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| STORIA > Giulio Ferrario, Il costume antico e moderno: Russia Europea, 1815-1824
COSTUMANZE DEI RUSSI Le
vesti, gli usi, i costumi de’ Russi sono affatto diversi
da quelli delle altre nazioni dell’Europa. Oltre la varietà
de’ popoli che compongono il vasto impero della Russia, s’incontrano
giornalmente, passeggiando per Pietroburgo, Inglesi, Francesi,
Danesi, Polacchi, Svedesi, Spagnuoli,
Portoghesi, Italiani, Tedeschi, Persiani,
Turchi ec. Questa riunione di tanti diversi stranieri
forma una mascherata naturale, e non si conosce sulla terra una città
che offra un divertimento di questa fatta come Pietroburgo. La diversità
de’ forestieri nelle altre non appare così distintamente, perchè
essi vi adottano l’abito e la moda del paese, affine di evitare gli
sguardi curiosi, e gli atti di sorpresa della moltitudine, la quale
senza questa precauzione si affollerebbe loro d’intorno. Una simile
compiacenza sarebbe qui inutile. Gli stranieri siano pur vestiti nel
modo più bizzarro che loro aggrada, i sudditi di tutte le parti
dell’impero Russo potranno disputar loro il primato in fatto di bizzarria.
La metropoli della Russia vede tra le sue mura un’affluenza di persone
diverse, dall’abitante delle montagne gelate del Kamtsciatka, fino
a quello della fertile Ucrania, lontani gli uni dagli altri circa
due mila leghe, e separati da Siberiani, da Tongusi,
da Calmucchi, da una prodigiosa quantità di nazioni
Tartare, da Finlandesi, da Cosacchi ec. Pietroburgo
è una città, dove i Russi medesimi sono stranieri;
la sua popolazione s’aumenta ogni giorno pel numero considerabile
di quelli che vi accorrono da tutte le parti dell’imperio. La Russia
rassomiglia all’uomo, che ha fatto all’improvviso una grandiosa eredità.
Essa comincia or solo ad istruirsi, e sembra in qualche modo sorpresa
ed attonita della propria importanza. Al pari del giovine erede, essa
vede al suo seguito diversi maestri: il precettore Inglese le insegna
l’arte della navigazione ed il commercio, il Francese le insegna,
secondo il costume, a vestirsi ed a danzare; l’Italiano a disegnar
fabbriche ed a cantare, il Tedesco a far evoluzioni a dritta ed a
sinistra, come lutto il rimanente dell’arte della guerra. Cosi Swinton
scrivea nei suo Viaggio in Russia ec. nel 1788 di questo
giovine erede, che avendo ora circa trent’anni di più
ed essendosi fatto per conseguenza più adulto ha dimostrato
ad evidenza ch’egli possiede tutte le disposizioni e tutte le facoltà
che rendono l’uomo capace ad apprendere tutte le arti, e tutte le
scienze. Da ciò ognuno potrà di leggieri comprendere
che noi, per avere un’esatta idea delle originali costumanze de’ Russi
non dobbiamo più osservarle nelle alte classi della società
che somiglianti sono presentemente a quella di tutti gli altri paesi,
ma bensì che rintracciar le dobbiamo ne’ contadini, negli artigiani,
ne’ mercadanti, brevemente in quelle classi inferiori delle società,
nelle quali i costumi conservano tuttavia per così dire quell’originale
fisonomia che un’accurata educazione ha cancellata nelle altre. Fisiche
qualità de’ Russi
. Note:
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