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LETTERATURA E CRITICA > Ines Belsky Lagazzi, Michel Evdokimov, “Pellegrinaggi russi e vagabondi mistici” (recensione), 1990
Ma come potremmo definire l’ anima russa così vasta e profonda, così permeata di religiosità? Ci siamo posti la domanda leggendo questo affascinante saggio di Evdokimov, un prete ortodosso, nato a Mentone nel 1930, professore di letteratura comparata e impegnato nel dialogo ecumenico con i cattolici e i protestanti. Avvincente come un romanzo d’avventure, pur nel rigore storico, è anche un excursus letterario - dagli antichi testi russi come il Canto di Igor, alla Cronaca di Nestore alla Festa dei folli di Harvey Cix, a I folli in Cristo di Gorainoff, dalle opere di Puskin e Dostoevskij a Pascal, Tolstoj, Leskov, Nekrasov ed altri ancora... per narrarci storie di “vagabondi mistici”. Chi sono costoro? Sono uomini e donne appartenenti ai più svariati ceti sociali che a un certo punto della loro vita “rompono” con la famiglia, !l lavoro, la società per andare di paese in paese - una bisaccia sulle spalle e un bastone in mano. Hanno ascoltato il richiamo dell’assoluto, hanno ceduto al fascino dei grandi spazi. Lo scopo? Comunicare con l’infinito, conformare la loro vita a un ideale spirituale, per unirsi a quello Spirito che “soffia dove vuole e nessuno sa di dove viene, ne dove va” (Gv 3, 8). Cominciò il principe Vladimir di Kiev - dopo la conversione sua e dei suoi sudditi al Cristianesimo - a mandare ambasciatori a Costantinopoli perché avessero a informarsi sulla verità delle altre religioni. Da allora fu un continuo andare verso santuari e monasteri, alle città sante di Kiev, Novgorod, Costantinopoli, Gerusalemme in continua ricerca di queg1i spazi infiniti che non coincidono con gli spazi fisici e geografici. Questo bellissimo libro si conclude tuttavia con un messaggio: "Tu ti senti allo stretto e sogni di evadere. Ma fa’ attenzione ai miraggi. Per evadere non correre, non fuggire, scava piuttosto lo stretto angolo che ti è toccato, vi troverai Dio e tutto. Dio non volteggia sul tuo orizzonte, Egli dorme nel tuo intimo. La vanità corre, l’amore scava".
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