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| ICONE > Rudolf Arnheim, La prospettiva invertita e lassioma del realismo
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Val la pena citare linterpretazione di questo mosaico data dallo storico dellarte Decio Gioseffi, che in ottemperanza allassioma del realismo inegnuo, afferma non esserci altra prospettiva fuori di quella della proiezione ottica e che gli esempi di prospettiva invertita sono semplicemente gli spazi inframmezzati che si producono quando due sistemi di prospettiva centrale vengono usati luno accanto allaltro: In altre parole quando in un medesimo dipinto si introducono due o più centri di vista, cè, tra due centri contigui, una zona di raccordo: tutti gli oggetti, i quali si trovassero a cadere entro tale settore, dovrebbero crescere anziché diminuire con la distanza. Gioseffi ritiene poi che se tutta la scena del mosaico di san Vitale fosse costruita con un solo punto di fuga comune, laltare coprirebbe parte delle due figure e questo produrrebbe anche un effetto di profondità eccessiva. Ad ogni figura viene quindi assegnata la sua nicchia convergente da un punto di vista prospettico e laltare tra di esse diviene così divergente. Questa interpretazione lascia perplessi perché il disegno cui Gioseffi ricorre per illustrare la sua teoria (Fig. 12) si allontana dalloriginale in almeno due punti cruciali: in effetti esso ritrae laltare come simmetrico, con entrambe le superfici laterali in vista, e dà la superficie destra come convergente mentre nelloriginale è divergente. Il disegno inoltre omette gli edifici, che non si corformano in alcun modo alla prospettiva centrale. La capanna di Abele è in posizione frontale mentre il palazzo del re diverge come laltare. Il nostro esempio mostra sino a che punto la visione di un osservatore, anche esperto, può essere furoviata dallassioma del realismo.
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