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| ICONE > Vladimir Zelinskij, Larte e lortodossia
Larte ecclesiale esprime lo spirito dellOrtodossia; perciò larte non può essere solo il mezzo dello spirito, larte è limmagine dello spirito. Questo spirito rimane identico a se stesso durante la storia di tanti secoli, e il principio dellidentità della vita spirituale che è proprio allOrtodossia definisce anche il carattere tradizionale della sua arte. Infatti, qualsiasi tipo dellespressione artistica in Chiesa ubbidisce ai canoni della Chiesa, ad un certo rito di dipingere, di cantare, di costruire il tempio, di incensare le icone. La Tradizione in Chiesa non è la schiavitù ai padroni del passato, essa ha anche il suo proprio messaggio: quello della santità scoperta e manifestata dai nostri predecessori, dai padri della fede. Ogni rito ecclesiale porta in sé un invisibile bagaglio spirituale, una poesia del gesto e della forma che si sono apparse nellesperienza dei santi. Così ciò che era santo vissuto nel passato diventa il sacro da vivere oggi questo è il principio della Tradizione Vivente. Ricordiamo ancora: larte ecclesiale non è il modo di espressione del proprio io nella sua ricerca, nel suo slancio verso il cielo, ma la manifestazione della natura paradisiaca delluomo che si apre e si manifesta solo nella santità della Chiesa. Licona di un santo, per esempio, è un ricordo eterno del suo volto e della sua vita, ma il ricordo rivolto non al passato lontano, ma al futuro, al mondo che verrà, perché il santo è già cittadino di questo mondo. Il messaggio che porta licona può essere chiamato il ricordo escatologico. Il passato e il futuro sincontrano nellarte ecclesiale e il punto dellincontro è proprio la Tradizione. La Tradizione, anche quella che riguarda la pittura o larchitettura, cresce dalla memoria ecclesiale e ci porta nel mondo trasfigurato. La Tradizione è un tempo consacrato dalla santità vissuta e la sua consacrazione si svolge anche nelle opere dellarte ecclesiale. Questo principio della Tradizione è a volte difficile da accettare alluomo moderno. Ma lOrtodossia, anche nella sua arte, vive ancora non secondo luomo moderno, ma piuttosto secondo la regola di Giovanni Battista: «Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a Lui» (Gv 3,28). Lartista che lavora in Chiesa e per la Chiesa è solo il messaggero e il testimone.
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