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ICONE > August von Haxthausen, La religione in Russia

 

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Si possono distinguere tre periodi rispetto al modo in cui è stata diretta la chiesa russa: inizialmente essa aveva un capo straniero, il patriarca di Costantinopoli, che nominava il metropolita di Kiev e, più tardi, quello di Mosca. Nel secondo periodo, che ha inizio nel 1589, la chiesa veniva retta da un patriarca che, benché nominato dallo zar, era autonomo sotto ogni altro aspetto. Infine, nel terzo periodo, la direzione della chiesa fu sostanzialmente affidata allo zar.
Nondimeno sarebbe scorretto considerare l'imperatore come capo della chiesa russa nello stesso senso in cui il papa è giustamente chiamato capo supremo della chiesa cattolica romana: l'imperatore, infatti, adempie le funzioni amministrative ed organizzative del governo della chiesa in misura ancora maggiore che non il papa, e distribuisce arbitrariamente tutte le nomine alle cariche ecclesiastiche; tuttavia, per il fatto stesso di permettere al sinodo ed ai vescovi di suggerire il nome dei candidati, egli accetta già, di fatto, una restrizione del suo potere. L'imperatore può trasferire e destituire membri del clero ogni volta che la situazione lo richieda, ma egli non s'è mai arrogato il diritto di decidere su questioni teologiche o dottrinali.
Immaginiamoci che si diffonda in Russia una nuova eresia e che si renda necessario arrivare a una decisione in proposito; non verrebbe in mente a nessuno, e meno che mai all'imperatore, che una presa di posizione in materia possa essere assunta dal sovrano: questa responsabilità ricadrebbe esclusivamente sul sinodo. Se la soluzione apparisse ardua ci si potrebbe consultare con gli altri quattro patriarchi orientali e, alla fine, convocare un concilio. Solo dopo che il verdetto ecclesiastico è stato pronunciato spetta all'imperatore decretarne l'esecuzione. Inoltre, nei documenti ufficiali, l'imperatore non designa mai se stesso come capo della chiesa ma, piuttosto, come suo protettore.
Tutto l'impero è diviso in 52 eparchie, nelle quali si trovano 34.899 tra cattedrali e chiese parrocchiali e 9.654 cappelle e luoghi di culto. Tutte queste chiese sono servite da 36.701 preti, 15.682 diaconi e 64.863 sacrestani. Inoltre:
1) Sotto l'amministrazione dell'ufficio sinodale di Mosca si trovano 78 cattedrali e chiese e 7 cappelle con 7 preti, 6 diaconi e 78 sacrestani;
2) La corte imperiale ha a disposizione: 20 cattedrali e chiese con 25 preti, 22 diaconi e 40 sacrestani;
3) La guardia e il corpo dei granatieri hanno: 44 cattedrali e chiese con 45 preti, 5 diaconi e 12 sacrestani;
4) L'esercito e la marina hanno: 236 cattedrali e chiese con 362 preti 19 diaconi e 60 sacrestani.
In totale sono: 35.277 cattedrali e chiese; 9.661 cappelle, servite da 37.140 preti, 15.734 diaconi e 65.053 sacrestani.
Nel 1839 c'erano solo 33.271 cattedrali e chiese e 9.429 cappelle, con 35.617 preti, 15.770 diaconi e 63.108 sacrestani.
Il clero nero, o monastico, possiede 462 monasteri di religiosi e 118 di religiose, nei quali vivono 5.148 monaci e 3.960 novizi; 2.250 monache e 5.169 novizie.
Il clero secolare comprende in totale 117.927 individui, il clero monastico ne comprende in tutto 16.527. [Il clero conta quindi, complessivamente] 134.454 membri.
Nel 1842 c'erano 113 monasteri di religiose e 439 di religiosi. Un certo numero di questi ultimi ricevevano aiuti dallo stato distribuiti secondo categorie: 28 di prima classe, 57 di seconda e 106 di terza classe. I rimanenti non venivano aiutati né presi in considerazione dallo stato. Dei conventi di monache il governo ne riconosceva 86, mentre 27 non venivano riconosciuti. 34 monasteri gestivano ospedali nei quali erano stati curati 241 pazienti a spese della congregazione, e così 22 ospizi per poveri che accoglievano 260 tra bisognosi e vecchi.
La maggioranza dei monasteri è situata nel territorio di quelle che erano le terre demaniali della Grande Russia: nelle vicinanze di Mosca e nelle province di Mosca, Novgorod, Jaroslavl, Tver, Chernigov, Kostroma, Tambov, Orel e, da ultimo, Kiev. In queste 13 eparchie, che rappresentano un quarto delle eparchie che costituiscono l'impero, si trovano 198 monasteri per 2.199 monaci e 2.062 novizi, e 60 conventi per 1.255 monache e 3.207 novizie, in tutto 9.257 membri, cioè più della metà del numero complessivo dei membri del clero monastico. Ci sono pochi conventi nel sud della Russia e tra i cosacchi, in particolar modo tra i cosacchi del Don, sia per il loro temperamento bellicoso, sia perché sono, per la maggior parte, Vecchi Credenti.
In passato alcuni monasteri erano incredibilmente ricchi. Il patriarca soprintendeva all'amministrazione delle loro proprietà. Dopo l'abolizione del patriarcato, Pietro I affiancò al senato un ministero economico per l'amministrazione dei patrimoni ecclesiastici. I monasteri ricevettero allora solo quello di cui avevano bisogno; il sinodo s'assunse l'incarico dell'amministrazione, ma Caterina II confiscò la maggior parte delle ricchezze ecclesiastiche, incamerandole nel tesoro nazionale.
Parte dei monasteri di monaci, che sono suddivisi in tre categorie, gode di aiuti governativi, ma solo una piccola parte di quelli di monache riceve assistenza. La maggior parte di essi sopravvive solo grazie alle elemosine ed alle vendite di oggetti artigianali, prodotti dalle stesse monache.
Recentemente monasteri e chiese hanno ricominciato a ricevere un gran numero di lasciti; nel solo 1840 questi lasciti ammontarono, per la provincia di Mosca, a circa 100.000 rubli d'argento. Donazioni di proprietà, però, possono essere accettati solo col permesso del governo.
Come il resto d'Europa, la Russia deve moltissimo ai suoi monasteri, che hanno suscitato e propagato la cultura nazionale.
Per la caratteristica dei monasteri di essere luoghi di pellegrinaggio, sorsero nelle loro vicinanze i mercati. Questi rappresentavano punti di attrazione non solo per gli agricoltori ma anche per i lavoratori urbani, ed è per questo motivo che si trovano inurbamenti commerciali (sloboda) vicino a quasi tutti i chiostri. Caterina II conferì il rango di città a 200 di queste comunità...
Un tempo non esistevano scuole pubbliche in Russia, ma durante il regno dell'attuale sovrano è stato fatto molto per istituirne, soprattutto nei villaggi situati su terre di proprietà imperiale... Le scuole che si trovano su tenute private sono, invece, eccezioni, poiché i proprietari sono contrari ad esse per principio. Tuttavia c'è qualche feudatario, come il sig. Karnovich nella provincia di Jaroslavl, che ha svolto un duro lavoro e s'è personalmente sacrificato per aprire scuole elementari nelle sue tenute, e vi è riuscito con grande successo.
Precedentemente solo i religiosi gestivano scuole per fornire quella pur scarsa istruzione necessaria al clero. Con l'attuale imperatore son stati dedicati molti sforzi ad incrementare il numero delle scuole tenute da religiosi e per elevarne il livello culturale. Generalmente, a questo scopo son servite come modello le vecchie scuole e i ginnasi dei gesuiti. E' probabile che questi istituti siano dapprima sorti a Kiev e che poi siano stati introdotti anche nella Grande Russia.
I dati ufficiali riguardo gli istituti accademici gestiti dal clero per l'anno 1846 sono riportati, in compendio, nella tabella.


