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Simonetta
Simi, Il passaggio dal paganesimo al cristianesimo in due sermoni
antico-russi (1)
Il
profeta Elia assunse la funzione e laspetto del dio pagano Perun,
santa Paraskeva-Pjatnica quelli di Mokos, san Nicola quelli di Veles
e molte feste mantennero culti e rituali antichi. Ladozione del
cristianesimo non determinò affatto la sparizione del paganesimo,
anzi: lo scontro tra paganesimo e cristianesimo fu molto aspro e originò,
per reazione, lopposizione proprio-altrui, quella,
cioè, tra il paganesimo slavo e il cristianesimo greco-bizantino...
Lo Slovo nekoego Christoljubca i revnitelja po pravoj vere
[Sermone di un certo amante di Cristo e difensore della vera fede] e
lo Slovo sv. Grigorija, izobreteno v tolcech o tom,
kako pervoe pogani cusce Jazyci klanjalisja idolom i treby im
klali [Sermone di San Gregorio il Teologo su come le genti, essendo
inizialmente pagane, veneravano gli idoli] fanno parte di un corpus
di slova i poucenija napravlennye protiv jazycestva (2) dei
secoli XIV-XVII e costituiscono una delle principali fonti della tradizione
mitologica slavo-orientale. Questi documenti sono una base indispensabile
per lo studio del paganesimo degli antichi Russi per diversi motivi:
i sermoni, infatti, pur tramandatici in copie tarde, risalgono con ogni
probabilità ai secoli XI-XII così da risultare tra le
opere più prossime allepoca del paganesimo; i loro autori
sono interni alla tradizione slava e le informazioni che ci forniscono
probabilmente attendibili; i codici che li tramandano, infine, contengono
passi, probabilmente interpolati, che descrivono dettagliatamente le
tradizioni, gli usi, i costumi e le credenze degli antichi Slavi orientali.
Gli
autori degli slova e poucenija si prefiggono il compito
di ammaestrare i pagani attraverso citazioni del Nuovo e del Vecchio
Testamento e attraverso gli insegnamenti dei Padri della Chiesa; la
propaganda della nuova fede è sempre accompagnata, comunque,
dalla denuncia dei riti e delle credenze pagane: gli autori di queste
opere sono costretti, per compiere la loro opera di evangelizzazione
e rendere accettabile un insieme di norme altrimenti incomprensibile
al mondo slavo di troppo recente conversione, a rammentare, condannandole,
le antiche pratiche religiose e ad associarle a certune cristiane. Gli
intenti polemici di questi evangelizzatori mantengono così in
vita un duplice sistema culturale e spirituale; comè noto,
ladozione del cristianesimo non determinò affatto la sparizione
del paganesimo, anzi: lo scontro tra paganesimo e cristianesimo fu molto
aspro e originò, per reazione, lopposizione proprio-altrui,
quella, cioè, tra il paganesimo slavo e il cristianesimo greco-bizantino.
Questo contrasto non impedì tuttavia forme di sincretismo; il
folclore, come sistema aperto e non normalizzato, assimilò molto
dal cristianesimo: molte immagini e concezioni pagane, vive nella quotidianità
del popolo, furono accostate a festività e a santi cristiani
(3). Analogamente i residui del paganesimo, o la continuazione delle
tradizioni pagane, mantennero funzioni rituali chiave anche allinterno
del cristianesimo (4).
Indubbiamente,
da questa acerba polemica religiosa non è possibile ricavare
un quadro preciso e obiettivo delle usanze e dei riti dei popoli slavi
prima della conversione; tuttavia, slova e poucenija
contro il paganesimo ci forniscono, al di là degli intenti dei
loro autori, preziose informazioni, in un periodo in cui i residui del
paganesimo erano ancora vivi nella memoria collettiva.
La
cristianizzazione della Rus pose fine allesistenza ufficiale
della mitologia slava, ne distrusse il livello superiore ed i personaggi
che vi appartenevano iniziarono ad essere considerati come negativi
e/o come facenti parte del sistema demonologico (5); il livello inferiore
risultò invece più stabile e dette luogo a svariate combinazioni
con la nuova religione cristiana dominante. In questa sfera bassa, non
ufficiale, il paganesimo continuò ad esistere nella maggior parte
delle terre slave, dove la fede negli dei non vacillava, ma, anzi, veniva
attualizzata dalla lotta della Chiesa contro di loro.
