|
Icone
Storia
Arte e architettura
Letteratura e critica
Pubblicazioni
|
STORIA
> Giuseppe Battaglia, A Pietrogrado nei primi giorni della
Rivoluzione. Note di viaggio, 1917
Del
luinese Giuseppe Battaglia si sa poco di più di ciò
che egli rivela nel libro: era proprietario di uno stabilimento meccanico
che produceva macchinari esportati in Russia e fu profugo a Lugano
durante i tumulti del maggio 1898. Entrambe le notizie trovano conferma
nella storia di Luino: i Battaglia fondarono uno “Stabilimento Meccanico
e Fonderia” nella seconda metà dell’Ottocento e gli scontri
tra lavoratori e forza pubblica del maggio 1898 – la cosiddetta “rivolta
del pane” che a Milano aveva provocato le cannonate del generale Bava
Beccaris – causarono a Luino una decina di morti e la frettolosa fuga
in Svizzera dei manifestanti e di alcuni borghesi imputati di sobillazione.
Battaglia
abitava nella villa con parco (ora Polo culturale Villa Hüssy,
nella foto), acquistata nel 1908, da cui partiva per numerosi viaggi
d’affari in Europa, Russia, India e dove morì nel 1935. A Pietrogrado
si recò come rappresentante ufficiale dei meccanici italiani
all’interno della “Missione Commerciale Italiana”, ma tra un impegno
e l’altro fu un osservatore attento della realtà che lo circondava
e fu soprattutto una persona che voleva capire il succedersi degli
avvenimenti: «Le mie note vogliono essere uno specchio di ciò
che fermenta nella vita russa, di ciò che si prepara: serviranno
a darci una norma per giudicare di avvenimenti forse grandiosi e di
importanza storica mondiale, se gli avvenimenti stessi non ci precederanno».
Non lo precedettero, e la sua analisi – politica, letteraria, sociale
– risulta ancora oggi ricca di intuizioni e spunti di riflessione,
come: «Si dirà che la libertà unirà i popoli
russi per la comune difesa. Questo potrebbe esser vero temporaneamente.
Ma non è soltanto la libertà che cercano questi popoli,
è l’indipendenza» (p. 86).
Il
suo diario – che va dal 15 gennaio al 16 marzo 1917, ossia il periodo
dal 2 gennaio al 3 marzo 1917 secondo il calendario giuliano, in uso
in Russia fino all’aprile 1918 – risulta quindi un’importante descrizione
“dal vivo” dei giorni che dettero l’avvio alla Rivoluzione del febbraio-marzo
1917 a Pietrogrado e, soprattutto, l’unica descrizione compiuta da
un contemporaneo italiano e senza i filtri del ricordo e della riflessione
a posteriori.
Nomi
e situazioni forniti da Battaglia corrispondono alla realtà,
ma sia la diversa traslitterazione/trascrizione in uso all’epoca,
sia la quantità di fatti e personaggi dati per conosciuti al
lettore, hanno reso necessario l’uso di numerose note, che sono state
tutte curate dall’associazione culturale Larici.
Un’ultima
precisazione riguarda le date, poiché la Storia riporta quelle
allora in vigore in Russia che seguiva il calendario giuliano, mentre
Battaglia ha seguito il calendario gregoriano.
- 9 gennaio (22 gennaio secondo il calendario gregoriano e il libro
di Battaglia): anniversario della “Domenica di sangue” (1905).
- 18 febbraio (3 marzo): inizio dello sciopero degli operai delle
officine Putilov di Pietrogrado.
- 23 febbraio (8 marzo): proclamazione dello sciopero generale dei
lavoratori.
- 26 febbraio (11 marzo): sparatoria del reggimento Volynskij sui
dimostranti lungo la Prospettiva Nevskij.
- 27 febbraio (12 marzo): occupazione della sede della Duma di Stato
da parte degli operai e di tre reggimenti della guardia imperiale;
riunione del primo soviet di Pietrogrado.
- 28 febbraio (13 marzo): scoppio della rivolta anche a Mosca.
- 2 marzo (15 marzo): formazione di un Governo provvisorio, retto
dal principe Lvov e, nella notte tra il 2 e il 3 marzo (15-16 marzo)
abdicazione dello zar Nicola II.
|