Tabella
Istituti accademici russi gestiti dal clero, 1846
Distretto di Pietroburgo
Distretto di Kiev
Distretto di Mosca
Distretto di Kazan'
Totale
n. di accademie
1
1
1
1
4
n. degli studenti delle accademie
120
114
118
62
414
n. dei seminari
10
14
9
14
47
n. degli studenti in seminario
2.943
4.715
5.462
4.279
17.399
n. delle scuole di distretto
43
52
40
43
178
n. degli studenti alle scuole di distretto
4.294
7.394
7.606
5.958
25.242
n. delle scuole parrocchiali
44
60
40
46
190
n. degli studenti alle scuole parrocchiali
3.400
6.384
3.866
3.930
17.580



Osserviamo che, per la sovrintendenza di questi istituti, la Russia è divisa in quattro distretti: il distretto di Pietroburgo a nord, il distretto di Mosca che comprende la Russia centrale, il distretto di Kiev a sud-ovest e il distretto di Kazan ad est.
Complessivamente ci sono 419 scuole ecclesiastiche con 60.635 studenti. La corona assume su di sé la spesa per l'educazione di tutti i 414 studenti delle accademie, di 7.374 studenti di seminario, di 7.595 studenti delle scuole di distretto e di 3.187 studenti delle scuole parrocchiali. Perciò 18.543 studenti vengono aiutati da sussidi della corona, e 42.092 studiano a proprie spese.

 

 

 

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