Il
Sermone di un certo amante di Cristo e difensore della vera fede
e il Sermone di San Gregorio il teologo su come le genti, essendo
inizialmente pagane, veneravano gli idoli sono i documenti più
noti dellintero corpus di slova e poucenija,
in entrambi vengono elencati con connotazioni negative numerosi teonimi
del macro e micro livello del paganesimo slavo; il primo documento chiarisce
subito il tipo di opposizione spirituale che caratterizza il periodo
del dvoeverie e fornisce preziosi dettagli sulle divinità
superiori del panteon di Vladimir; il secondo, oltre a contenere informazioni
complementari a quelle del primo sulle divinità superiori, descrive
ampiamente i riti in onore di alcune divinità inferiori ed il
passaggio alla sfera cristiana di certi miti e figure mitologiche pagane.
Nel Sermone di un certo amante di Cristo vengono menzionati,
come divinità superiori del panteon slavo, Perun, Chors,
Sim, Rigl (Semargl/Simargl) (6),
Mokos e Volos; lautore del Sermone di San
Gregorio, invece, nomina solamente Mokos, Perun
e Chors; in nessuno dei due documenti viene attestata la presenza
di Stribog, Dazbog o Svarog: proprio la presenza
o assenza di certe divinità allinterno dei vari slova
e poucenija supporterebbe ulteriormente le ipotesi proposteci
da alcuni studiosi, tra cui Toporov, sui contrasti esistenti tra il
sud e il nord della Rus in ambito mitologico e sui vari mutamenti
della situazione religiosa allinterno del processo di cristianizzazione
delle terre slavo-orientali. Le notizie riguardo alle divinità
inferiori ci vengono fornite, come abbiamo detto, in modo più
completo, proprio dal Sermone di San Gregorio, dove vengono
descritti i rituali inerenti alle vile, a Diva, a
Rod, alle rozanicy, agli upiri (upyri),
alle beregyni (bereginie), a Pereplut, a
Svarozic e alle navi. I due documenti registrano anche
il tentativo di sostituire il culto più antico e pagano di Rod
e delle rozanicy con quello della Madonna, attestando, dunque,
il tentativo di dare una veste cristiana al culto ancestrale delle divinità
preposte alla nascita. Le rozanicy, daltro canto, vennero
sempre più confuse con la Madonna, i tropari in onore della sua
nascita venivano cantati durante i banchetti commemorativi pagani ed
iniziarono ad essere considerati come un modo per purificare e benedire
loriginaria mensa pagana. Il Sermone di San Gregorio
contiene, poi, descrizioni di rituali che abbracciano tutta una serie
di altre tradizìoni pagane, in questo sermone compilativo assistiamo,
dunque, ad unevidente degradazione dei miti classici descritti
in alcuni discorsi di San Gregorio il Teologo. Lo scopo dellautore
antico-russo non è quello di fornirci notizie attendibili su
altre civiltà, ma, piuttosto, quello di stabilire quali genti
avessero abbracciato il paganesimo prima degli Slavi; si cerca in questo
modo di stabilire rapporti di discendenza, spesso fin troppo artificiosi,
per esempio, tra il paganesimo greco o latino e quello slavo, nel tentativo
di giustificare la permanenza degli elementi pagani nella cultura della
Rus.
Note:
1. Simonetta
Simi, Il passaggio dal paganesimo al cristianesimo in due sermoni
antico-russi, in eSamizdat, 2003, I, pp. 65-71. Larticolo
è scaricabile in formato .pdf alla pagina http://www.esamizdat.it/articoli/simi1.htm,
alla quale si rimanda per lesatta accentatura delle parole in
russo.
2. A questo proposito si vedano M. Azbukin, Literaturnoj borby
predstavitelej Christianstva s ostatkami jazycestva v russkom narode
(XI-XIV vek), Sankt-Peterburg 1896; N.K. Tichonravov, Slova
i poucenija, napravlennye protiv jazyceskich verovanij i obrjadov,
in Letopisi russkoj literatury i drevnosti, IV, Moskva 1862;
N.M. Galkovskij, Borba christianstva s ostatkami jazycestva
v Drevnej Rusi, I, Charkov 1916; N.M. Galkovskij, Borba
christianstva s ostatkami jazycestva v Drevnej Rusi. Drevnerusskie slova
i poucenija, napravlennye protiv ostatkov jazycestva v narode,
Moskva 1913; E.V. Anickov, Jazycestvo i drevnjaja Rus,
Moskva 1914; V.J. Mansikka, Die Religion der Ostslaven, I,
Quellen, Helsinki 1922.
