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STORIA-MITOLOGIA
> Angelo De Gubernatis, Mitologia
comparata, 1887 (1)
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Al
Professore Antelmo Severini (3)
Mio
dotto Collega, mio caro e pregiato Amico,
Offro a Lei uno de’ miei libri più piccoli, e mi troverei davvero
molto confuso se dalla sola picciolezza evidentissima del dono, Ella
dovesse argomentare della stima che Le professo, e dell’affetto che
io sento per Lei. Ma questa confusione non è possibile, perchè
so pure ch’Ella mi conosce e, conoscendomi, non ignora ch’io Le voglio
più bene, ch’io non possa dimostrargliene in questa paginetta.
Dovrei ora dire alcune parole del libro stesso, anzi del libriccino,
e scusarne, prima d’ogni cosa, il titolo alquanto ambizioso, che non
fu scelto da me, ma che l’egregio editore, per conformarsi all’uso
già introdotto nella sua pregevole piccola Biblioteca, dovette
eleggere. Io credeva che bastasse e fosse già quasi troppo
intitolare il libretto: Introduzione alla mitologia comparata.
Un vero trattato non lo credo ancora possibile; esso non esiste ancora;
per essere compiuto, dovrebbe riuscire molto esteso; e un manuale,
che suppone sempre un compendio, è più difficile a farsi
che un ampio trattato, fin che questo trattato non esiste. Io non
ho dunque la pretesa di avere scritto un manuale così desiderato
e desiderabile, e però d’aver superata questa difficoltà.
Ma, invitato a tenere alla Società d’Orticoltura di Firenze
una conferenza sui miti e le leggende che si riferiscono alle piante,
e alla Società Promotrice dell’Istruzione della Donna presso
la Scuola Superiore Femminile di Roma quattro conferenze intorno ai
miti che si riferiscono al cielo, all’acqua, al fuoco, agli astri,
con tale opportunità, esposi alcune delle principali idee che
mi paiono governare il mondo de’ miti indo-europei. Essendomi finalmente
sembrato che si possa rintracciare anche ne’ miti africani una origine
âria e probabilmente indiana, ed avendo espresso un tal dubbio
in un articolo che pubblicai nella Nuova Antologia intorno
ai miti degli Zulù, non mi parve superfluo il soggiungere alle
cinque conferenze di mitologia comparata popolare quel breve scritto
intorno alle tradizioni esistenti presso gli Africani del Capo. Con
tutto questo libretto poi, parmi che riuscirò forse a indicare
in modo abbastanza chiaro e vivace l’oggetto proprio degli studii
di mitologia comparata, in Italia, che, pur dopo i dotti saggi sull’Hermes
e sull’Alceste del professor Kerbaker, qualche splendido articolo
critico del prof. Trezza e del prof. Pezzi, un libro sul Mito di Tito
Vignoli, (4) rimangono varie raccolte di tradizioni popolari, non
solo negletti, ma quasi universalmente ignorati. Il libretto è
particolarmente destinato agli Italiani. Non vorrei che ciò
fosse poi inutilmente. Com’Ella sa, mio caro Severini, io pubblicai
due opere di mitologia comparata, in lingua straniera, (5) le quali
ebbero all’estero molto maggior fortuna che non mi fosse lecito sperare.
Esse diedero pure occasione ad altri lavori, a nuove preziose indagini,
non pur nel campo della mitologia âria, ma nella semitica; esse
confermarono poi specialmente e fecero maggiormente riconoscere la
parentela dei miti con le novelline popolari; i critici miei concittadini
non s’accorsero di quelle mie pubblicazioni, se non per rimproverarmi
la scarsa carità di patria, che mi aveva fatto accettare le
larghe offerte d’editori stranieri più tosto che la grazia
di editori nostrani. Chi stampa in italiano, per il pubblico europeo
può dirsi che stampi quasi clandestino; onde un italiano può
benissimo avere idee sue e rivelarle primo, ma fin ch’egli stampa
in Italia nessuno se ne dà troppo per inteso; gli stessi più
solenni critici italiani che si fanno uno scrupolo di citare ogni
autore nuovissimo che porti, per quanto oscuro nel suo proprio paese,
un nome straniero, crederebbero vergognarsi quando dovessero confessare
d’avere imparato qualche cosa che essi non sapevano e che non si sapeva
da altri, da un autore italiano; il che non dissi certamente perchè
la cosa rechi soverchio dispiacere a me, ma perchè non mi pare
un indizio assai lieto di nostra grande maturità agli studii.
Nè ho uopo di dichiararle, perchè Ella se lo immagina,
che proprio non ambisco e non attendo da questo libretto in Italia
gloria o fortuna alcuna: solamente m’auguro ch’esso sia letto da italiani,
poichè io lo stampo con l’illusione che non riesca loro intieramente
inutile, e perchè davvero m’importa che anche i nostri intelletti
s’aprano alla luce delle indagini comparative nel campo de’ miti.
Io apro dunque in queste pagine un nuovo, tenue spiraglio ad una tal
luce; e nel celebrare modestamente un simile rito, come usano alcuni
autori indiani, per buon augurio, invoco, dopo il nome della divinità,
quello d’un savio, e, per questa volta, il nome del mio dotto e caro
Severini, affinchè, con la sua sempre desiderata benevolenza,
mi assista.
Di
Santo Stefano di Calcinaia
presso Lastra a Signa, 15 luglio 1880.
Angelo
De Gubernatis.
.
Note:
3. Glottologo e orientalista, Antelmo Severini (Arcevia 1827 - Corridonia
1909) fu primo insegnante di cinese e giapponese nelle università
italiane, fondatore insieme con Angelo De Gubernatis del “Bollettino
italiano degli studi orientali”, e in rapporto epistolare con personalità
quali Manzoni, Carducci, D’Azeglio, Garibaldi, Mamiani. (N.d.C.)
4.
Michele Kerbaker (1835-1914) fu professore di Linguistica e Sanscrito
e direttore dell’Istituto Orientale di Napoli.
Gaetano Trezza (1828- 1892) fu scrittore, filologo e professore di
Letteratura latina all’Istituto di Studi superiori di Firenze. Domenico
Pezzi (1844-1905) fu linguista e, dal 1872, fondatore con il filologo
Giuseppe Müller della “Rivista di Filologia e d'Istruzione Classica”,
prima rivista italiana dedicata agli studi latini e greci.
Tito Vignoli (1829-1906) fu docente di Antropologia presso la Reale
Accademia di Scienze e Lettere e dal 1893 direttore del Museo civico
di Storia naturale di Milano. (N.d.C.)
5.
Probabilmente ci si riferisce ai libri Zoological Mithology or
the Legends of Animals (London 1871; 2 voll.) e Mythologie
des plantes ou les légendes du règne végétal
(Paris 1878-82). Da segnalare anche Matériaux pour servir
à l’histoire des études orientales en Italie (Florence
1876), relazione presentata al III Congrès International des
Orientalistes de St-Pétersbourg. (N.d.C.)
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