ICONE E RELIGIONE > Santi principi Pëtr e Fevronija, 2010 (1)

 

Santi principi Pëtr e Fevronija. Immagine tratta da un pódlinnik, ossia la raccolta di disegni per le icone derivati dalla tradizione più antica.

La Povest’ o Petre i Fevronii Muromskich, ossia la storia di Pëtr e Fevronija (2), santi principi di Murom forse vissuti agli inizi del XIII secolo, fu scritta nel XVI secolo seguendo una traccia orale, e oggi costituisce un esempio interessante dell’antica letteratura religiosa russa, in quanto unisce elementi di fede e tradizioni popolari. Prima di analizzarla ne diamo un breve riassunto, ma la si allega sia in lingua russa che tradotta e annotata dall’associazione culturale Larici.

Riassunto della storia
Il pio principe di Murom, Pëtr, uccide un demonio sottoforma di serpente, ma il sangue del rettile gli procura una dolorosa dermatite (3) che solo una raccoglitrice di miele di Rjazan’, Fevronija, riesce a curare, ma a patto che Pëtr la sposi. Pëtr promette ma non mantiene e la malattia ritorna, cosicché il principe, pentito, sposa Fevronija. I bojari di Murom, però, non vogliono una principessa di umili origini e insistono perché Pëtr la ripudi. Il principe, per non venir meno ai precetti cristiani, rinuncia al trono e segue Fevronija sul fiume Oka. Lasciati soli e assetati di potere, i bojari si uccidono a vicenda e il popolo richiama a gran voce Pëtr e Fevronija alla guida di Murom. I principi si dedicano a un’amorevole amministrazione, volta al sostegno dei poveri e dei deboli e alla cura degli infermi. In vecchiaia prendono i voti monastici (assumendo Pëtr il nome di David e Fevronija quello di Eufrosinija) e vivono separati nei rispettivi monasteri chiedendo a Dio di poter morire nello stesso giorno. La loro preghiera viene esaudita il 25 giugno 1228. I loro corpi sono sepolti in due chiese diverse della città, ma la mattina successiva sono miracolosamente ritrovati insieme nel sepolcro a due posti che gli stessi santi avevano fatto costruire in vita. Nel 1547 la Chiesa ortodossa russa li proclama santi, attestando la fede popolare e – sembra – trovando i corpi dei principi incorrotti. Le loro reliquie sono ora conservate nel monastero femminile della SS. Trinità a Murom (4).

Il manoscritto
La Povest’ fu attribuita nel 1859 dal metropolita Filaret a Ermolaj-Erazm, un dignitario ecclesiastico originario di Pskov, che a metà del XVI secolo dirigeva una delle chiese del Cremlino di Mosca e, di conseguenza, era legato al metropolita Makarij e allo zar Ivan il Terribile.
Attribuzione e datazione potrebbero trovare conferma nel fatto che nel 1547 il sinodo del metropolita Makarij (1482-1563) riconobbe ufficialmente santi panrussi i principi Pëtr e Fevronija (fino ad allora venerati soltanto nel territorio di Murom) e che Ivan il Terribile, in ringraziamento della vittoria sui Tatari a Kazan’ nel 1555, fece costruire in pietra la chiesa della Natività della Madre di Dio, fino ad allora in legno, dov’erano sepolti i santi. Tuttavia, la storia di Pëtr e Fevronija non fu inserita dal metropolita Makarij nel suo monumentale corpus agiografico-liturgico (5), forse a causa della sua forma poco celebrativa, come ribadito secoli dopo: «Non esiste nessuna biografia di questi due personaggi, ma soltanto una leggenda semipagana, un vero gioiello del folklore russo, ma di nessun valore per la storia della spiritualità russa» (6). Ma non è del tutto vero e non c’è solo questo.
L’attribuzione, la datazione e lo scopo del racconto restano incerti per molti motivi (7), tra i quali la presenza di un’introduzione e di un elogio finale in pochissimi manoscritti (di cui uno tra le carte di Ermolaj-Erazm e a lui unanimemente attribuito) dei numerosi redatti dal XVI al XVIII secolo e, soprattutto, l’esistenza già nel XV secolo di un servizio religioso in onore di un principe di Murom, di nome Pëtr, e di sua moglie Fevronija. Da tutto ciò sono nate due ipotesi:
1. che Ermolaj-Erazm abbia trascritto un racconto orale aggiungendo l’introduzione e l’elogio finale per darne dignità religiosa. Infatti, l’introduzione – che si apre con una lode alla SS. Trinità e riprende passi delle Lettere di san Paolo – ha lo scopo di inserire la storia nel disegno divino, partendo dalla Creazione e arrivando alla Passione di Cristo, mentre l’elogio finale – che si chiude con la stessa lode alla SS. Trinità – proclama esplicitamente la santità di Pëtr e Fevronija, attraverso una serie di esclamazioni che ripercorrono la vita dei santi, facendo pensare che fu redatto per essere usato nelle funzioni liturgiche;
2. che Pëtr sia una figura storica, ossia il principe David Jur’evic che regnò a Murom e morì monaco nel 1228, ma molti fatti non coincidono come si vedrà.
Vero è che la Povest’, attinente o meno alla realtà, contiene innumerevoli legami con le Sacre Scritture, ma non immediatamente recepibili, cosa che potrebbe giustificare sia la sua esclusione dal corpus del metropolita Makarij, volto a spiegare in modo semplice il concetto di santità al popolo, sia l’operato di Ermolaj-Erazm che ha tenuto ben separate le tre parti che costituiscono la Povest’.