3. Come è stato notato più volte da vari autori, il Profeta
Elia assunse la funzione e laspetto di Perun, Paraskeva-Pjatnica
quelli di Mokos, mentre San Nicola quelli di Veles
o di altri spiriti e divinità pagane; la festa del Semik,
la Trinità, così come la Domenica delle Palme (Verbnoe
Voskresene), e la festa di Ivan Kupala, che nella tradizione
cistiana corrisponde alla nascita di San Giovanni Battista, mantennero
il culto della vegetazione, quello del fuoco e dellacqua. A questo
proposito si vedano N.I. Tolstoj, Jazycestvo i christianstvo drevnej
Rusi, Izbrannye Trudy, slavjanskaja literaturnojazykovaja situacija,
II, Moskva 1998, p. 428; ma anche B. Uspenskij, Filologiceskie razyskanija
v oblasti slavjanskich drevnostej, Moskva 1982, pp. 31-112, 134-138,
150-156; V.N. Toporov, Bogi drevnich slavjan, Ocerki istorii kultury
slavjan, Moskva 1996, p. 167; Slavjanskie drevnosti, I-.II,
Moskva, 1995-99 [voce dvoeverie].
4. Il pane, elemento importantissimo nei festeggiamenti nuziali pagani
(korovaj), sotto forma di eucarestia, rappresentò nella
liturgia cristiana il Corpo di Cristo, lacqua benedetta divenne
fondamentale nel mistero del battesimo, quella santa fu considerata
come il rimedio più efficace contro la presenza dei dèmoni,
il fuoco e la fiamma furono concepiti come un sacrificio a Dio, la terra
come lessenza materiale del corpo umano. A questo proposito si
vedano N.I. Tolstoj, Jazycestvo, op. cit., p. 428; V.I. Toporov
- V.V. Ivanov, Issledovanija v oblasti slavjanskich drevnostej,
Moskva 1974, pp. 243-258.
5. Secondo Ivanov e Toporov, allinterno della mitologia slava
possono essere individuati diversi livelli a seconda delle funzioni
dei vari personaggi mitologici, del loro carattere, dei loro rapporti
con la collettività e del grado di individualizzazione delle
loro realizzazioni. Il livello più alto è caratterizzato
da un tipo più generalizzato di funzioni divine (giuridico-rituali,
militari, economico-domestiche) e dai loro legami con il culto ufficiale
(fino ai panteon delle prime compagini statali). Al livello più
alto della mitologia slava appartengono *Perun e *Veles
ai quali può essere collegato il personaggio femminile, Mokos.
Nel livello più alto possono essere inclusi lantico-russo
Svarog (riferibile al fuoco è Svarozic,
cioè, figlio di Svarog), lantico-russo Dazbog
e lo slavo meridionale Dabog (nel folclore serbo). Fanno parte
del livello inferiore le divinità collegate al ciclo naturale
(Rod e altri, nella tradizione slava orientale) e la maggior
parte di quelle femminili (rozanicy, bereginie, e
così via); le divinità del livello inferiore talvolta
sono caratterizzate da un minore antropomorfismo rispetto a quelle del
livello superiore, hanno funzioni più astratte e specializzate
(Sud, il destino); si tratta di differenti classi di spiriti,
animali e forze impure, poco individualizzanti in stretto rapporto con
tutto lo spazio mitologico, dalla casa, al bosco, alla palude; tra di
essi annoveriamo: i domovye (spiriti della casa), i lesie
(spiriti del bosco), i vodjanye (spiriti delle acque), le rusalki
(esseri femminili delle acque), le slavo-meridionali vile (spiriti
dei vortici) e così via. A questo proposito si vedano, V.V. Ivanov
- V.N. Toporov, Slavjanskaja mifologija, in Enciklopediceskij
Slovar, Slavjanskaja Mifologija, Moskva 1995, pp. 13-14.
La numerazione di tali livelli ci sembra una cosa abbastanza convenzionale,
a questo proposito, si veda anche la teoria della tripla funzionalità
nel panteon pagano (G. Dumézil, Lidéologie tripartie
des indo-européens, Bruxelles 1958).
6. A questo proposito si veda V.N. Toporov, Svjatost i svjatye
v russkoj duchovnoj kulture, I-II, Moskva 1995-1998, pp.
512-531.7.
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