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| ICONE > Aldo C. Marturano, Medioevo russo. Il ruolo dell'Arcivescovo nelle vicende politiche di Novgorod
Di chi la colpa? Logicamente di Monsignore che non lavorava abbastanza . Sappiamo che Jaroslav, il padre di Alessandro Nevskij, mentre era namestnik, scortasse il vescovo novgorodese fra i Careli per battezzarli perché a Novgorod era diventato ormai un neo dover aver a che fare con questi finni pagani e le Cronache riportano che ne furono battezzati tantissimi (!) in quellanno perché costretti con le armi! Ricordiamo che, successivamente, gli stessi Careli passarono al Cristianesimo latino degli Svedesi, sempre sotto la minaccia di altre armi! Sebbene con la fondazione di monasteri e cenobi nei posti più sperduti si tentasse di cambiare la situazione anche nel Grande Nord, la resistenza alla religione cristiana fu ancora per anni unaccusa frequente presso i tribunali ecclesiastici di Novgorod fino al XV sec. contro coloro che pregavano sotto i covoni o presso i boschetti sacri o presso le acque sacre Dunque il vescovo di Novgorod aveva un bel gran da fare per rafforzare il proprio ruolo cristiano. Al principio questo prelato era stato nominato direttamente dal Metropolita di Kiev e di solito era un greco di nascita che aveva ricevuto il suo abito dal Patriarca di Costantinopoli. Oltre alle difficoltà delle comunicazioni e della lentezza dei trasferimenti, quando doveva essere sostituito un monsignore defunto, man mano che la diocesi del nord diventò sempre più importante politicamente ed economicamente, la presenza di uno straniero sulla cattedra di Santa Sofia cominciò a dar fastidio e a non essere più opportuna. Nella Vece si cominciò a dire che, come tutti pretendevano di scegliere il namestnik, lo stesso doveva accadere col loro Monsignore. Nel 1156 perciò viene scelto il monaco russo Arcadio e mandato dal Metropolita di Kiev affinché gli imponga le mani e lo insedi a Novgorod. Ciò avviene e sinaugura così la tradizione di lasciare che il Vescovo novgorodese prima sia scelto direttamente dal popolo e, addirittura, lo stesso Arcadio designerà già il suo successore davanti alla Vece! Proprio in quegli anni a Kiev si stava concludendo una sorda lotta contro i Metropoliti non russi e i prelati alti del clero imposti da Costantinopoli e già era stato tentato con varie alternanze limposizione dellautorità del sinodo dei vescovi e degli arcivescovi della Rus di Kiev nelleleggersi un capo russo per la Chiesa. Leggiamo nelle Cronache Suzdalesi che a Vladimir il principe Rjurikide Andrea Bogoljubskij aveva addirittura tentato di farsi nominare un Metropolita soltanto per la sua regione di Vladimir e Suzdal, saltando lautorità del Arcivescovo eparca di Rostov Comunque tutto era finito nel nulla poiché Costantinopoli era riuscita ad imporre il costume tradizionale e il Metropolita continuò a provenire direttamente dalla Grecia, sebbene in subordine allapprovazione del Gran Principe di Kiev, mentre i vescovi e gli arcivescovi nella maggioranza dei casi furono russi, salvo lapprovazione del principe Rjurikide locale! Sulla base di questo nuovo assetto anche per la Vece di Novgorod, quale organo supremo di potere della città, venne ribadita lesigenza e il diritto di continuare ad agire come si era agito nel 1156. Notiamo di sfuggita che da un certo tempo (il XII sec.) in poi il Vescovo di Novgorod diventa Arcivescovo sebbene la data della nuova nomina non sia esattamente nota. A parte ciò lesigenza di avere un prelato novgorodese fissò persino unulteriore evoluzione nella cerimonia e nel metodo di scelta del vladyka, come si chiamava Monsignore in russo. Nelle prime elezioni si erano seguite le tradizioni costantinopolitane