Icone

Storia

Arte e architettura

Letteratura e critica

Pubblicazioni

ICONE > Aldo C. Marturano, Medioevo russo. Il ruolo dell'Arcivescovo nelle vicende politiche di Novgorod


pagina precedente
Da questa situazione discese il maggior rigore di tutti i Metropoliti russi non tanto nelle questioni dottrinarie quanto in quelle di obbedienza alle loro direttive e quando si notava qualcosa di troppo innovativo nelle procedure o in altre faccende, ecco che subito si paventava la possibile abiura del Cristianesimo ortodosso e si arroventavano gli animi!

Nei circoli vicini al Metropolita perciò, il modo d’agire novgorodese naturalmente non era visto molto favorevolmente, tant’è vero che quando l’Arcivescovo Mosè fu costretto a rinunciare alla sua carica e fu sostituito da monsignor Basilio (al secolo Gregorio Kalèka ossia lo Zoppo), mentre il Metropolita (greco) Teognosto registrò che quest’ultimo fu eletto dal sinodo dei vescovi locali, al contrario, come appare dalle Cronache di Novgorod, Basilio “…fu scelto dalla città e destinato da Dio…” ossia fu estratto a sorte nel solito modo detto sopra! C’è dunque una lotta sorda fra le due cattedre persino nelle registrazioni!

Per inciso inoltre ricordiamo che nell’elezione di Monsignor Spiridione ad Arcivescovo di Novgorod nel 1229 fu proprio il figlioletto del principe Michele di Cernìgov, Rostislav, a scegliere bendato il nome del prelato fra i tre candidati…

Accanto al modo diverso di elezione, in definitiva abbastanza particolare, prima di proclamare il nuovo vladyka, lo si inviava a Kiev dal Metropolita per la consacrazione e qui vigeva anche un altro costume: quello di pagare l’imposizione delle mani (così si chiamava la consacrazione).

Ufficialmente il compenso per la conferma della carica non appariva come un vero e proprio prezzo d’acquisto, ma solo come un’elargizione fatta all’alta autorità della Chiesa Russa affinché quel denaro servisse per tutte le sue opere di carità. Così almeno spiegò ufficialmente il Patriarca di Costantinopoli, quando fu pregato di intervenire sulle lamentele di simonia e sulle proteste degli eretici Strigoliniki nella prima metà del XIV secolo! Queste elargizioni erano sempre delle grandissime somme perché sappiamo, ad esempio, che quando successivamente si trattò di porre sulla cattedra di Novgorod l’Arcivescovo Antonio si spesero ben 1000 grivne (moneta d’argento novgorodese)!

A causa della lontananza, il viaggio fino a Kiev del neo-eletto non sempre era possibile e talvolta veniva ritardato di anni, tanto che l’imposizione delle mani a poco a poco fu rimandata alle sole occasioni delle visite periodiche che il Metropolita faceva regolarmente a Novgorod.

I tribunali novgorodesi, come d’altronde anche nel resto d’Europa, erano corti dirette da ecclesiastici, i quali per le sentenze emesse esigevano un rimborso spese e i costi della formulazione che costituivano un’entrata cospicua per la chiesa. Tuttavia era ammesso l’appello alla sentenza arcivescovile e questo appello veniva rivolto appunto al Metropolita il quale, ogni quattro anni, si recava nelle diverse eparchie per esercitare questa funzione (talvolta mandava il suo rappresentante).

L’alto prelato si recava dunque a Novgorod con questa cadenza quadriennale, per i giudizi di appello per i quali unicamente il Capo della Chiesa poteva dare una sentenza definitiva. In quelle occasioni rimaneva per un mese in città con tutto il suo numeroso seguito e a Novgorod questa era l’occasione per una grande festa cittadina.

