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| STORIA > Alain Besançon, Le fluttuazioni della storiografia della Russia (*)
«La Russia - diceva Churchill - è un mistero avvolto in un enigma». In effetti, si è stati fuorviati su questo Paese. Il mondo russo è molto più semplice di quello delle vecchie nazioni europee; più semplice è soltanto il mondo degli Stati Uniti. Allora, dovè la difficoltà? Ci sono state due storie della Russia: inizialmente, quella di un Paese come gli altri, sebbene lungamente a margine dellEuropa e lontano dai centri di civilizzazione; poi, cè stata la storia di un Paese luogo di un fenomeno senza precedenti, il regime comunista, che, come un alieno, è diventato centrale nella storia del XX secolo. Tuttavia, queste due storie devono essere ancora sdoppiate, perché la storia della Russia è stata scritta soprattutto allestero e non sempre concorda con la storiografia prodotta in quel Paese. La divergenza è poi diventata totale quando il potere comunista ha imposto il proprio monopolio. Così, sono esistite, per questi settantanni, sia una storia ufficiale indigena che una storiografia occidentale, affatto unificata perché uscita dalle passioni suscitate dal comunismo e dalla sua interpretazione contradittoria. Tutto ciò significa avere almeno quattro storie, se non cinque. Cominciamo
con la storia dellantica Russia, antecedente al cambiamento
del 1917. Occorreva
perciò comporre una propria storia. Il Gran Principe di Mosca
aveva cominciato in modo meschino, come una specie di visir del Khan
tataro, ma intanto stava riunendo sotto la propria autorità
i principati del circondario. Nel 1380, in mezzo a una situazione
molto confusa in cui Russi, Polacco-lituani, clan mongoli e i genovesi
della Crimea erano associati in alleanze fragili e instabili,
Dmitrij Donskoj vinse il khan Mamaj nella grande battaglia
del Pian delle Beccacce. Questa vittoria, per nulla decisiva,
fu esaltata come una fondazione: era la vittoria di Mosca sui rivali,
la vittoria della fede ortodossa sui pagani, i musulmani e i cattolici.
Da questo momento, i prìncipi russi iniziarono ad appiccicarsi
una parte tatara nella loro genealogia, in quanto dava loro un diritto
sullimpero mongolo, e, quando Ivan
III sposò una porfirogenita,
non parlarono altro che della loro legittimità bizantina, cioè
romana. Lascesa di Mosca continuò tra alti e bassi per
tre secoli, poi arrivò Pietro
il Grande.
Nota:
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