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ICONE > August von Haxthausen, I settari e I Mennoniti


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In un'altra occasione il Raskolnik espresse odio profondissimo per Pietro I. Mi furono mostrati dei dipinti sui muri che rappresentavano vari raskolniki, i quali, a quanto mi fu detto, erano stati torturati ed uccisi da Pietro I. Una setta di Raskolniki lo chiama addirittura l'Anticristo; con lui comincia l'era della dominazione dell'Anticristo nel mondo, un'era nella quale non esistono più veri vescovi e preti. Si tratta della notte precedente l'avvento del Signore. Per questo motivo non sono più necessari i sacramenti, tranne che il battesimo che ogni padre fedele può amministrare. Non è forse scritto nella bibbia che l'Anticristo cambierà il tempo? E non ha Pietro I spostato l'inizio dell'anno dal primo settembre al primo gennaio? Non ha forse abolito il calcolo del tempo dalla creazione del mondo per accettare la cronologia degli eretici latini, che comincia con la nascita di Cristo? Non è forse scritto che l'Anticristo chiederà soldi e tasse ai morti? E non ha forse Pietro I introdotto questo con la sua riforma fiscale? E' effettivamente blasfemo dover pagare la tassa sulla propria anima (lo spirito immortale di Dio), piuttosto che sui propri beni terreni!
Pietro I cessò le persecuzioni contro gli Starovertsy (propriamente detti Vecchi Credenti); il nome diffuso, raskolniki, che vuol dire eretici, è applicato a questi nel modo più improprio. Quando fu provato che erano profondamente coinvolti nelle ribellioni degli Streltsy, impose loro una doppia tassa, che comunque più tardi fu eliminata. Fino al tempo di Caterina, sono stati fatti molti tentativi per riconciliare questi con la chiesa. Sia sotto Alessandro sia sotto il presente imperatore, il governo ha cercato in tutti i modi di portarli amichevolmente ad una riconciliazione. Si seppe transigere con loro, completamente, sulla maggioranza delle questioni. Si dichiarò formalmente che tutte le deviazioni dalla liturgia e dalle cerimonie religiose non erano affatto eretiche e si permise solennemente loro di mantenere i singoli riti. A questi fu dato il nome di Edinovertsy. Il governo promise di non interferire nell'istruzione del loro clero e chiese loro soltanto che i preti prendessero gli ordini dai vescovi della chiesa; l'investitura, comunque, si poteva svolgere secondo la loro vecchia prassi e non secondo il rito moderno.
Nonostante tutto, il successo fu modesto. Relativamente poche comunità hanno aderito con disinvoltura alla chiesa nazionale ed anche queste cercano tranquillamente di restare il più isolate possibile. Oltre tutto, i laici guardano ai preti con sospetto, hanno paura che i vescovi incaricati dell'investitura possano esercitare su questi qualche influenza negativa. La maggior parte dei Vecchi Credenti, preferisce avere a che fare con i cosiddetti fuggitivi; sono preti ortodossi che sono stati allontanati per qualche crimine e quindi sono fuggitivi, oppure preti che si sono convertiti a causa dei vantaggi economici materiali che spesso i Vecchi Credenti offrono loro.
Si dice che i monasteri dove vivono i vescovi dei Vecchi Credenti, erano nel Nord, nel più profondo delle foreste (12). Ma furono scoperti ed aboliti, e tutti coloro che vi risiedevano, furono deportati. I loro vescovi che per qualche tempo avevano provveduto ad ordinare i preti, sono morti da tempo. Come abbiamo già detto, i Vecchi Credenti vanno adesso piuttosto d'accordo con i preti apostati. I Vecchi Credenti esercitano una misteriosa e profonda influenza morale sulla Russia ed il suo governo. In ogni questione legislativa, in ogni affare della chiesa o di politica interna, per ogni proposta di riforma o di cambiamento, tutti si chiedono segretamente: "Che cosa ne direbbe un Vecchio Credente?". I Vecchi Credenti sono la reincarnazione delle vecchie tradizioni russe; rappresentano, più che il passato fossilizzato, il principio di stabilita. Sono i moderatori con i quali bisogna confrontarsi per capire fino a che punto si possa arrivare con i cambiamenti.
Chiunque si voglia istruire sulle caratteristiche nazionali della Grande Russia, deve studiare le teorie dei Vecchi Credenti. Anche per uno straniero non è così difficile come sembra. I russi autentici sono di natura socievoli, amano parlare e dare fiducia, specialmente agli stranieri. In questo senso sono fondamentalmente diversi dai popoli germanici - i tedeschi gli inglesi e gli olandesi - che, di regola, sono riservati, poco comunicativi e perfino sospettosi degli stranieri. I russi assomigliano di più ai francesi. Sono molto contenti quando uno straniero mostra interesse per loro, i loro affari, i costumi e le usanze nazionali. Pur non avendo padronanza della lingua ed essendo costretto a conversare attraverso l'interprete, non solo mi hanno dato risposte aperte e sincere circa le famiglie, gli affari della comunità, le relazioni con i loro padroni ecc..., ma mi hanno anche mostrato entusiasticamente la casa, il mobilio e i campi, senza vergognarsi affatto. Le loro mogli e le figlie, vestite con l'abito domenicale, cantavano canzoni popolari, raccontavano le leggende ecc. In breve, se avessi avuto il tempo e avessi saputo parlare la loro lingua, avrei potuto osservare e raccogliere più informazioni su di loro che su qualunque altro popolo.
