|
|
|
| ICONE > Achille André Marie Gallet de Kulture, Sette dissidenti, 1855 (1)
pagina
precedente Una setta più misteriosa ancora è quella dei Bezslovestnié (muti). I suoi membri fanno voto di silenzio totale fino alla fine dei loro giorni. Nessuna persecuzione è riuscita, finora, a far loro infrangere il voto. Sotto Caterina, un governatore della Siberia tentò le più svariate crudeltà: ordinò di solleticare la pianta dei piedi e di versare sui corpi nudi gocce di olio bollente, ma i Bezslovestnié sopportarono il supplizio senza pronunciare una parola, né emettere un grido. Il santo sudario è l’unico oggetto del loro culto. Essi si immergono nella contemplazione, cercano e trovano la gioia nell’estasi. Secondo Karamzin (8), un ebreo di Novgorod, chiamato Zaccaria, fu, il fondatore della setta dei Sabatniki, (osservatori del sabato), la cui origine risale al XV secolo. La legge di Mosè è, secondo loro, l’unica vera base della religione. Essi attendono un Messia, e respingono la risurrezione. Il loro numero è considerevole; li si incontra soprattutto in Siberia. Lo
scisma che scoppiò nel XVII secolo in seno alla Chiesa russa,
ha creato gli Starovercy (Starovertsy) o Vecchi Credenti. La
traduzione delle Sacre Scritture fu fatta, nel IX secolo, da Metodio
e Cirillo. I manoscritti di quell’epoca, in bella e corretta scrittura,
aveva tutte le garanzie dell’esattezza. Tuttavia, la dominazione tatara
gettò lo scompiglio nella Chiesa, tanto che i monaci arrivarono
a non comprendere più la lingua ecclesiastica. Le liturgie si
riempirono di errori grossolani e gli atti religiosi restarono in balia
della contraddizione. I Molokane (Molokani; bevitori di latte) comparirono, la prima volta, nel governatorato di Tambov, verso la metà del secolo scorso (9). Questa setta sembra un ramoscello staccatosi dal protestantesimo. Il significato che dà alla parola “chiesa” deriva dalle parole di Cristo: « Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (10). I Molokane (Molokani) conservano la tradizione delle alte gesta di un eroe occidentale. Quando Napoleone penetrò in Russia, credettero di vedere in lui il leone della valle di Giosafat (11), venuto a detronizzare il falso imperatore, e gli inviarono una delegazione vestita di bianco. Questi ambasciatori sconosciuti attraversarono la piccola Russia e penetrarono fino in Polonia, dove furono fatti prigionieri. Uno solo riuscì a fuggire e non lo si sentì mai più parlare degli altri. I
Duchoborcy (Dukhobortsy), la cui origine è più
recente ancora, si discostano non soltanto dalla Chiesa ufficiale, ma
anche dall’idea cristiana. La loro dottrina forma un sistema di filosofia
mistica, pieno di visioni grandiose. Haxthausen
scrive: «Quando si considerano le idee fondamentali delle sette
moderne e se ne studia l’intima tendenza, ci si domanda se esse non
daranno luogo a una trasformazione della Chiesa. Se la Chiesa orientale
non esce presto dalla sfera mistica delle sue forme, se non sviluppa
la sua teologia e se ritarda a dare al popolo il pane dell’anima, essa
si avvierà alle tendenze speculative che germinano in fondo a
queste eresie e ne riceverà seri danni.»
8. Si tratta dello scrittore e storico russo Nikolaj Karamzin (1766-1826), che scrisse una monumentale Storia dello Stato Russo in 12 volumi. (N.d.T.) 9. Quindi, del XVIII secolo. (N.d.T.) 10. Mt 18,20. (N.d.T.) 11. La valle di Giosafat è il nome dato dal profeta Gioele (3,2; 3,12) al luogo dove avverrà il Giudizio finale. Si suppone sia un luogo simbolico (Giosafat significa “Dio ha giudicato”) più che il luogo geografico della valle del fiume Cedron, presso Gerusalemme, chiamata dal IV secolo Valle di Giosafat. (N.d.T.)
.
|
|