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ICONE > Anton S. Belajeff, I Vecchi Credenti e la produzione di icone di rame


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Il primo centro dei Vecchi Credenti destinato alla produzione di icone in lega di rame era al Nord vicino alle spiagge del Mar Bianco, nella regione di Pomor', da cui deriva il nome di una delle comunità di bezpopovstij: i pomortsij o pomoriani.
Andrej Denisov, uno dei fondatori della comunità pomoriana di Vyg, centro situato vicino al fiume omonimo, ne impose le regole: "Nella fonderia di rame, il tesoriere deve controllare che tutto il lavoro, di rame o di argento, sia fatto sotto la sua autorità. Il tesoriere deve registrare quanto rame è stato dato alla fonderia di rame e quante parti di dittici o trittici e croci siano state ottenute e quante ne siano state distribuite alla confraternita".

Poche icone metalliche dei Vecchi Credenti della comunità di Vyg sono datate. L'icona più antica è stata fusa nel 1719: è un trittico che raffigura, tra gli altri santi, Zosima e Savvatij, i fondatori del monastero di Solovezk. Un'altra icona datata è una Dëesis che risale al 1731. Il metallo usato a Vyg era l'ottone, reso spesso lucido come l'oro attraverso un passaggio nel fuoco. Le prime icone non erano smaltate, ma la smaltatura divenne presto di uso generale. La fusione avveniva in due fornaci, la lucidatura e la smaltatura in un altro edificio separato. La tradizione dice che anche le copertine e i fermagli dei libri sacri venivano fusi a Vyg.

Le fonti storiche hanno tramandato i nomi di alcuni fonditori di icone di lega di rame. Vasilij Evstratov di Novgorod lavorò con suo nipote nello skit di Seltoporozskij, un eremo pomoriano situato vicino al fiume Vyg. Nella stessa città di Vyg, Vasilij Petrov e Goburn fondevano icone delle Dodici Feste e altre piccole icone, con e senza smalto.
A Vyg, i pittori e fonditori erano guidati da una regola enunciata nella Confessione di fede dei padri pomoriani del 1780: "Noi ordiniamo che i maestri delle icone dipingano e i maestri del rame fondano seguendo i modelli antichi della tradizione della Chiesa, con le iscrizioni regali e teologiche che sono sulle sante, miracolose croci e cioè 'Re di Gloria Gesù Cristo Figlio di Dio'..." (5)

Il commercio di icone di Vyg era attivato sia dai pellegrini provenienti da altre aree di Vecchi Credenti che da persone che la stessa comunità Vyg inviava a vendere le icone di lega di rame e gli altri beni religiosi in tutto l'impero.
All'aumento del traffico di icone di metallo, corrispose il cambiamento di ruolo della comunità di Vyg: infatti, la diffusione delle icone diventò preponderante sulla loro produzione. (6) A questo scopo, la comunità monastica aveva organizzato la fusione delle icone di metallo in diverse parti degli uezd povoneti circostanti, tanto che solo nel 1835, prima che l'autorità zarista la sopprimesse, la comunità di Vyg era riuscita a ricavare ben cinquemila rubli dalla vendita delle sole croci in lega di rame. (7)


 

Note:
5. Esiste una planimetria del XVIII secolo dell'insediamento pomoriano di Vyg che precisa il luogo della fonderia. La collezione di Fëdor Antonovi Kalikin (1876-1971), Vecchio Credente egli stesso e resturatore, raccoglie un certo numero di icone di Vyg, di cui ha stabilito la datazione e comprende una Madre di Dio Passione del XVIII secolo con un coronamento sporgente.
(Molte icone di quest'area sono custodite nel museo della città di Vantaa, ora in Finlandia - N.d.T.)
6. Nel Nord le croci in lega di rame erano attaccate ai chasoven'ki, i pali di legno o croci che si trovavano lungo le strade e all'ingresso dei villaggi. Nei cimiteri, i pali con punta triangolare presentavano croci attaccate in cima e delle piccole icone inchiodate al palo stesso.
7. Il mezzo di scambio della Russia del XIII secolo era la drivna. La parola rublo deriva dal russo rubit che significa spaccare. Il rublo valeva 1/2 drivna che valeva 200 grammi e pertanto un rublo valeva 100 grammi di argento. Nel XVI secolo un rublo valeva 1/3 di drivna, nel XVII secolo un rublo era uguale a 48 grammi di argento, nel 1698 esso valeva 28 grammi di argento e nel XVIII secolo il rublo valeva 18 grammi di argento.

 

 

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