I Vecchi Credenti sono in genere molto più semplici, integri, sobri e attendibili degli altri contadini russi. Si può senz'altro dire che più i contadini russi si avvicinano ai Vecchi Credenti nei costumi, nell'abbigliamento e nelle abitudini e meglio sono. D'altra parte, quando un contadino russo si europeizza, si taglia la barba, smette i vestiti nativi, costruisce una casa moderna, non è più degno di fiducia; ha come fine quello di diventare mascalzone!
I Vecchi Credenti sono di solito piuttosto istruiti ed in questo senso sono molto superiori agli altri russi, per la maggior parte sanno leggere e scrivere, sebbene usino generalmente solo i vecchi caratteri slavi (considerano eretico il moderno alfabeto russo). Hanno tutti quanti una profonda conoscenza della bibbia e sono quasi in grado di recitarla a memoria. Sottolineano sempre le loro idee con concetti teologici. [...] E' una abitudine particolare di Mosca, da sempre, che la folla si riunisca ogni mattina nella settimana successiva a Pasqua al Cremlino sulla piazza di fronte alla famosa Uspenskii Sobor (cattedrale dell'Assunzione), per tenere discussioni e dibattiti d'argomento religioso. E' presente solo la gente comune; non vi prendono parte né i rappresentanti del clero e del governo, né l'aristocrazia. La polizia ignora queste riunioni, e non vi sono autorità presenti; la presenza della polizia sarebbe, oltre tutto, completamente inutile, giacché queste riunioni sono perfettamente ordinate e pacifiche, non si è mai verificato alcun disordine. La gente mantiene l'ordine da sola e riprende perfino chi alza la voce.
I seguaci della chiesa ortodossa si riuniscono da una parte; di fronte vi sono i raskolniki di tutte le sette, ed in particolare i Vecchi Credenti delle varie correnti. Si formano vari gruppi, ognuno dei quali ha diversi sostenitori che difendono o attaccano le varie dottrine religiose. Entrambe le parti esprimono enorme cortesia e compostezza. Si tolgono il cappello e fanno un profondo inchino davanti all'oppositore, chiedendo permesso di replicare alle affermazioni o alle domande. Nessuno interrompe chi sta parlando. Il dibattito è caratterizzato da argomentazioni altamente logiche. Se qualcuno non riesce a continuare, un sostenitore accorre immediatamente in aiuto, oppure continua la discussione per proprio conto. Se qualcuno perde la calma e grida o semplicemente esclama "non è vero", i membri del suo gruppo lo ammoniscono immediatamente dicendogli: "Poshlo na da i nyet" (Questo non è più un dialogo!). Se quello non si calmasse immediatamente, sarebbe subito trascinato dietro, all'interno del gruppo.
Le classi più elevate o colte originariamente non davano molto peso a questa interessante usanza popolare. Nell'ultimo decennio, comunque, anche in Russia, come nel resto d'Europa, è emerso un interesse crescente per la ricerca e lo studio della vita nazionale.
Cinque giovani delle classi alte decisero di partecipare a questa insolita discussione. Si trattava di cinque tra i più intelligenti e dotati uomini di Mosca, compreso il signor K., un eccellente poeta, dotato del grande dono dell'eloquenza (13).
Tutti e cinque si vestirono come i contadini ed a Pasqua del 1841 andarono al Cremlino al fine di assistere all'intero succedersi della cosa e, se fosse stato possibile, al fine di partecipare. Trovarono una grande calca e si fecero largo per avvicinarsi ai protagonisti della disputa che stavano al centro.
Il signor K. fu il primo a unirsi alla discussione. All'inizio fu ignorato, probabilmente perché interruppe senza che toccasse a lui. Comunque, quando il rappresentante della chiesa ortodossa ebbe finito ed il signor K. espresse le sue tesi con argomenti molto convincenti, attrasse l'attenzione di tutti. Gradualmente permisero a lui ed ai suoi compagni di guidare l'intera discussione.
Si era fatto avanti per rappresentare i settari uno dei loro capi con maggiore esperienza, un Vecchio Credente che apparteneva alla setta dei Pomorane o Bespopovtsy. Aveva un viso molto espressivo ed una magnifica lunga barba bianca. La discussione arrivò ad un punto in cui il raskolnik affermò quanto segue:

