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August von
Haxthausen, I settari e I Mennoniti (1)
August
von Haxthausen, fervente cattolico, nacque in Westfalia nel 1792 e studiò
giurisprudenza, interessandosi contemporaneamente di poesia antica tedesca
e di folclore. Fu chiamato dal principe ereditario di Prussia a Berlino
per svolgere una lunga indagine sulle condizioni economiche e sociali
del mondo rurale prussiano. Le sue idee favorevoli alla salvaguardia
delle strutture comunitarie tradizionali del mondo rurale incontrarono
l'opposizione degli ambienti amministrativi, nazionalisti e liberali
che lo costrinsero a lasciare l'incarico. Su invito e con il finanziamento
dello zar, nel 1843-1844 percorse la Russia per svolgervi uno studio
analogo, che pubblicò una volta tornato in patria. Cercò
in tutti i modi di influenzare a favore delle strutture comunitarie
la politica agraria zarista, propugnando l'emancipazione dei servi e
la distribuzione di un'adeguata quantità di terra alle comunità
contadine. Inoltre, tra il 1845 e il 1850 si operò per l'unità
delle chiese e per la conclusione del concordato tra santa Sede e Russia.
Morì nel 1866.
I settari
[...]
Le sette russe costituiscono nell'insieme un campo di ricerca molto
difficile.
Tanto dagli ecclesiastici della chiesa ufficiale, che dai funzionari
governativi ci si può informare poco o nulla. In parte essi non
vogliono trattare l'argomento e in parte non sanno effettivamente niente
delle istituzioni delle sette, in quanto i loro seguaci fanno di tutto
per tenere i loro affari interni più segreti possibile.
Considerando che non si possono mai realmente conoscere ed apprezzare
i caratteri nazionali e le istituzioni politiche di un paese senza esaminare
anche la sua vita religiosa, ho cercato durante tutto il viaggio di
raccogliere appunti su questo tema.
[...] La storia interna della chiesa russa è tuttora oscura,
perciò io non posso dimostrare effettivamente che durante il
Medio Evo le idee gnostiche siano state accettate anche in Russia (2).
Posso solo indicare che inconfondibili tracce di concezioni gnostiche
sono tuttora presenti in qualche setta russa. Non mi azzardo a definire
se sia valida l'ipotesi che queste siano state acquisite direttamente
dall'Est durante il Medio Evo oppure siano state introdotte dall'Ovest
dopo il settimo secolo, il che comunque è improbabile.
Diversi dai popoli contemplativi dell'Oriente, i russi non sono inclini
ai problemi e alle speculazioni filosofiche. Con l'eccezione dei Dukhobortsy
(guerrieri dello spirito) non ci si aspetterebbe di trovare un catechismo
completo tra le sette russe; di solito i loro insegnamenti sono centrati
su poche idee sconnesse, per questo producono una specie di follia e
conducono al più terribile fanatismo.
La
più estrema di queste sette è quella dei Morelshchiki,
che sacrificano le loro vite o si immolano parzialmente (3).
Gli insegnamenti dei fondatori sono completamente sconosciuti. Quasi
annualmente in ogni regione dell'impero appare qualche barlume di questa
orribile evidenza per testimoniare la loro presenza, specialmente nel
Nord, in Siberia, nella provincia di Saratov, ecc.; con cerimonie speciali
viene scavata una grande fossa e circondata con paglia, legna e altro
materiale combustibile; una piccola comunità di questi fanatici,
una ventina, trenta, cinquanta, fino a cento individui si riuniscono
al centro della fossa, danno fuoco alla pira intonando canzoni selvagge
e si cremano con stoica indifferenza. Qualche volta si riuniscono in
una casa circondata da balle di paglia e le danno fuoco. I vicini si
radunano intorno senza disturbarli perché questi sono santi e
stanno "ricevendo il battesimo del fuoco". Le autorità
e la polizia vengono a sapere dell'incidente molto tempo dopo che questo
è avvenuto, quando niente può più essere fatto
(4). Le idee collegate a questo rito sono sconosciute; soltanto la frase
"battesimo del fuoco" si colloca come un simbolo isolato che
ci fa intuire qualche dottrina oscura, occulta e fanatica. Oltre tutto
ci deve essere qualche sorta di credenza religiosa fatta propria anche
da una determinata setta giacché queste auto-immolazioni si sono
verificate in circostanze molto simili quasi ogni anno per oltre un
secolo in luoghi molto distanti l'uno dall'altro!