Non appena si intravedeva la nave sul fiume che portava il Metropolita e il suo numeroso seguito, l’Arcivescovo in gran pompa gli andava incontro sul porto seguito da una folla enorme di fedeli e di curiosi. Il Metropolita faceva poi una prima tappa nella Chiesa del Salvatore sulla Riva del Mercato. Dopo una breve sosta in preghiera, insieme all’Arcivescovo dava inizio ad un’enorme processione preceduta da torce e fiaccole accese che attraversava tutto il Mercato diretta al Ponte Vecchio, l’unico ponte della città che unive le due Rive. La processione terminava nella Cattedrale di Santa Sofia, sulla Riva omonima, dove il prelato officiava e teneva di solito una lunga omelia ai bojari e a tutti gli astanti. A questa seguiva la festa vera e propria con un banchetto gratuito all’aperto…

Durante il suo soggiorno, il Capo della Chiesa Russa faceva sede nella Chiesa di San Giovanni Battista e in questo periodo era invitato in tutta una serie di manifestazioni e convivi, anche preparati dall’Arcivescovado stesso, quando si faceva il giro dei diversi monasteri tenendo le numerose udienze. Dunque non solo era mantenuto e servito, ma riceveva anche diversi emolumenti per tutte le attività che esplicava. Una spesa enorme per tutta la città che riceveva lo spettacolo colorato e scintillante delle reliquie portate in giro e dei meravigliosi paramenti sacri che erano esposti solo in queste occasioni, ma poi rimaneva un po’ più povera di prima.

Nel 1384 quando ben tre Metropoliti si disputarono la preminenza sulla Chiesa Russa, la Vece discusse ed approvò la decisione di non rivolgersi più a quel prelato, visto che ora la carica era in discussione e di conseguenza di non accettare più la sua venuta a Novgorod per il Mese delle Sentenze e riconobbe unilateralmente e ufficialmente all’Arcivescovo novgorodese i poteri massimi di decisione.

In realtà però sappiamo che già dai tempi di Mosé ci si era lamentati presso il Patriarca per l’esosità del Metropolita e nel 1341 addirittura fu ufficialmente inoltrata una lamentela a Teognosto per il costo altissimo di queste visite quadriennali di un mese.

Sarà una lunga lotta per Novgorod finché non si deciderà che l’appello alle sentenze dei tribunali novgorodesi non ci sarà più e che le sentenze emesse saranno definitive senza il costoso sigillo del Metropolita.

E così infatti avvenne quando successivamente il nuovo Metropolita Pimen venne a Novgorod, dopo che la questione della preminenza sembrava fosse stata risolta. I novgorodesi lo accolsero con solennità come si addiceva alla sua carica, ma rifiutarono da subito di accettare e di pagare alcunché per le sentenze che avrebbe dovuto emettere e che quindi non emise.

Solo dieci anni dopo, Mosca e il suo Metropolita Cipriano riusciranno a ripristinare questi “diritti” metropolitani sull’Arcivescovo novgorodese, quando la città però ormai è nelle mani della dinastia moscovita…

Da Novgorod dipendeva il clero di Pskov e quello di Russa. Ma già nel 1307 una delegazione di Pskov venne a Novgorod in udienza da monsignor Teoctisto con la preghiera di lasciare che questa città avesse un suo proprio vescovo. La richiesta naturalmente non fu accolta, ma pose il seme ad una lotta sorda fra le due città per la separazione delle diocesi. In questa lotta naturalmente fu coinvolta anche la classe bojara poiché il bojaro di Santa Sofia, che di solito era mantenuto da Pskov nei propri tribunali per conto dell’Arcivescovo, intorno al 1340 fu sostituito da un bojaro della Santa Trinità (la cattedrale di Pskov), per risparmiare sulle spese, si disse!

Da quanto abbiamo detto finora possiamo già capire quali fossero alcune delle entrate che manteneva la Chiesa a Novgorod e la Metropolia di Mosca.

In realtà quando San Vladimiro aveva fondato la Chiesa Russa aveva destinato al suo mantenimento un decimo del suo patrimonio ed un decimo delle entrate annuali dei traffici di Kiev. I valori di queste concessioni poi erano sempre difficili da definire, ma di solito consistevano nella proprietà e nello sfruttamento di villaggi e di terreni, di licenze di pesca e di boschi e cose simili.

Lo stesso si era fatto a Novgorod per la chiesa locale e il dar che si passava al namestnik era appunto decurtato dai bojari “esattori” sulla base di queste tradizioni.
Tuttavia col passar del tempo la Chiesa di Novgorod aveva accumulato talmente tanti possedimenti da diventare la più ricca eparchia delle Terre Russe e, con la caduta di Costantinopoli del 1453 e la separazione di Kiev da Mosca, il patrimonio di Santa Sofia era di gran lunga il più grande di tutta la Bassa, sia dello stesso Principe Giovanni III che della Metropolia di Mosca sotto Sua Santità Filippo, alla fine del XV secolo!


 

 

 

webmaster www.larici.it - info@larici.it