Santi principi Pëtr e Fevronija, Russia, XVI secolo (Museo A. Rublëv di Mosca)
Santi principi Pëtr e Fevronija, drappo donato dallo zar Fëdor Ivanovic alla cattedrale di Murom nel 1594 (Museo di Storia e Arte di Murom)

Il contesto
Murom è una città sul fiume Oka che dista circa 300 km da Mosca e 140 km da Vladimir. Al tempo dei santi Pëtr e Fevronija, la città – già esistente nell’862, come scritto nella Cronaca degli anni passati – era munita di fortificazioni di legno ed era governata dai discendenti del Gran principe Vladimir di Kiev (8). La regione di Murom fu cristianizzata con la forza nel 1097 dal principe Jaroslav detto il Saggio e, tra il 1127 e il 1132, fu eletta a principato, sotto la guida di Svjatoslav Jaroslavic (morto nel 1145). A questi successe il figlio Vladimir Svjatoslavic (morto nel 1161), al quale seguì il figlio Jurij Vladimirovic (1143?-1174?). Alla morte di Jurij, salì al trono il figlio David Jur’evic (1170?-1228) che sarebbe, secondo la ricostruzione leggendaria, il santo principe Pëtr. Vista la giovane età di David, il principato fu certamente diretto da un parente, ma non se ne conosce il nome. Nella Povest’, il principe salì al trono di Murom nel 1203 alla morte del fratello maggiore Pavel, di cui però non esiste traccia storica. David Jur’evic partecipò a tutte le guerre del tempo – tra cui quella famosa di Lipeck (o Lipetsk, vicino a Pereslavl’-Zalesskij), una delle più brutali e sanguinose battaglie intestine nella storia russa (1216) – ma nelle antiche cronache viene comunque ricordato come un principe che si adoperò per il mantenimento della pace. Nella Povest’ (se è del vero David Jur’evic che vi si parla) è tratteggiato come il tipico principe coraggioso, d’animo buono e generoso, profondamente credente in Dio e fiducioso nella divina Provvidenza, ma anche un po’ troppo remissivo.

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Note:
1. Testo: © associazione culturale Larici, 2010.
2. In lingua italiana Pëtr è spesso tradotto con Pietro o anche Piotr, come talvolta si trova scritto, mentre Fevronija rimane invariato perché l’equivalente Febronia la potrebbe far confondere con l’omonima martire, festeggiata anch’essa il 25 giugno, che «dopo aver amputati le mani, i piedi, il seno, i denti e la lingua, perde anche la testa, troncatale da una spada» (Dionisio da Furnà, Ermeneutica della pittura, XVIII secolo).
3. Spesso, nei riassunti della vita dei santi, la malattia di Pëtr viene indicata come “lebbra” probabilmente per sottolinearne la gravità, ma non corrisponde all’originale.
4. Per vedere la storia ambientata, conoscendo il russo, su YouTube ci sono sette filmati che illustrano ogni momento della vita e della santità di Pëtr e Fevronija, oltre a canti, icone, interviste. Il primo filmato è all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=tG1hEo73fkg dal quale si accede agli altri.
5. Velikie Cet’i Minej (Grandi letture mensili o Grande menologio).
6. I. Kologrivov, Santi russi, La Casa di Matriona, Milano 1977, pp. 287-288.
7. Cfr. R. Picchio, Letteratura della Slavia ortodossa, Dedalo, Bari 1991, p. 431 ss.
8. Un celebre discendente, a Murom, del santo Gran principe Vladimir è il figlio Gleb, che fu governatore di Murom fino al suo assassinio nel 1015 (cfr. su questo sito la storia dei santi Boris e Gleb.

 

 

 

 

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