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ICONE > Santi principi Boris e Gleb


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Il culto di Boris e Gleb si diffuse subito, ben prima della canonizzazione ecclesiastica che avvenne soltanto nel 1072, cioè quando le remore della Chiesa greca dovettero piegarsi alla venerazione del popolo e fu riconosciuto in loro la partecipazione alla Passione di Cristo nell'atto di non opporsi alla violenza fisica del fratello. I dubbi della Chiesa derivavano dal fatto che Boris e Gleb non erano martiri caduti per la fede, ma vittime laiche sacrificate a causa di un delitto politico, e neppure le guarigioni miracolose che avvennero negli anni seguenti la loro morte convinsero appieno il clero greco, che comunque fissò, intorno al 1020, in occasione della prima traslazione delle reliquie, la loro memoria liturgica nella solennità del 24 luglio. Nel 1072, con la seconda traslazione delle reliquie, i santi principi furono canonizzati e venerati ufficialmente non come martiri, ma come strastopercy, cioè uomini che hanno sofferto una passione - strast - accettata a immagine di Cristo, vittima innocente, che soffre per la salvezza dell'umanità. Essi furono accolti anche dal clero latino che li venera come santi Romano (Boris) e Davide (Gleb).
I principi Boris e Gleb sono stati i primi santi canonizzati dalla Chiesa, ma non sono stati i primi santi della Russia. Successivamente, infatti, furono elevati agli altari Fëdor e Ioann (martirizzati nel 983), martiri per la fede, uccisi nel periodo di passaggio dal paganesimo al Cristianesimo, quando la principessa Ol'ga e il principe Vladimir divennero i primi apostoli del Vangelo di Cristo in Russia (Ol'ga e Vladimir sono definiti in russo ravnoapostol'nye, "pari agli Apostoli", poiché furono i regnanti che per primi di convertirono e si prodigarono per diffondere il Cristianesimo in Russia).
Boris e Gleb furono subito considerati i santi patroni della Rus' e difensori della patria contro i nemici: "Voi siete la nostra arma, il suolo russo vi ha eletti come sostegno e baluardo di difesa. Spodestate con il vostro coraggio gli invasori". Furono dipinte innumerevoli icone con la loro immagine e le chiese e costruiti molti monasteri "Borisoglebsk" (dalla fusione dei due nomi) in loro onore. A ciò contribuì certamente la visione che il principe di Novgorod, Aleksandr, ebbe nella notte prima della battaglia sulla Neva (1240): vide apparire tra i rematori i santi Boris e Gleb "vestiti di foschia", con le mani appoggiate sulle spalle l'un l'altro. "Fratello Gleb, - diceva Boris - ordina di remare, così potremo aiutare il nostro devoto Aleksandr". Come si sa, Aleksandr riportò contro gli Svedesi una brillante vittoria sulla Neva, che gli valse l'appellativo Nevskij.

 
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Iconograficamente, i santi principi, vestiti principescamente, sono raffigurati sempre insieme, barbato Boris, glabro l'adolescente Gleb, in piedi o a cavallo. Boris impugna una spada rivolta in alto (vittoria) o in basso (remissione), mentre Gleb regge una lancia con un gagliardetto al vento che reca le insegne cristiane della vittoria. Talvolta hanno in mano la tipica croce russa a tre traverse.
Le loro prime rappresentazioni risalgono al XII secolo, mentre le icone incorniciate dai riquadri raffiguranti le scene della vita compaiono nel XIV secolo. In queste icone, i soggetti delle scene sono disposti in modo da seguire - generalmente in senso orizzontale - lo sviluppo cronologico della storia dei santi principi raccontata nella Cronaca nestoriana. Queste le scene di solito raffigurate:
- Il principe di Kiev, Vladimir I, invia Boris a lottare contro i Peceneghi e gli dona la spada
- Funerali di Vladimir, morto durante l'assenza dei figli
- In cammino, Boris apprende la morte del padre
- Il fratello Svjatopolk s'impossessa del trono e assolda i boiari per uccidere Boris
- Boris e il suo servitore, oppressi dai malvagi, pregano nella tenda
- Il servitore di Boris cerca di proteggere il suo padrone quando gli assassini penetrano nella tenda (oppure Omicidio del servitore)
- Assassinio di Boris
- Ufficio religioso per la morte di Boris
- Svjatopolk manda un servitore da Gleb per annunciargli la malattia del padre
- Il principe Gleb si reca a Kiev. Durante il cammino il suo cavallo inciampa e si rompe una zampa
- Assassinio di Gleb in una barca. Si vede una colonna di fuoco al di sotto del suo corpo
- Il corpo del principe Gleb è posata tra due ceppi
- Un altro fratello, il principe Jaroslav, riceve la notizia della morte di suo padre e dell'assassinio dei fratelli
- Trasporto delle spoglie di Boris e Gleb a Vysgorod
- Apparizione dei principi Boris e Gleb al monaco Martino
- La battaglia tra le truppe di Jaroslav e quelle di Svjatopolk
- Fuga di Svjatopolk che viene trasportato su una barella (oppure Morte di Svjatopolk in un abisso)
- Il principe Mstislav di Cernigov, malato, è condotto verso il feretro di Boris e Gleb per essere guarito
- Scoperta del corpo di Gleb (oppure Orazione funebre per Gleb)
- Miracoli dovuti alle reliquie di Boris e Gleb

 

 

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