Gli
Skoptsy (castrati volontari), che infliggono a se stessi gravi
mutilazioni, costituiscono la seconda categoria di fanatici. Non è
del tutto chiaro se questi, come Origene, derivino i loro insegnamenti
da un paio di passaggi biblici, considerato che per loro tanto i vangeli
quanto tutta la bibbia sono delle falsificazioni (5). Essi credono che
il vero vangelo sia nelle loro mani, ma che Pietro III, che è
la loro guida ed una nuova emanazione di Cristo, lo abbia fatto murare
nella cupola di sant'Andrea a Pietroburgo sull'isola di Vasilevskii.
Solitamente queste mutilazioni fanatiche non sembrano essere direttamente
collegate al senso delle loro credenze (è improbabile che possano
esporre in modo organico il loro pensiero, e farne un sistema, giacché
effettivamente non sembra che abbiano altro che idee sconnesse e credenze
nebulose) (6). Essi insegnano che in origine vi era solo il Dio Padre,
uno e indivisibile, questi creò successivamente il mondo e si
manifestò in varie forme: come Figlio nella persona di Cristo
che era solo "Colui che fu consacrato da Dio e pregno della Sua
Grazia". Cristo fu toccato dall'ispirazione divina ma non era egli
stesso Dio. Come Spirito Santo, Dio si manifesta eternamente e quotidianamente
attraverso i Suoi veri Figli, gli Skoptsy. Cristo non è
morto e mai morì, vaga per sempre sulla terra nella forma di
un asessuato che oggi si incarna in Pietro III, che non mori mai come
è documentato dalla storia. Il corpo collocato nella tomba non
è il suo, ma quello di un soldato che gli assomigliava. Circa
in quel periodo egli fuggì a Irkutsk, da allora la redenzione
verrà dall'est. Egli tornerà presto a suonare la grande
campana dell'Uspenskii Sobor (cattedrale dell'Assunzione) al Cremlino
di Mosca in modo che i suoi fedeli discepoli, gli Skoptsy,
la sentiranno in tutti gli angoli del mondo e si riuniranno intorno
a lui. Questo sarà il segnale dell'inizio dell'eterno regno degli
Skoptsy in tutto lo splendore del mondo!
Essi non credono nella resurrezione dei corpi e non considerano la domenica
un giorno di festa. Hanno una specie di comunione mistica per mezzo
di un pezzo di pane che viene calato nella tomba di uno dei loro santi
ed in questo modo consacrato religiosamente. Il primo giorno di Pasqua,
che per loro è l'unico giorno festivo solenne, ognuno ne prende
un piccolo pezzo. Si riuniscono generalmente il sabato sera in cui eseguono
tutti i tipi di cerimonie strane e bizzarre...
I membri di questa setta usano simboli segreti per riconoscersi l'un
l'altro; uno di questi segni consiste nel mettere un fazzoletto rosso
sul ginocchio destro e quindi battere su di esso con la mano destra.
Ovunque tra costoro (gli Skoptsy) si trovano ritratti di Pietro
III. Questi viene sempre dipinto a capo scoperto, con la barba nera
corta e un caffettano blu orlato da cima a fondo con una pelliccia nera;
sul suo ginocchio destro sta un fazzoletto rosso e su questo poggia
la mano destra.
Gli Skoptsy sono una setta molto diffusa. Molti tra i gioiellieri
ed i mercanti d'oro e d'argento di Pietroburgo, Mosca, Riga, Odessa,
ecc., appartengono a questa setta. Essi si danno molto da fare per convertire
altre persone ai loro insegnamenti ed eseguire quindi l'operazione sui
neofiti. Molto spesso cercano i seguaci tra i militari e pagano a questi
ingenti somme, frequentemente varie migliaia di rubli. Chiunque converta
dodici persone ottiene la carica di apostolo, titolo del quale non fui
in grado di accertare il significato. In qualche provincia, ad esempio
quella di Orel, le popolazioni di interi villaggi appartengono a questa
setta. A prima vista non c'è nulla nell'apparenza di questi villaggi
che tradisca l'abnorme condizione degli abitanti. Vi si vedono case
elegantemente ammobiliate, donne, bambini ecc. Effettivamente qui gli
aderenti alla setta si sposano e si sottomettono all'operazione solo
dopo avere avuto un figlio. Comunque, si dice che i padri della maggior
parte dei bambini siano uomini o ragazzi giovani delle vicinanze. Ma
ciò non crea differenze. Gli Skoptsy vivono in armonia
con le mogli e si curano dei bambini come solo un vero padre potrebbe
fare.
