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ICONE > Hans-Dieter Döpmann, I “Vecchi Credenti” russi


L’arcidiocesi dei Cristiani Veteroritualisti Vetero-Ortodossi di Novosybkov, Mosca e di tutta la Russia

Anche dopo la nascita della gerarchia di Belaja Kriniza, una parte dei Popovzy continuò ad accogliere “sacerdoti convertiti”, in quanto non erano sicuri della legittimità canonica delle ordinazioni episcopali compiute da Amvrossi a Belaja Kriniza. Innanzitutto il metropolita era stato sospeso dalla sua carica dal patriarca di Costantinopoli - sebbene sotto la pressione delle autorità turche -, e poi Amvrossi, nella sua prima consacrazione vescovile, aveva trasgredito al principio del canone 1 delle Constitutiones Apostolicae, secondo il quale alla consacrazione avrebbe dovuto presenziare un secondo vescovo.

Una rinascita di questo gruppo si ebbe, nel 1923, con l’ingresso di Nikola (Posdnev) - arcivescovo russo ortodosso di Saratov e Petrovsk. Quando, nel 1922, il patriarca Tichon era stato sottoposto agli arresti domiciliari, i cosiddetti Rinnovatori (Obnovlenzy) si erano impadroniti del govemo della Chiesa, e Nikola aveva accettato la loro giurisdizione. Una volta liberato Tichon nel giugno 1923, però, Nikola decise di aderire ai Vecchi Credenti. Dovette attendere sei anni per poter procedere alla prima ordinazione vescovile insieme al vescovo russo-ortodosso Stefan (Rastorgujev) di Sverklovski (Ekaterinburg), convertito anch’egli nel 1929.

Il capo di questa seconda arcidiocesi di Vecchi Credenti portò sin dagli inizi il titolo di “Arcivescovo di Mosca e di tutta la Russia”, ampliato, nel 1963, con la dicitura iniziale di “Novosybkov”, per il fatto che il centro di questa Chiesa venne trasferito nella omonima città, a circa 200 chilometri a sud-ovest di Brjansk. Le comunità di questa gerarchia - meno di trenta - sono sparse in varie parti dell’Unione Sovietica. Nel cimitero Rogoski di Mosca, la cui grande Cattedrale della Protezione appartiene all’arcidiocesi della gerarchia di Belaja Kriniza, i fedeli dell’arcidiocesi di Novosybkov hanno a loro disposizione la navata nord della chiesa di San Nicola. L’Arcidiocesi di Novosybkov, di Mosca e di tutta la Russia pubblica un Calendario Liturgico Veteroritualista-Vetero-Ortodosso.


Comunità Veteroritualiste dipendenti dalla Chiesa ortodossa russa (Jedinoverzy)

Un gruppo degli Jedinoverzy nacque dal tentativo della Chiesa ortodossa russa di riconquistare i Vecchi Credenti, ai quali, già nel 1766, il metropolita di Mosca Platon (Levskin) si era rivolto in una lettera dai toni più concilianti di quelli usati fino allora. Quando i Popovzy di Mosca decisero di procedere alla consacrazione di un vescovo, tentò di frenare l’iniziativa autonomistica con un compromesso che egli stesso definì “professione dell’unica fede” (Jedinoverije): sulla base della fede comune i Vecchi Credenti avrebbero potuto mantenere il loro rito soltanto sotto la guida dell’episcopato ortodosso. A partire dall’anno 1800, sorsero così, con l’approvazione dello zar, milleottocento comunità dei “Credenti dell’unica fede” ma, vedendo continuamente respinta la richiesta di propri vescovi, la maggioranza di loro, all’inizio del XX secolo, procedette ad una nuova scissione. A Mosca essi dispongono della parte centrale della chiesa di San Nicola nel cimitero Rogoski.

Una ripresa di questa Chiesa si è avuta soltanto presso gli emigrati russi negli Stati Uniti, perché la comunità di Erie, in Pennsylvania - fino a quel momento “senza preti” - vi ha aderito dopo che la “Chiesa Ortodossa Russa all’Estero”, separatasi dal patriarcato di Mosca, nel 1974 ha revocato gli anatemi contro i Vecchi Credenti. Con la fusione avvenuta sulla base dell’ “unica fede” è stato reintrodotto, nel 1985, il sacerdozio.

Grande interesse si sta manifestando attualmente per il fenomeno dei Vecchi Credenti russi nelle sue diverse configurazioni. In effetti, per la loro fedeltà alla letteratura teologica pre-nikoniana, ai principi prenikoniani dell’iconografia e all’antica notazione russa (con i krjuki, simili ai neumi occidentali), si è potuto salvare molto dall’oblio o dalla distruzione. Dal 1952 i rappresentanti dei Vecchi Credenti partecipano, con altre Chiese e comunità religiose, alle conferenze di pace organizzate dal patriarcato di Mosca. In particolari occasioni si procede anche allo scambio ufficiale di saluti con la Chiesa ortodossa russa. Sebbene nel 1971 il patriarcato di Mosca abbia revocato gli anatemi pronunciati nel XVII secolo e il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa, nel dicembre 1969, abbia decretato l’amministrazione dei sacramenti ai Vecchi Credenti in caso di emergenza, non si è arrivati fino a questo momento ad un significativo avvicinamento.

 

 

 

 

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