|
|
|
| ICONE > Jean-Pierre Emile Dupré de Saint-Maure, La religione
Una cerimonia imponente segnala la prima domenica della grande quaresima. Il metropolita, accompagnato da monaci e archimandriti, si reca alla cattedrale per procedere alla cerimonia dell’anatema (pravos-lavié ortodoxia); esso si lancia contro gli eretici, i cospiratori, i traditori della patria ecc. Questa cerimonia può offrire una singolare contraddizione: per esempio, il celebre Mazeppa (5) fondò molte chiese, così se l’anniversario di una fondazione coincide con la prima domenica di quaresima, succede che, lo stesso giorno e nello stesso tempio, si pronuncerà l’anatema contro questo transfugo dell’armata rossa e si pregherà per il riposo dell’anima del fondatore della chiesa. Tutti i traditori e i fondatori delle eresie sono nominati ad alta voce; durante l’enunciazione di questa lista, ogni membro del clero tiene una torcia che rovescia e spegne, mentre il coro ripete: anathema. Si canta quindi un requiem generale per coloro che servirono gloriosamente la Chiesa e la patria. Tale solennità è così tanto notevole che esistono poche nazioni più partecipi della nazione russa, senza l’eccezione dei preti che talvolta li si vede esagerare questo sentimento. Nella Chiesa russa meridionale, un viaggiatore incontrò due pope, che facevano la questua per aiutare dei poveri Tatari nella costruzione di una moschea. L’immensa via della Prospettiva si chiama anche via della Tolleranza, ed è il suo giusto titolo perché vi si trovano, a poca distanza gli uni dalle altre, la chiesa russa, la chiesa cattolica, quella degli Armeni, il tempio dei calvinisti, quello dei luterani, e credo anche una moschea. Ci sono scismi in Russia come presso i popoli meridionali. Il concilio riunito da Aleksej Mikhajlovic, padre di Pietro I, fu l’origine di una eresia. Il motivo di tale assemblea fu la revisione dei libri santi dove si trovavano dei grossolani errori causati dall’ignoranza e dall’enorme numero di copisti. Alcuni uomini del popolo, molto superstiziosi e smarriti in perfide suggestioni, ritenevano che i libri fossero stati direttamente mandati dallo Spirito Santo e che l’alterazione del loro testo fosse un sacrilegio. Presto questi clamori partorirono una specie di setta, (6) che dichiarò di non riconoscere i libri corretti dal concilio. Si volle imperversare contro questi insensati, ma, come sempre accade, i mezzi di rigore aumentarono il loro numero. Tuttavia la clemenza non riuscì a far meglio. Questa
ribellione al culto dominante esiste ancora e il governo la tollera.
Essa è suddivisa, poiché è nel destino di tutti
gli eretici di mancare di unità. Una classe di eretici è totalmente separata dal culto cristiano, riconosce soltanto Dio come autorità divina e terrestre e presta giuramento soltanto al sovrano. Le si permette di sottrarsi alla legge dell’arruolamento, dietro offerte di danaro. La disciplina di questa setta, chiamata Doukhobortsy, (7) permette il matrimonio tra fratelli e sorelle. Il governatorato non ha da lagnarsi da quando l’ha colonizzata e isolata dalla società. Le sue istituzioni mostrano qualche affinità con quelle dei Fratelli moravi. (8) Lo sbaglio più bizzarro e deplorevole di una di queste sette è di condannarsi a delle mutilazioni, assimilandoli ai guardiani di un serraglio, che non impedisce loro di maritarsi. (9) Le loro donne, trascinate nello stesso fanatismo, impiegano mezzi anche violenti per non rompere il voto di castità. Gli uomini, egualmente sconfessati dalla religione e dalla natura, non si sposano che per vivere in comunità di interessi e di sentimenti fraterni. Si suppone che queste unioni non siano mai disturbate da baruffe, poiché l’amore non esiste affatto, l’uomo non è accecato prima del matrimonio e non può disturbare la pace domestica: così si spiega l’armonia di questi strani matrimoni. Nelle passeggiate pubbliche, qualche volta mi sono state mostrate queste coppie sterili, senza dubbio noi li compatiamo molto più di quanto si compiangano essi stessi: sui loro volti c’era impresso un misto di soddisfazione e di ilarità.
4. È permesso credere che l’assenza di libri empi e immorali favorisca questa fedeltà del popolo russo alle regole della sua religione. (Nota dell’Autore) 5. Realmente esistito nella Polonia del XVII secolo, Mazeppa è stato tramandato come un personaggio esecrato dagli zar e scomunicato dalla chiesa, un cattivo cosacco, un maledetto. Mazeppa era un giovane ucraino che viveva alla corte del re Giovanni Casimiro e che un giorno fu scoperto da un nobile polacco con sua moglie. Torturato, fu strettamente legato, nudo, su un cavallo che fu lanciato al galoppo nella prateria. Dopo tre giorni e tre notti di corsa irrefrenabile, l’animale cadde stremato proprio quando si imbatté in un branco di cavalli indomiti. Il giovane fu però salvato da un’anima pia e diventò talmente potente da vendicarsi del suo aguzzino. Come atamano dei cosacchi ucraini, Mazeppa prese accordi con il re polacco Carlo XII contro i Russi, ma al momento della battaglia decisiva a Poltava non si fece trovare, determinando la vittoria russa. Forse proprio perché Mazeppa incarnava la figura di un diavolo, la sua storia fu ripresa da Lord Byron nel 1818, Aleksandr Puskin nel 1828-1829 e Victor Hugo nel 1829. Inoltre, Ferenc Liszt scrisse su di lui una sinfonia nel 1851 e Pëtr Caikovskij un’opera nel 1840. (N.d.T.) 6. Si tratta dei “Vecchi Credenti”. Per maggiori informazioni sulle sette, si vedano gli scritti di August von Haxthausen (1847) e di Robert Hertz (1915). (N.d.T.) 7. Cioè “guerrieri dello spirito”. (N.d.T.) 8. La setta dei Fratelli boemi (Unitas Fratrum), da cui deriveranno i Fratelli moravi, risale al XV secolo. La comunità, basata sulla povertà evangelica, sviluppò un ordinamento religioso autonomo, in cui erano aboliti ogni grado e gerarchia, il giuramento e il servizio militare. Eventi bellici spinsero i Fratelli boemi a emigrare, nel XVII secolo, in Moravia e, successivamente, in Germania, dove nel 1727 il conte Nikolaus Ludwig von Zizendorf fondò il movimento dei Fratelli Moravi, unendo le caratteristiche dei Fratelli boemi con quelle del pietismo d’origine luterana. (N.d.T.) 9. Sono gli Skoptsy (castrati volontari). (N.d.T.)
|
|