IL RASKOLNIK - Non esiste alcuna chiesa esteriore, Cristo insegnò ai discepoli che essi stessi erano la chiesa. Comunque, essendo questi perseguitati, scapparono sulle montagne e nelle foreste. può fare questo una chiesa fatta di pietre?
IL SIGNOR K. - Fratello, tu fraintendi il testo biblico. La bibbia non dice "voi discepoli siete le chiese", ma la chiesa. L'apostolo dice, "chiunque non dia attenzione alla chiesa", "chiunque non obbedisca alla chiesa", e così via. Quindi è la comunità dell'insieme dei credenti, con i vescovi, nella casa di preghiera, alla quale viene dato il nome di chiesa.
IL RASKOLNIK (passando ad altro argomento) - Ma che ne dici dei sacramenti?, com'è possibile amministrarli e riceverli, dal momento che sta scritto "Chiunque sia nel peccato e riceve i sacramenti trova in questi la morte eterna"?, ma chi è senza peccato? Anche colui che si è appena confessato, ha già peccato di nuovo prima di ricevere la comunione! Vi è solamente un attimo nel quale l'uomo è libero dal peccato, ed è l'attimo della morte. Allora l'Angelo invisibile, il suo guardiano, gli amministra il sacramento.
IL SIGNOR K. - Ma che mi dici, fratello? Fu naturalmente Gesù Cristo che istituì i sacramenti. Egli disse, "Mangiate, bevete, questo è il mio corpo ed il mio sangue". Cristo disse anche, "Sono il Dio dei vivi!", e tu vorresti fare di lui il Dio dei morti; inoltre, istituì i vescovi ed i preti per amministrare i sacramenti.
IL RASKOLNIK - Che cosa stai cercando di raccontarmi sui vescovi? Sono esseri umani, peccatori come noi! Togli i loro vestiti e vedrai che non sono diversi da noi.
IL SIGNOR K. - Ciò che dici è vero; sì, sono esseri umani. Anche lo zar è un essere umano, e cionondimeno, gli obbedisci! Comunque, non obbedisci a lui ma piuttosto all'ufficio ed al potere che egli rappresenta. La stessa cosa è per i vescovi e per i preti; la chiesa parla attraverso loro.
IL RASKOLNIK - Tu parli sempre della chiesa, ma dove è la chiesa in tempo di miseria e di dolore? Se io sono su un'isola deserta o nella terra dei pagani, io sono fuori dalla chiesa! lo non conosco la chiesa.
IL SIGNOR K. - Tu puoi non conoscere la chiesa, fratello, ma la chiesa conosce te! Ogni giorno, durante ogni messa, la chiesa prega per te! Perciò, tu sei nella chiesa, anche tu fossi fisicamente molto distante da essa.
IL RASKOLNIK (cambiando argomento dopo un minuto di silenzio) - E che ne dici della croce? C'è solo un modo di fare il segno della croce, eppure voi lo fate in modo diverso da come Cristo lo faceva. Basta guardare le vecchie immagini che lo rappresentano: unisce il pollice, il mignolo e l'anulare e tiene alti gli altri, per darci la benedizione. Ma voi unite le prime tre dita per fare il segno della croce (14).
IL SIGNOR K. - Il segno della croce con il quale Cristo ci benediva, è solo segno di benedizione, che solo Lui è autorizzato a fare. Ecco perché i vescovi ed i preti fanno questo segno quando benedicono la gente nel Suo nome, perché la mano di Dio benedice la moltitudine attraverso loro. Ma noi siamo tutti peccatori, non possiamo benedirci da soli. Per dimostrare questo noi ci facciamo il segno della croce con tre dita, cioè implorando la santa Trinità di benedirci. Per questo motivo i nostri vescovi e preti, poveri peccatori come noi, fanno anche essi il segno della croce in questo modo.

Il raskolnik, ovviamente, non sapeva cosa dire. Per questo lanciò un attacco personale contro l'avversario, che era vestito meglio degli altri russi presenti e che, oltre tutto, non aveva la barba. In questo modo, poteva contare sull'appoggio di tutti i russi con la barba.