Circa due o tremila Skoptsy sono conosciuti ufficialmente e
tenuti sotto sorveglianza dalla polizia; in realtà superano questo
numero forse di dieci volte. Essendo questi molto ricchi, la polizia
riesce di solito a trovare i loro soldi, ma non le singole persone!
Le
dottrine dei Khlysty o Flagellanti, che gli Skoptsy
riconoscono come fratelli e precursori, sembrano connesse a quelle di
questi ultimi (7). Poiché essi vengono considerati piuttosto
innocui e non sono quindi perseguitati, si potrebbe supporre che sia
più facile conoscere di più sui loro principi filosofici
e teologici. Comunque, nessuno ha finora considerato che valesse la
pena di investigare su queste aberrazioni psicologicamente così
singolari dello spirito umano!
Nessuno sa alcunché di specifico sui loro principi e la loro
fede. Si incontrano in stanze dove nessuna immagine è ammessa,
saltano e girano in cerchio, flagellandosi l'un l'altro. Un bacino d'acqua
sta al centro; a determinati intervalli si bagnano la testa o bevono
l'acqua con le mani, fino a che crollano definitivamente esausti. Spesso
qualcuno di questi è assalito da convulsioni quando lo spirito
lo visita, e comincia quindi a profetizzare.
Tra i Khlysty e gli Skoptsy vi sono alcuni individui
che, al fine di mortificare la carne, indossano sempre o vecchie maglie
di ferro direttamente sulla pelle nuda, o camicie fatte col pelo di
cavallo. Ho trovato uno che aveva una piccola croce di metallo sul petto
e una piccola immagine di metallo sulla schiena; il significato di questo
mi è sconosciuto, ma mi fu detto che non era raro trovarlo. Le
due immagini erano appese intorno al collo con una striscia di cuoio
che passava anche sotto le braccia per mezzo di due piccole catene che
erano state fatte passare sotto la pelle.
I
Besslovesniki sono una setta i cui insegnamenti e cerimonie
sono completamente sconosciuti (8). Chiunque aderisca a questa setta
diventa immediatamente muto, e da quel momento in poi non c'è
nessun modo per costringerlo a parlare. Il governo ha tentato invano
di informarsi su di loro. Alcuni funzionari, si spinsero nel loro zelo
fino a sottomettere questi poveracci a molti tipi di torture, ma senza
successo. Al tempo di Caterina II un famoso governatore generale della
Siberia, tale Pestel, li sottomise alle più crudeli torture;
fece loro solleticare la pianta dei piedi e far cadere sul loro corpo
gocce di cera bollente, ma questi non dissero una parola.
Apparentemente legate a queste sette i cui fedeli si sottomettono al
martirio completo o parziale, ve ne sono molte la cui fede è
basata su insegnamenti o concezioni mistiche particolari, come la setta
del Lodato Redentore. Descrivendo il monastero di San Sergio-La Trinità,
abbiamo già menzionato la leggenda dell'immagine del volto di
Cristo. Secondo la leggenda cattolica romana, l'immagine è l'espressione
del volto di Cristo sofferente stampata sul panno di Veronica; secondo
la chiesa orientale, si tratta dell'immagine del Lodato Redentore, mentre
sale in paradiso.
Nella suddetta setta, quest'immagine costituisce il centro del culto;
tutte le altre immagini sono proibite. Gli iniziati si astengono quindi
da ogni altra forma di devozione religiosa. Durante la devozione, questi
dovrebbero concentrare il loro pensiero per arrivare ad essere così
assorbiti nella contemplazione di questa immagine misteriosa, da essere
trasportati in uno stato di profondo rapimento e di celestiale beatitudine.
Questo è tutto quello che sono riuscito a sapere circa questa
setta. Ho sentito nominare molte altre sette di questo tipo, ma non
sono riuscito ad ottenere alcuna informazione sui loro principi (9).
Una
setta curiosa è quella dei Subbotniki o Sabbatariani.
Secondo Karamzin questa setta ebbe origine nel 1470 a Novgorod, quando
un ebreo di Kiev, chiamato Zaccaria, persuase vari preti che solamente
la legge di Mosè era la vera legge divina (10). Da allora in
poi questi principii si sono diffusi considerevolmente nonostante le
varie persecuzioni, compresa quella del 1503, quando il governo mosse
contro di loro mettendoli a ferro e fuoco. Si dice che anche oggi il
loro numero stia aumentando considerevolmente, specialmente in Siberia.
