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ICONE > Aldo C. Marturano, Il passaggio dal paganesimo al cristianesimo in terra russa (1)


Il saggio inviatoci da Marturano, di cui abbiamo già pubblicato un testo sulla Chiesa a Novgorod nel Medioevo, affronta i metodi, talvolta singolari, di far accettare nel mondo slavo il Credo cristiano. Proprio perché affronta un argomento delicato, perciò poco sviluppato, sono state inserite, col permesso dell’autore, alcune note esplicative e qualche piccola variante rispetto all’originale pubblicato in libro, al fine di rendere il testo autonomo e quindi meglio comprensibile.

 

La Chiesa cominciò il lavoro di catechizzazione del popolo slavo dai tre centri “cittadini” (gorod) di Kiev, Novgorod la Grande e Polozk.
In primo luogo, s’individuarono i sacrari pagani più importanti, per quanto fu possibile, nei dintorni di quei gorod (quelli trovati a Kiev erano già stati sostituiti da chiese o semplicemente distrutti) e al loro posto si eressero le chiese, utilizzando le stesse querce che costituivano i sacri boschi intorno ai sacrari.
Come fare, però, a continuare l’opera evangelica senza aver uomini culturalmente preparati e in numero sufficiente? Fu questo, agli inizi, il problema più grosso. In alcuni periodi della Chiesa russa dei primi anni si ovviò con preti e monaci venuti dalla Grecia e, soprattutto, dalla Bulgaria, ma, in seguito, si procedette a un faticoso tirocinio del personale locale, sfruttando moltissimo il diaconato.

Finché non giunse il tempo di Jaroslav il Saggio (fine dell’XI secolo), lo sforzo materiale delle gerarchie ecclesiastiche doveva essere abbastanza limitato se il principe, allo scopo di rafforzare la propria posizione in tutte le terre russe e conoscendo bene il ruolo ideologico del cristianesimo avendolo visto “al lavoro” in Svezia, decise di costruire a Kiev la più grande chiesa in mattoni mai vista in Europa, dopo Santa Sofia a Costantinopoli.
La nuova chiesa e la ripianificazione della città alta di Kiev superò in magnificenza tutto quanto san Vladimiro aveva fatto fino ad allora – la chiesa detta della Decima e il castello (terem) – che passò così in secondo piano. Infatti, Jaroslav non si limitò soltanto a costruire una chiesa, ma dette tutto l’aiuto possibile affinché il centro religioso di Kiev diventasse il più importante delle terre russe e avesse maggiori mezzi per penetrare adeguatamente nel territorio. Per Santa Sofia a Kiev, fece arrivare degli architetti bizantini e, subito dopo, fece costruire delle cattedrali, altrettanto sfarzose, di mattoni anche a Novgorod e a Polozk. La Chiesa russa aveva ora i suoi teatri dove rappresentare lo spettacolo divino e da cui far partire i suoi predicatori per i più reconditi punti abitati.

Infatti, al seguito degli architetti giunsero prelati, monaci e preti e, non lontano da Kiev ma sempre compreso nel territorio della città, fu concesso al metropolita (greco, naturalmente) di avere una sede degna dove formare le nuove gerarchie russe nell’area che diventò il famoso monastero delle Grotte (Pecherskaja Lavra). A questo punto le processioni e le celebrazioni cristiane, tanto decantate dai mercanti di san Vladimiro quando le avevano contemplate a Costantinopoli, cominciarono alla grande nelle tre maggiori città russe.

Nella Cronaca dei tempi passati (2) si legge:

«Anno 6495 [987 d.C.] dopodiché [i mercanti mandati da Vladimiro] giunsero a Costantinopoli e comparvero davanti all’Imperatore. L’Imperatore chiese loro: Perché siete venuti? Raccontarono tutto e l’Imperatore avendo ascoltato lo scopo della visita se ne rallegrò e lo stesso giorno fece loro tutti gli onori possibili. Il giorno seguente poi mandò a dire al Patriarca quanto segue: Sono giunti i Russi a fare esperienza della Vera Fede nostra. Perciò preparati con tutto il clero. Indossate tutti i paramenti sacri affinché quelli conoscano la gloria di Dio Nostro. Udito ciò il Patriarca chiamò a sé tutto il clero e diede gli ordini necessari affinché si addobbasse la Chiesa e si celebrasse una solenne funzione festiva con incenso cori e canti. Poi andarono tutti insieme nella Chiesa e fece accomodare i Russi nei posti migliori. [… I mercanti tornati a Kiev riferirono a Vladimiro che] siamo stati dai Greci e questi ci hanno condotto nel luogo dove venerano il loro dio e non sapevamo se ci trovavamo in cielo o in terra. Di certo sulla Terra non esiste uno spettacolo simile di tale bellezza che non siamo capaci neanche di raccontartelo».


 

Note:
1. Adattamento del capitolo La Chiesa entra nel mir, tratto dal libro di Aldo C. Marturano, Vita di smierd, cibo e magia nel Medioevo russo (in collaborazione con William Lamberti e con la MGU-Università di Mosca), 2006.

2. Cronaca dei tempi passati, redazione di D.S. Lichacëv, 1969, traduzione di A.C. Marturano.

 

 

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