottrina ed egli stesso
profetizzando in noi, abitando in noi e aprendoci la porta del tempio
che è la nostra bocca, e dandoci il pentimento, ci porta da schiavi
della morte nel tempio incorruttibile. Chi desidera salvarsi non guarda
all'uomo, ma a chi abita e parla in lui, meravigliato di non aver udito
chi dice tali parole né di aver desiderato di udirle. Questo
è il tempio spirituale edificato dal Signore.
Conclusione
della prima parte
Ho spiegato a voi quanto era nella semplicità possibile, e l'anima
mia spera di non aver tralasciato nulla. Se vi scrivo delle cose presenti
o future, non mi comprenderete perché sono avvolte nell'allegoria.
Le
due vie
Basta così. Passiamo ad un'altra conoscenza e dottrina. Due sono
le vie dell'insegnamento e della libertà; quella della luce e
quella delle tenebre. Grande è la differenza tra queste due vie.
Per l'una sono disposti gli angeli di Dio apportatori di luce, per l'altra
gli angeli di Satana. L'uno è il Signore dei secoli nei secoli,
l'altro è principe di questo tempo di iniquità.
La
via della luce
Questa, pertanto, è la via della luce. Se qualcuno vuole pervenire
ad un luogo determinato non risparmi le sue fatiche. Questa è
lindicazione dataci per camminare su tale via. Amerai chi ti ha
creato, temerai chi ti ha plasmato, glorificherai chi ti ha liberato
dalla morte. Sarai semplice di cuore e ricco di spirito e non ti unirai
a coloro che camminano sulla strada della morte. Odierai tutto ciò
che non piace a Dio ed ogni ipocrisia e non abbandonerai i precetti
del Signore. Non ti vanterai, sarai, invece, umile in tutto senza cercare
gloria per te. Non adotterai un malvagio proposito contro il tuo prossimo
e non darai arroganza alla tua anima. Non fornicherai, non sarai adultero
né corromperai i fanciulli. Non esca da te la parola di Dio frequentando
i depravati. Non considerare la persona nel riprendere qualcuno per
la caduta. Sarai mansueto, tranquillo e temerai le parole che hai ascoltato.
Non avrai rancore contro tuo fratello. Non dubitare se avverrà
o non avverrà l'una o l'altra cosa. Non pronunzierai il nome
del Signore. Amerai il prossimo tuo più della tua anima. Non
ucciderai il bambino con l'aborto e non lo farai morire appena nato.
Non allontanare la mano da tuo figlio e da tua figlia, ma dall'infanzia
insegnerai loro il timore di Dio. Non essere desideroso dei beni del
tuo prossimo, né essere avaro. Non ti legare nell'anima ai superbi,
ma frequenterai gli umili e i giusti. Accetta gli avvenimenti che ti
capitano come un bene, sapendo che nulla avviene senza Dio. Non sarai
doppio nel pensiero e nella parola; laccio di morte è la doppiezza
della parola. Sii sottomesso ai padroni come ad immagine di Dio con
rispetto e timore. Non comanderai con asprezza al tuo servo e alla tua
serva che sperano nello stesso Dio, perché non abbiano a perdere
il timore di Dio che è sugli uni e sugli altri. Egli non venne
a chiamare secondo la persona, ma quelli che lo Spirito ebbe a preparare.
Renderai comune ogni cosa col tuo prossimo e non dirai che è
tua. Se avete in comune ciò che è incorruttibile, quanto
più quello che è corruttibile. Non essere loquace, laccio
di morte è la bocca. Per quanto potrai, sarai casto per la tua
anima. Non avere le mani larghe nel prendere, e strette nel dare. Amerai
come la pupilla del tuo occhio chi ti dice la parola di Dio. Giorno
e notte ti ricorderai del giudizio. Cercherai sempre di affaticarti
con la predicazione andando ad esortare e preoccupandoti di salvare
l'anima con la parola, o di lavorare con le mani per espiare le tue
colpe. Non esitare nel concedere e non brontolare nel dare e conoscerai
chi è il tuo buon rimuneratore. Custodirai ciò che hai
ricevuto senza aggiungere e senza togliere. Odierai il male sino alla
fine. Giudicherai con giustizia. Non creare divisioni, cerca, invece,
la pace riconciliando i contendenti. Confesserai i tuoi peccati e non
ti recherai alla preghiera con coscienza agitata.
La
via delle tenebre
La via del nero è tortuosa e piena di maledizioni. E' la via
della morte eterna nel castigo, in cui si hanno le cose che rovinano
l'anima: idolatria, arroganza, superbia di potere, ipocrisia, doppiezza
di cuore, adulterio, omicidio, rapina, disprezzo, trasgressione, inganno,
malizia, alterigia, veneficio, magia, avarizia, mancanza di timore di
Dio. "Sono" coloro che vessano i buoni, odiano la verità,
amano la menzogna, non riconoscono il guadagno della giustizia, non
aderiscono al bene né al giudizio giusto, non si curano della
vedova e dell'orfano, non vegliano per il timore di Dio, ma per il male,
e da essi sono assai lontano la mansuetudine e la pazienza, amano la
vanità e si procacciano la ricompensa. Sono crudeli verso il
povero, indolenti verso il sofferente, facili alla maldicenza, ingrati
verso il loro creatore, uccisori dei figli, distruttori del plasma creato
da Dio, incuranti del bisogno, oppressori del tribolato, avvocati dei
ricchi, giudici cattivi dei poveri, peccatori in tutto.
Conclusione
e subscriptio
E' bene, dunque, imparare i comandamenti del Signore, quali sono stati
scritti per seguirli. Chi fa questo sarà glorificato nel regno
di Dio; chi sceglie, invece, le altre cose perirà con le sue
opere. Per questo c'è una risurrezione, per questo c'è
un premio. Prego voi che siete superiori di accettare un consiglio dalla
mia benevolenza. In mezzo a voi avete per chi operare il bene, non trascuratelo.
E' vicino il giorno in cui periranno tutte le cose con il maligno. "E
vicino il Signore e la sua ricompensa". Ancora vi chiedo: siate
buoni legislatori di voi stessi, rimanete vostri fedeli consiglieri,
allontanate da voi ogni ipocrisia. Dio che domina tutto l'universo vi
conceda sapienza, intelligenza, scienza, conoscenza dei suoi precetti,
costanza. Siate discepoli di Dio cercando che cosa il Signore vuole
da voi e operate per trovarvi pronti nel giorno del giudizio. Se vi
ricordate del bene, ricordatevi di me quando meditate queste cose, perché
il mio zelo e la mia vigilanza portino a qualche vantaggio. Ve lo chiedo
come una grazia. Sino a quando il bel vaso è con voi, non trascurate
nulla delle cose vostre, ma ricercatele continuamente e adempite ogni
precetto. Sono cose degne. Per questo mi sono affrettato a scrivervi
quello che potevo per darvi gioia. Vi saluto, figli dell'amore e della
pace. Il Signore della gloria e di ogni carità sia col vostro
spirito.
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