Essi non parlano l'ebraico né lo imparano, ma usano la traduzione
slava del Vecchio testamento. Aspettano l'arrivo di un messia in forma
di uomo e, come i Sadducei, non credono nella resurrezione dalla morte,
praticano molto le arti cabalistiche, e sono perciò considerati
comunemente indovini e stregoni.
Dallo
scisma del XVII secolo, nacque una seconda categoria di sette. Secondo
il giudizio di studiosi quali Griesbach, la traduzione delle sacre scritture
in slavo antico, operata dai santi Cirillo e Metodio, è eccellente.
La traduzione ed i libri liturgici della chiesa orientale, furono introdotti
in Russia con il cristianesimo. A quella epoca, la cultura e l'istruzione
cominciarono a fiorire nei monasteri. Fino al tredicesimo secolo i manoscritti
teologici e liturgici lo testimoniano: sono belli e scritti nel modo
più accurato. Durante il dominio mongolo, comunque, il sapere
e la cultura rovinarono. Poiché gli ecclesiastici ed i frati
non riuscivano più a capire il linguaggio della chiesa, comparvero
molti errori nei manoscritti liturgici. In quasi tutti i piccoli principati
nacquero pratiche individuali, cerimonie ed usanze religiose specifiche.
I libri sacri contenevano interpretazioni che sono chiaramente assurde
o, quanto meno, inattendibili.
Quando il Granducato di Mosca ristabilì l'unità della
Russia e particolarmente quando, con la creazione del patriarcato, le
questioni ecclesiastiche furono affrontate con maggior vigore, questi
errori ed abusi divennero più evidenti. Incoraggiati dagli zar,
i patriarchi si impegnarono a fondo per cancellare gli errori dai libri
liturgici e restaurare i testi originali. I patriarchi e le loro scuole,
comunque, non erano del tutto sicuri ed infallibili. Anche Filarete
il Romano omise per ignoranza di correggere diversi errori, e in un
certo grado accettò come autentici passaggi che erano stati chiaramente
falsificati. L'erudito patriarca Nikon fu il primo a procedere metodicamente.
Egli si recò dai monaci eruditi al monte Athos per consultare
i manoscritti più antichi. Dopo lunghi studi preliminari pubblicò
finalmente una ricostruzione del testo originale e corresse i libri
liturgici. Nel 1659 ordinò l'introduzione dei testi corretti
e dichiarò non validi quelli precedentemente usati (11).
Ma Nikon incontrò presto una forte opposizione. Invece di comprendere
che Nikon aveva ripristinato solo i più antichi e più
autentici testi liturgici, comuni a tutta la chiesa orientale, molti
preti e una moltitudine di loro seguaci lo accusarono di voler introdurre
innovazioni, di tendere verso i polacchi, verso il cattolicesimo romano,
ecc. Altri osservavano che anche Martin Lutero affermava di voler ristabilire
il cristianesimo originale, invece sconvolse tutto, abolendo la messa,
cinque sacramenti e molte altre cose. Poiché la chiesa orientale
non riconosce alcun capo supremo indipendente, che potesse risolvere
controversie con incontestabile autorità, divenne presto impossibile
trovare un accordo e la rottura si approfondì ulteriormente.
Nessuna alterazione, anche se piccola, nelle cerimonie minori, può
essere giustificata agli occhi delle masse. Ciò che è
costitutivo nella chiesa orientale è la tradizione. Tutto, compresi
i più piccoli ornamenti nell'architettura della chiesa, è
stato realizzato dai predecessori e nessun vivente ha il diritto di
cambiare o abolire alcunché; è piuttosto suo dovere tramandare
le tradizioni alle generazioni future. Nella chiesa orientale la gerarchia
non è nient'altro che l'incaricata del culto, non la reggente
responsabile e nemmeno l'interprete del dogma e del rituale.
Nikon aveva completamente ragione. Gli altri patriarchi orientali approvarono
le sue misure. Eppure le sue riforme non sarebbero state accettate dalle
masse se non fossero state sostenute dall'autorità secolare che
nutriva più interesse politico nell'assoluta uniformità
del rito che il patriarcato stesso. In questo caso appare evidente la
mancanza di radici popolari e la debolezza della posizione del patriarcato.
E' sufficiente questa circostanza a spiegare la facilità con
cui più tardi Pietro I abolì il patriarcato e concentrò
completamente l'unità della chiesa e dello stato nella sua persona.
Comunque, anche prima che si arrivasse a questo punto, in Russia l'autorità
secolare aveva sempre governato la chiesa nelle sue forme esteriori.