IL RASKOLNIK - Perché la maggior parte di voi si rade la barba?, è un peccato! Voi sfigurate l'immagine di Dio. Rigettate qualcosa che Dio si è lasciato crescere. Cristo aveva la barba come ce l'avevano i santi e noi vogliamo essere senz'altro come loro.
IL SIGNOR K. - E' bene avere la barba e non radersi il mento, lo riconosco. Radersi però non è un peccato. Ha Dio un corpo? E' il tuo corpo l'immagine di Lui? No, è il tuo spirito, la tua anima, non è così?
IL RASKOLNIK - Sì, ma che mi dici di Gesù Cristo?
IL SIGNOR K. - Cristo aveva la barba quando era ragazzo? Voi dovreste diventare come Gesù Cristo. Ma quale Cristo dovreste scegliere come modello? Il giovane ragazzo che insegnava nel tempio o l'uomo che soffrì per noi? Come puoi aspettarti una somiglianza fisica col Cristo? E la Madre di Dio e tutte le donne sante, e tutte le donne in generale, non sono state anch'esse create ad immagine di Dio? Dopo tutto, loro non hanno la barba.
IL RASKOLNIK - Ma noi dovremmo emulare i santi maschi, nella misura in cui ci è possibile, e come puoi vedere, tutti loro avevano la barba!
IL SIGNOR K. - San Giorgio non ce l'aveva, come puoi vedere dalle pitture che lo rappresentano.
IL RASKOLNIK - Era un guerriero e probabilmente doveva eseguire gli ordini dei superiori.
IL SIGNOR K. - Nemmeno san Lorenzo aveva la barba.
IL RASKOLNIK - Molto probabilmente ce l'aveva.
IL SIGNOR K. - No, non ce l'aveva.
IL RASKOLNIK - Sì, ce l'aveva. Non possiamo continuare a discutere, poshlo na da i nyet. Tocca ai libri decidere. Però tu hai parlato bene ed in modo intelligente. Possiamo interrompere il dibattito.
IL SIGNOR K. - Addio. Ma prima che ce ne andiamo, voi tutti sentite questo: quando la moltitudine crocifisse Cristo, gli tagliarono di dosso i vestiti e li distribuirono. Era giusto?
IL RASKOLNIK - Certamente no.
IL SIGNOR K. - Ma voi, fratelli, voi, Vecchi Credenti, continuate a fare questo ogni giorno! Fate molto di più di questo! La chiesa non è il vestito di Cristo; esso è il suo corpo, la sua sposa, e voi la state smembrando.

Il signor K. e di suoi compagni salutarono e se ne andarono.
L'intero gruppo di russi ortodossi li seguì fino alla piazza davanti al Cremlino, là un uomo gli si parò di fronte e, rivolto al signor K.: "Parli benissimo! Vieni ancora a sostenerci ogni volta che puoi. E adesso dà a tutti noi il bacio pasquale della pace".
Alcuni di questi presero da parte un compagno del signor K., "Fratello, dicci, chi è costui che ha parlato così eccezionalmente bene?". "Egli è un nobile", gli rispose "e tutti noi siamo nobili". Gli ribatterono stupiti: "Come può essere? E' un aristocratico e sa tutte queste cose?".

 

 

Note:
12. Il riferimento è la comunità quali quella di Vyg (vedi Crummey) e al monastero di Solovetsk sul mar Bianco, teatro di una grande ribellione nel XVII secolo... (N.d.T.)
13. Qui si riferisce allo slavofilo Aleksei Khomiakov, con il quale successivamente Haxthausen intrattenne una corrispondenza per molti anni. (N.d.T.)
14. Non posso fare a meno di menzionare qui una conversazione che un mio amico cattolico ebbe con un Vecchio Credente. Il mio amico gli chiese se sapeva che anticamente tutti i cristiani, compresi i progenitori dei Vecchi Credenti, riconoscevano il papa a Roma quale capo della cristianità. Rispose che lo aveva sentito. Ma, continuò, aveva sentito anche che c'era stato una volta un papa di nome Formoso che aveva introdotto la pratica di fare il segno della croce con le prime tre dita. Tutti gli ortodossi si erano allontanati da lui, lo avevano dichiarato eretico e si erano rifiutati di ricordare la sua autorità di capo di tutta la cristianità. Dopo la sua morte il corpo di Formoso venne esumato e le sue dita tagliate. Che strana leggenda! Come si diffondono e durano in modo strano le tradizioni! Anche Baronio dice che nel nono secolo il papa Stefano VI fece disseppellire e decapitare il suo predecessore, il papa Formoso. Baronio non menziona il fatto che le sue dita vennero tagliate, ma non è certo impossibile! (N.d.A.)

 

 

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