ICONE E RELIGIONE > La Natività e il Natale, 2006 (*)

 

Natività di Cristo, 1146–1151, chiesa della Martorana a Palermo (mosaico)

La «Natività di Gesù Cristo» o, nella sua forma slava completa, la «Nascita di Nostro Signore e Dio e Salvatore Gesù Cristo», è la più importante delle dodici grandi feste del calendario bizantino. La sua iconografia più antica si trova su un sarcofago del 320, ma la festa fu istituita nel 336 ed è celebrata il 25 dicembre (calendario gregoriano) o il 7 gennaio (calendario giuliano), giorno che viene anche chiamato «festa delle luci» per la luce divina che lo avvolge.
In Oriente, il carattere popolare del presepe e la rappresentazione della Sacra Famiglia sono sconosciuti, perché si considera la tradizione dogmatica e il mistero di Dio che si fa uomo per salvare l’uomo peccatore. Non per nulla nei libri ecclesiali la Natività ha il titolo di «Pasqua», così vi è la Pasqua della Natività e la Pasqua della Resurrezione, entrambe precedute da un lungo periodo di digiuno, che rappresentano i cardini della liturgia. La Natività è, quindi, la riproduzione dei misteri della fede: l’incarnazione, la morte e la risurrezione di Cristo. Per questo, le sue raffigurazioni sono ricche di simboli, che alludono all’intera vita di Gesù e alla sua missione.
Poiché sia i simboli – variamente interpretati dagli iconologi – che i riti associati al Natale offrono uno spaccato storico estremamente interessante, si è costruito un ipertesto con note e saggi di approfondimento, anche evidenziando le diverse interpretazioni fornite, in Oriente e in Occidente, ai singoli elementi che compongono l’icona, perché utili a chi volesse comprendere qualunque immagine della Natività e le sue tradizioni.

 

Approndimenti sul Natale e la Natività:

 

 

Nota:
*. Testi: © associazione culturale Larici, 2006.

 

 

 

 

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