ICONE E RELIGIONE > Il Giudizio universale, 2012

 

Secondo alcune religioni, l’intera umanità dovrà subire alla fine del mondo il giudizio divino. Sul come e sul quando vi è però discordanza.
Nell’Antico Testamento, vari profeti annunciano «il giorno del Signore», quando Dio punirà i malvagi e farà trionfare la giustizia, prevedendo la realizzazione dell’epoca messianica e la risurrezione dei defunti. Nel cristianesimo, il giudizio universale è un dogma fondato sul Nuovo Testamento (Mt 25,31-46) ed è concepito come il tempo del ritorno di Cristo, ossia la 
parusìa.
La Chiesa cattolica romana pone l’accento sul giudizio divino alla fine dei tempi, quando avverrà la risurrezione dei morti che, insieme ai viventi, saranno giudicati e inviati in paradiso o all’inferno, dopo aver passato un certo periodo in purgatorio. Invece, la Chiesa ortodossa, che non ammette il purgatorio, ritiene che il giudizio sia emesso dalla propria coscienza e l’esperienza della separazione da Dio o dell’unione con Dio si esprima nelle metafore dell’inferno e del paradiso.
Il credo escatologico dei Vecchi Credenti (cfr. i molti testi nell’antologia) determinò la comparsa di un gran numero di icone raffiguranti il giudizio universale, con il trono vuoto (
etimasia) al centro. Il soggetto, fino allora diffuso nelle chiese (sulla parete occidentale del nartece), entrò così nella produzione per i privati, con immagini sempre più complesse. In alcune raffigurazioni, i diversi momenti del giudizio sono uniti dalle spire di un serpente che, secondo alcune interpretazioni, rappresentano le prove attraverso cui le anime devono passare per riscattarsi dai peccati e salire al cielo.
Una esauriente disanima sul tema è stata predisposta dall’associazione culturale Larici, con un testo ricco di riferimenti, immagini e spiegazioni.
Altri testi sono qui allegati per dare un quadro quanto più completo possibile:
- l’
Apocalisse della Vergine (in inglese e russo) è un antico scritto greco, tradotto in Russia già nel XII secolo, dove si narra il viaggio compiuto dalla Vergine Maria nell’inferno e nell’aldilà, alla vigilia della sua dormizione.
- la
Visione del Giudizio Universale di Cristo avuta da Gregorio, discepolo di San Basilio il Giovane (in russo), dove un giovane laico del X secolo viene trasportato in cielo da un angelo per spiegargli lo svolgimento dell’ultimo giudizio;
- il saggio
Il cammino verso l'«altro mondo» nella visione tradizionale dei contadini dell'Europa centrale e orientale di Francis Conte, tradotto in italiano dall’associazione culturale Larici, che contestualizza e spiega le usanze riferite alla morte e all’aldilà;
- lo scritto (in italiano) di Pavel Evdokimov intitolato
Dalla morte alla vita: il mistero dell’aldilà nella tradizione orientale;
- il saggio
L’arco e la mandorla di Benoit Kullmann e Muriel Moselle, tradotto in italiano e annotato dall’associazione culturale Larici, che rappresenta una delle prime analisi che analizzano insieme due elementi iconografici – l’arcobaleno e la mandorla – caratterizzanti la figura di Cristo in alcune raffigurazioni, tra cui il Giudizio Universale.
Oltre a questi si rimanda al trattato
Sulla risurrezione dei morti di Atenagora di Atene.

Il Giudizio universale (23,3MB)
Apocalisse della Vergine (in inglese) (58kB)
Apocalisse della Vergine (in russo) (63kB)
Visione del Giudizio Universale di Cristo avuta da Gregorio, discepolo di San Basilio il Giovane (in russo) (182kB)
F. Conte, Il cammino verso l'«altro mondo» nella visione tradizionale dei contadini dell'Europa centrale e orientale (1,9MB)

P. Evdokimov, Dalla morte alla vita: il mistero dell’aldilà nella tradizione orientale (84kB)

B. Kullmann e M. Moselle, L’arco e la mandorla (5,2MB)

 

Giudizio universale, Bulgaria, seconda metà del XIX secolo (Monastero della Trasfigurazione di Tarnovo)
Giudizio universale, Russia (Pomerania), XIX secolo, (Cattedrale del Monastero dell'Annunciazione a Murom)

 

 

 

 

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