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| ICONE > Aldo C. Marturano, Il passaggio dal paganesimo al cristianesimo in terra russa (1)
La
Chiesa cominciò il lavoro di catechizzazione del popolo slavo
dai tre centri cittadini (gorod) di Kiev, Novgorod
la Grande e Polozk. Finché
non giunse il tempo di Jaroslav il Saggio (fine dellXI secolo),
lo sforzo materiale delle gerarchie ecclesiastiche doveva essere abbastanza
limitato se il principe, allo scopo di rafforzare la propria posizione
in tutte le terre russe e conoscendo bene il ruolo ideologico del cristianesimo
avendolo visto al lavoro in Svezia, decise di costruire
a Kiev la più grande chiesa in mattoni mai vista in Europa, dopo
Santa Sofia a Costantinopoli. Infatti, al seguito degli architetti giunsero prelati, monaci e preti e, non lontano da Kiev ma sempre compreso nel territorio della città, fu concesso al metropolita (greco, naturalmente) di avere una sede degna dove formare le nuove gerarchie russe nellarea che diventò il famoso monastero delle Grotte (Pecherskaja Lavra). A questo punto le processioni e le celebrazioni cristiane, tanto decantate dai mercanti di san Vladimiro quando le avevano contemplate a Costantinopoli, cominciarono alla grande nelle tre maggiori città russe. Nella Cronaca dei tempi passati (2) si legge: «Anno 6495 [987 d.C.] dopodiché [i mercanti mandati da Vladimiro] giunsero a Costantinopoli e comparvero davanti allImperatore. LImperatore chiese loro: Perché siete venuti? Raccontarono tutto e lImperatore avendo ascoltato lo scopo della visita se ne rallegrò e lo stesso giorno fece loro tutti gli onori possibili. Il giorno seguente poi mandò a dire al Patriarca quanto segue: Sono giunti i Russi a fare esperienza della Vera Fede nostra. Perciò preparati con tutto il clero. Indossate tutti i paramenti sacri affinché quelli conoscano la gloria di Dio Nostro. Udito ciò il Patriarca chiamò a sé tutto il clero e diede gli ordini necessari affinché si addobbasse la Chiesa e si celebrasse una solenne funzione festiva con incenso cori e canti. Poi andarono tutti insieme nella Chiesa e fece accomodare i Russi nei posti migliori. [ I mercanti tornati a Kiev riferirono a Vladimiro che] siamo stati dai Greci e questi ci hanno condotto nel luogo dove venerano il loro dio e non sapevamo se ci trovavamo in cielo o in terra. Di certo sulla Terra non esiste uno spettacolo simile di tale bellezza che non siamo capaci neanche di raccontartelo».
Note: 2. Cronaca dei tempi passati, redazione di D.S. Lichacëv, 1969, traduzione di A.C. Marturano.
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