e cioè: Dopo la morte del vladyka, si riunivano a Santa Sofia il namestnik, i superiori dei diversi monasteri, gli uomini di Santa Sofia ossia i bojari che facevano capo alla Chiesa per vari motivi, i prelati bianchi (i preti, cioè). Questi sceglievano tre candidati monaci (di solito un igumeno o un priore di convento) e li sottoponevano al Metropolita che aveva la facoltà di sceglierne uno che poi veniva acclamato e benedetto. Ora la procedura fu cambiata. Su proposta del clero locale venivano presentati alla Vece tre candidati e se a maggioranza uno di essi andava bene, questo veniva eletto, altrimenti, se non cera accordo palese, si estraeva a sorte (ossia ci si affidava al giudizio di Dio, come si credeva a quei tempi) uno dei tre nomi. Rileggiamo nelle Cronache come Martirio di Russa fu eletto nel nuovo modo. Defunse Gabriele, arcivescovo di Novgorod. I novgorodesi col principe Jaroslav, con gli igumeni, con i notabili e con i preti si misero a discutere su chi avrebbe dovuto occupare il posto del defunto. Alcuni volevano metterci Metrofane, altri Martirio e altri ancora un greco. Cominciarono i disaccordi. Per chiudere le discussioni si posero sulla cattedra vescovile tre nomi e si fece venire dalla Vece riunita un cieco che tirasse fuori dai tre nomi quello che doveva esser scelto. Si estrasse il nome di Martirio. Subito si inviò un messo a Russa per comunicare la notizia e per invitarlo a venire in città a sedere sul trono di Santa Sofia. Al Metropolita si mandò a dire che Martirio era il pastore giusto e lalto prelato con grande onore lo mandò a chiamare per imporgli le mani. Martirio con i migliori notabili della città si recò dunque a Kiev, accolto con gran gentilezza (con amore, dicono le Cronache) dal principe Svjatoslav e dal Metropolita che lo consacrò. A parte il fatto notevole che il terzo non eletto quella volta è un greco e, secondo il professor Janin, è proprio quellEliseo Grecin di cui è stata trovato lopificio negli scavi archeologici, diventò una cosa scontata che poi i novgorodesi avessero il diritto di approvare non solo la scelta, ma anche di disapprovare il comportamento del loro arcivescovo, quando questo oltrepassava certi limiti! Come difatti accadde nel 1228 allArcivescovo Arsenio il quale fu cacciato via dalla Vece, dalla sua cattedra e dalla città, perché si disse che con le sue pratiche diaboliche (in altre parole, per la sua impotenza di fronte alle forze della natura) avesse impedito che il tempo cambiasse e smettesse di piovere e avesse di conseguenza provocato linondazione della città dal Volhov, il fiume di Novgorod, in piena! Nel 1264 i Paleologhi riprendono Costantinopoli, ma sono davanti ad un Impero in pieno sfacelo e pensano che laiuto dal Papa di Roma possa essere indispensabile per ripristinarlo nellantica potenza e splendore. Il Papa ha una sola condizione da porre: Che lImperatore riconosca la sua autorità come Primo Patriarca della Chiesa Universale invece del Patriarca di Costantinopoli! Cominciano così delle trattative per cercare il modo migliore che non umili troppo sia la figura del Patriarca Costantinopolitano sia quella dellImperatore in tutta la faccenda di avvicinamento delle due Chiese, latina e ortodossa. E siccome la Metropolia russa era in pratica tutta lortodossia orientale, fu commesso un errore perché in queste trattative invece di dare un peso maggiore al Metropolita russo, questo fu tenuto assolutamente in disparte. Non andremo oltre a dire quel che avvenne poi di questa unione delle due Chiese poiché finì in un grande insuccesso e provocò, anzi!, il crescere dellodio fra russi ortodossi da una parte e latini di qualsiasi etnìa dallaltra.
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