LETTERATURA E CRITICA > Jules Verne, Michele Strogoff (da Mosca a Irkutsk), 1876

 

La vita e le opere dello scrittore francese Jules Gabriel Verne (1828-1905) sono talmente note che risulta più interessante riprendere alcune considerazioni attorno a Michele Strogoff (da Mosca a Irkutsk), l’unico suo romanzo ambientato nella Russia zarista, qui riproposto in versione integrale.
Michele Strogoff (1) appartiene alla lunga serie dei Voyages extraordinaires (sessantadue romanzi e diciassette racconti), pubblicata dall’editore Pierre-Jules Hetzel a partire dal gennaio 1863, che fece di Verne vivente l’autore per ragazzi più popolare e tradotto nel mondo. Michele Strogoff fu scritto nel 1876, le pubblicazioni – come per gli altri romanzi – apparvero a puntate su “Le Magazin d’éducation et de récréation” e, contemporaneamente, raccolte in volume con 91 disegni di Jules-Descartes Férat, incisi da Charles Barbant, di cui si è riportata la copertina.
Nel 1875, il figlio quattordicenne di Verne si rivelò un adolescente ribelle, nervoso, insofferente alle regole del liceo di Nantes dove studiava e la famiglia decise di affidarlo alle cure di uno psichiatra che lo fece internare in una clinica per otto mesi. Non stupisce, quindi che Verne abbia dato il nome del figlio, Michel, al protagonista del romanzo che stava iniziando. Va però ricordato che, anni dopo, Michel Verne diventò, oltre che un gran viaggiatore come il padre, il collaboratore più stretto e fidato del famoso scrittore, ormai malato, e fece pubblicare postumi (e probabilmente rimaneggiati) gli ultimi romanzi del ciclo dei
Voyages extraordinaires.
Al di là di questa nota curiosa, che rende “umano” uno scrittore “leggendario” per vena creativa e stile di vita, la critica letteraria ha posto l’accento sulla capacità di Jules Verne di descrivere con stile brioso i personaggi e con estrema precisione usi, costumi e paesaggi dei luoghi narrati e, soprattutto, la sua solida preparazione in campo scientifico che gli permetteva di dare al lettore anticipazioni di scoperte scientifiche diventate poi famose. Per questo, Verne è considerato un precursore di quel genere di fantascienza che è ottimista e fiduciosa nel progresso della scienza.
Tuttavia, non era la fantascienza lo scopo perseguito da Verne (2). Si sa infatti che, a Parigi, Verne passava intere giornate a documentarsi sui problemi scientifici e storici, a leggere i grandi della letteratura, come Victor Hugo e Alexandre Dumas padre (che lo aiutò a pubblicare le prime opere teatrali), a frequentare i fratelli Arago (Jacques, esploratore; Etienne, politico; François, fisico), il fotografo Gaspard-Félix Tournachon (noto con lo pseudonimo di “Nadar”, autore del ritratto qui scelto) e tanti altri intellettuali dell’epoca.
Sotto l’influenza della lettura dell’opera di Edgar Allan Poe, Verne cominciò a scrivere libri avventurosi in cui si prefiggeva espressamente di viaggiare nell’ambito del sapere, cioè «riassumere tutte le conoscenze geografiche, geologiche, fisiche e astronomiche, accumulate dalla Scienza moderna e di riscrivere, in modo attraente e pittoresco la storia dell'Universo». Così, anche i suoi macchinari visionari erano basati su invenzioni già esistenti, anche se poco note, o su tecniche facilmente prevedibili, che diventavano “straordinarie” grazie alle sue trame avvincenti.
Ma Verne era soprattutto attento alle vicende politiche e il
Michele Strogoff ne è la prova.
Nel 1875 la Francia fu minacciata di guerra da Otto von Bismarck, così, contro la Germania, il governo si appellò alle grandi potenze – Russia e Inghilterra – riuscendo a scongiurare il pericolo. Tuttavia, i Francesi erano ancora divisi nei riguardi dei Russi: la maggioranza non li amava vedendo in essi i tiranni dei Polacchi, ma Verne aveva già mostrato la propria simpatia verso quel popolo elogiandone le qualità di lealtà, generosità e intelligenza nelle
Avventure di tre Russi e di tre Inglesi nell’Africa australe edito nel 1872, quattro anni prima del Michele Strogoff.
Verne aveva infatti compreso l’importanza di un’alleanza tra Francia, Russia e Inghilterra, alleanza ribadita nel Michele Strogoff, in cui i giornalisti Alcide Jolivet, parigino, e Harry Blount, londinese, assistono, partecipano e condividono le avventure del corriere dello zar nella sua lotta contro il tempo per salvare la Siberia, e quindi la Russia, dall’invasione dei Tatari.
Nel
Michele Strogoff non si fa alcun cenno al nome dello zar né si ha una data di riferimento, ma gli avvenimenti riportano con certezza ad Alessandro II Romanov (1818-1881), lo zar riformatore che nel 1861 abolì la servitù della gleba e rinnovò profondamente le istituzioni.
Infine, non vanno dimenticati gli studi del tempo: nel ventennio successivo alla guerra di Crimea (1854-1856) – in cui Russia e Francia (alleata con Turchia, Inghilterra e Regno di Sardegna) si combatterono per il controllo della penisola balcanica e del Mediterraneo – si erano moltiplicati gli scambi commerciali franco-russi, era cresciuto l’interesse europeo verso la storia antica e l’arte slave e molti viaggiatori visitavano anche i territori interni e non soltanto la capitale San Pietroburgo. Tutte queste conoscenze sono state “semplificate” da Verne per i suoi giovani lettori, che riuscivano (e riescono) a comprendere e a immaginarsi, fin nei particolari, l’ambiente e i personaggi, imparando così a conoscere luoghi, persone e usanze lontani e differenti dai propri. Ma anche viceversa: come non “sentire” l’eco della vecchia Marfa Strogoff nella
Madre di Maksim Gor’kij (1907)?

Verne – Strogoff (2,4MB)

 

Note:
1. In francese il nome è Michel Strogoff, italianizzato in Michele Strogoff. Nei Paesi orientali viene tradotto come si dovrebbe (essendo il personaggio russo): Michail Strogov.
2. Sono ambientati nel futuro soltanto il romanzo Paris au XXè siècle (1863, ma pubblicato postumo), i racconti La Journée d’un Journaliste Américain en 2890 (1891) e L’Éternel Adam (1910, pubblicato postumo), e l’articolo Une Ville Idéale (1875).

 

 

 

 

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