Solo dopo Pietro I, lo scisma che era cominciato con Nikon assunse caratteri
definitivi. Non si trattò più di una semplice rottura
ecclesiastica, ma di uno scisma politico.
Ho avuto una lunga conversazione con un Raskolnik piuttosto
colto, che aveva una mente eccezionalmente penetrante. Mi dimostrò
grande fiducia perché un amico tedesco al quale era molto legato
mi presentò a lui e fece da interprete. Fece questa osservazione
piuttosto curiosa: "Non fu Nikon che ci allontanò definitivamente
dagli altri fratelli russi, ma Pietro I, col suo movimento di occidentalizzazione,
del quale l'ordine di tagliarci le barbe era solo un'espressione esteriore."
Note:
1. August
von Haxthausen, I settari e I Mennoniti, in August
von Haxthausen, Viaggio nell'interno della Russia 1843-1844,
Jaca Book, Milano, 1977, pp. 183-235, I edizione 1847. Le note dell'autore
- N.d.A. - sono state tutte mantenute, mentre di quelle del
traduttore - N.d.T. - sono state scelte le più utili
alla comprensione del testo.
2. Le influenze gnostiche nella Russia medioevale non provenivano dall'Europa
occidentale ma dalla Dalmazia, soprattutto durante il XIV secolo...
(N.d.T.)
3. I Morelshchiki o Auto-Immolatori erano quei Vecchi Credenti della
Russia nord-occidentale che, alla fine del XVII secolo e all'inizio
del XVIII resistettero alla repressione ufficiale con immolazioni di
massa nelle loro chiese di legno. (N.d.T.)
4. I primi viaggiatori quali Pallas, Gmelin, Georgi, Lupokhin e altri,
fanno tutti menzione di questo fatto. Mi fu detto che molti anni fa
nella proprietà di un certo signor Gurev che si trovava sulla
riva sinistra del Volga una comunità di questo fedeli decise
di sacrificarsi uccidendosi l'un l'altro. Dopo alcuni preparativi misero
in pratica la loro orribile decisione; trentasei membri della comunità
erano già stati uccisi quando una giovane donna , presa dal desiderio
di restare viva, fuggì in un villaggio vicino. Arrivando sul
luogo del massacro si trovarono due assassini ancora vivi e quarantasette
morti. Gli assassini catturati vennero frustati, ma ad ogni colpo dicevano
di essere felici di avere raggiunto il martirio. (N.d.A.)
5. Lo Skoptsky o movimento dei Castrati fu fondato nel decennio
1760-70 da Andrei Ivanov, un vecchio flagellante, e diffuso da Kondratii
Selivanov, che a sua volta era appoggiato dal principe D.A. Golitsyn
alla corte di Pietroburgo sotto Alessandro I. In genere i loro riti
erano simili a quelli dei Flagellanti... (N.d.T.)
6. Histoire des sectes religieuses, di M. Gregoire, Paris 1814,
voI. 2, p. 306: "Le célèbre chirurgien Desfault
assurait que dans quelques cantons de la ci-devant Champagne, des femmes
pratiquaient sur des enfants une semicastration par des motifs superstitieux.
Il n'est idée si folle qu'elle ne trouve accès dans quelques
têtes!". Anche in Russia in generale l'operazione è
fatta da vecchie donne. (N.d.A.)
7. I Khlysty o Flagellanti, una setta della fine del XVII secolo
con leggendari legami con gruppi medioevali, erano organizzati principalmente
da Ivan Suslov... (N.d.T.)
8. I Besslovesniki o Silenziosi erano gli ultimi resti degli
ascetici del XIV secolo, gli Anziani dell'Oltre Volga... (N.d.T.)
9. Un arcivescovo di Rostov di nome Dimitri scrisse un libro sulle sette
russe all'inizio del XVIII secolo ...Si dice che abbia trattato circa
duecento differenti sette, la maggior parte delle quali è però
estinta. Dopo quel periodo si sono formate nuove sette. (N.d.A.)
10. I Subbotniki o Sabbatariani sono stati identificati con
i cosiddetti Giudaizzatori della Novgorod del XV secolo. Ebbero un periodo
di particolare sviluppo sotto Alessandro I, ma, come dimostrato dal
professor A.I. Klibanov, esistono tuttora... (N.d.T.)
11. Dopo che la liturgia fu stampata venne proibito di usarne una copia
scritta a mano. Fino a quel giorno i Vecchi Credenti avevano soltanto
copie manoscritte e condannavano tutti i testi stampati. I loro libri
liturgici vengono continuamente trascritti nei conventi. (N.d.A.)
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